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KTM Freeride 350. Dal concept al debutto

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KTM Freeride 350. Dal concept al debutto

Messaggioda jenk » 28 mar 2012, 13:21

In attesa della prova completa della KTM Freeride 350 che pubblicheremo nei prossimi giorni, ecco l’intervista esclusiva a Joachim Sauer, Product Manager KTM che ci racconta il dietro le quinte di questo progetto



A poche ore dalla partenza del test ride della nuova KTM Freeride 350, in Marocco nei pressi di Tahanaout, ecco a voi l’intervista Esclusiva con Joachim Sauer, Product Manager KTM che ci racconta il dietro le quinte di questo nuovissimo e particolare progetto:

Ciao Joachim, dopo una grande attesa dalla presentazione all’EICMA, finalmente proviamo la nuova Freeride. Essendo un prodotto completamente nuovo e molto particolare, come è stato recepito dagli utenti?
«Fin dalla presentazione a Milano la nuova Freeride è stata recepita con grande curiosità ed attenzione. Sono in molti ad aver aspettato per tanto tempo una moto con queste caratteristiche, facile e divertente, ma soprattutto accessibile a tutti».

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Joachim Sauer, Product Manager KTM

Da dove nasce l’idea di sviluppare e produrre una moto dalle caratteristiche così particolari?
«KTM da diverso tempo aveva in mente lo sviluppo di una moto specifica per il mondo del trial, ma analizzando concretamente il mercato non ne ha ritenuto i numeri ancora sufficientemente giustificabili. Contemporaneamente è allo sviluppo la nota moto elettrica e l’unione delle due idee ha portato alla luce un nuovo concetto di moto. Un mezzo dalle dimensioni ridotte, molto leggero e facilissimo da utilizzare».

Hai detto bene Joachim, non è solo una nuova moto, ma KTM con questo modello vuole focalizzare l’attenzione proprio su un nuovo modo di vivere le due ruote.
«Sì, è così, non bisogna immaginare questa moto come la sorella minore della 350 da enduro, altrimenti si rischia di rimanere delusi. La Freeride è nata e sviluppata per esplorare nuove strade e nuove mete senza necessariamente andare sempre alla ricerca della massima velocità e prestazione, ma molto più semplicemente giocando con i pesi, un po’ come si fa con il trial. In molti casi poi è molto più semplice delle versioni enduro e questo permetterà a molti appassionati di superare molte paure che facilmente vengono su una moto più grande».

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KTM Freeride 350

Ma come possiamo in Italia, dove sempre più si restringe il campo d’azione delle moto in fuoristrada e perseguire la filosofia della Freeride? Non sono due concetti in contrasto?
«Certamente in posti come questi (Marocco nda) questa moto è in un vero paradiso terrestre, ma anche in Europa, può avere dei notevoli punti di forza: la rumorosità è pressoché dimezzata, sia per i due silenziatori che per la limitazione dei giri motore, proprio perché non è e non deve essere una moto da competizione. In aggiunta poi, i copertoni da trial annullano l’effetto di raschiamento del suolo rendendo molto più blando l’impatto con l’ambiente».

A breve, su Moto.it troverete la prova integrale con foto e video della moto dell’anno: KTM Freeride 350, non perdetevela!

fonte moto.it
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Re: KTM Freeride 350. Dal concept al debutto

Messaggioda fedbernacca » 28 mar 2012, 16:14

Perchè non l'hanno ideata prima!!!!!!!!!
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Re: KTM Freeride 350. Dal concept al debutto

Messaggioda DoktorCash » 28 mar 2012, 16:52

Vista dal vivo e provata purtroppo per pochi secondi al Moto Days. Divertentissima, un giocattolo. Unica nota dolente: 7300 Eurozzi mi sembrano francamente eccessivi per uno sfizio.
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Re: KTM Freeride 350. Dal concept al debutto

Messaggioda superclod » 28 mar 2012, 18:29

A mio parere, moto furbissima... :wink:
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Re: KTM Freeride 350. Dal concept al debutto

Messaggioda jenk » 28 mar 2012, 19:07

KTM Freeride 350, a 7.250€ dai concessionari. A loro la parola
La stiamo provando in Marocco e in attesa di pubblicare nei prossimi giorni la prova completa ecco cosa pensano i concessionari KTM dell'ultima novità di Mattighofen. Presto in vendita a 7.250 euro


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L'ultima nata KTM si preannucia come una moto rivoluzionaria, a metà strada tra enduro e alpinismo. Un mezzo leggero, silenzioso e soprattutto facilissimo da guidare. Le aspettative sono ai massimi livelli, pari solo alla curiosità di provarla di tutti gli amanti del fuoristrada. In attesa di pubblicare nei prossimi giorni la prova completa della KTM Freeride 350, abbiamo intervistato i concessionari e raccolto le loro impressioni.

Ma ora lasciamo la parola ai concessionari, queste sono le domande che abbiamo posto loro:
1. La KTM 350 Freeride percorre una nuova strada, a metà tra alpinismo ed enduro. Credete ci sia spazio per una moto così trasversale?
2. Com'è stata accolta dalla vostra clientela, di solito orientata al racing?
3. Avete già degli ordini?
4. Quando sarà nei negozi?
5. Qual è il cliente tipo della Freeride? Per che utilizzo la comprerà?

Lovato’s Bike, Casorate Sempione. Risponde Tiziano Lovato
1. Viste le richieste sì. L’interesse è molto elevato, è la moto adatta per chi vuole fare delle escursioni, è facile da guidare, bassa e leggera. Per chi vuole fare enduro “da principiante” è il modello ideale. Ma anche per chi vuole impegnarsi in cose “strane” consente un utilizzo a 360° e risponde a tutte le esigenze, anche dove le altre moto concorrenti peccano.

2. Molto bene. E’ l’ideale per chi si vuole divertire è silenziosa, leggera, ha bassi consumi ed è facile da guidare.

3. Sulla carta ne ho già vendute parecchie, 5 o 6, che guardando il mercato non è male.

4. Mi sono arrivate questa mattina.

5. C’è gente che lascia l’endurona o chi magari ha il camper, che la vuole caricare per avere una moto tutto fare. O chi vuole una moto da usare tutti i giorni, ma non rinuncia ad avventurarsi in qualche escursione.

“E' la moto adatta per chi vuole fare delle escursioni: è facile da guidare, bassa e leggera. Per chi vuole fare enduro “da principiante” è il modello ideale”

Fratini moto, Perugia. Risponde Patrizia Fratini
1. Sì, credo troverà spazio. Anche tra chi ha voglia di comprare uno scooter e invece poi acquista una moto del genere.

2. Sono molto curiosi.

3. Sì, un paio.

4. Le moto sono in arrivo.

5. Per chi non ha mai avuto la moto può essere un buon compromesso.

Freewaymoto, Ghivizzano (LU). Risponde Adriano Bigiarini
1. Credo di sì, limitato ma la sua nicchia di mercato l’avrà sicuramente.

2. Abbastanza bene per quanto riguarda lo zoccolo duro dell’enduro, quelli che ora hanno raggiunto una certa età e magari stanno per mollare. Questa moto gli dà la possibilità di continuare qualche anno in più. Ma anche per una donna che sceglie il fuoristrada o per un principiante. La facilità di guida e la leggerezza consentiranno un utilizzo trasversale.

3. Più che ordini c’è molto interesse. Molti chiamano per sapere se c’era già, se si può provare. Sono tutti incuriositi, ma prima vogliono provarla.

4. Spero che arrivi per la fine della settimana.

5. Non l’endurista racing, ma l’appassionato del fuoristrada e del motoalpinismo. E’ una bellissima alternativa alla Beta Alp, ma con una tecnologia molto migliore.

“E’ una bellissima alternativa alla Beta Alp, ma con una tecnologia molto migliore”

Universalmotocycle, Bari. Risponde Antonella Leo
1. Mi auguro di sì, ci sono altri prodotti ma questa KTM ed è molto più performante.

2. Molti mi dicono che non vedono l’ora che arrivi che vogliono provarla.

3. No.

4. Tra una settimana, dieci giorni al massimo.

5. Chiunque cerca una moto facile, anche per le donne, ma che non vuole una moto racer. Un’utenza che sogna di andare in fuoristrada in maniera facile la sta aspettando. La Freerider dà un senso di libertà e facilità di guida che avvicinerà persone imbarazzate da enduro troppo racing e chi invece ha già un enduro è curioso di vedere cosa può fare con una moto più facile. Sempre tenendo ben presente che questa non è un’alternativa all’enduro, ma un prodotto diverso, un modo nuovo per vivere il fuoristrada.

fonte moto.it
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Re: KTM Freeride 350. Dal concept al debutto

Messaggioda superclod » 28 mar 2012, 20:06

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Re: KTM Freeride 350. Dal concept al debutto

Messaggioda jenk » 30 mar 2012, 22:14

KTM Freeride 350 | Stile di vita offroad!
KTM reinventa il concetto di moto. E questa volta non sono le forme e le caratteristiche tecniche a fare notizia, ma come nasce e viene espresso il nuovo modo di interpretare la moto off-road. Un vero e proprio stile di vita. Costa 7.250 euro


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Partiamo dalle origini: lo stato embrionale di questo progetto prevedeva la realizzazione di una moto specifica per il settore trial. Massime prestazioni quindi, minimo ingombro e l’esigenza di centrare fin da subito il prodotto su un mercato ristretto a una cerchia di capaci intenditori. Parallelamente KTM ha portato avanti il concetto di moto elettrica, la Freeride E (elettrica), che pochi eletti hanno avuto modo di vedere, ma che già preannunciava un nuovo ambito di esplorazione della casa di Mattighofen. Questione di tempo ed ecco che le due iniziative trovano un punto d’incontro nell’idea di proporre una moto che non c’è, a cui nessuno, in tempi recenti, aveva ancora mai pensato. Ma non basta il prodotto; serve ridefinire il concetto di divertimento a bordo di un mezzo tanto facile quanto performante. Cosa che KTM declina, inserendolo in un approccio goliardico quanto avventuroso: il Freeride.

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La Freeride non necessita di grandi velocità, spazi e tracciati, perché basta davvero poco per divertirsi a bordo di questo nuovo concetto di moto

E sebbene oggi, sempre di più, diventi difficile sentirsi liberi di andare in ogni dove alla ricerca dell’avventura, la nuova Freeride non necessita di grandi velocità, spazi e tracciati, perché basta davvero poco per divertirsi a bordo di questo nuovo concetto di moto. E’ fondamentale quindi conoscere la filosofia, prima ancora di aver inforcato il manubrio, perché solo così è possibile apprezzarne le vere doti.

Telaietto in plastica ad alta resistenza
Molti sono gli elementi che la rendono speciale e unica nel suo genere: a partire dal telaio, completamente nuovo in acciaio al cromo-molibdeno che si interseca con alcuni elementi fucinati in alluminio e che insieme ne costituisce la struttura ossea. Il nuovo concetto geometrico assicura un'elevata sicurezza e stabilità e allo stesso tempo un peso particolarmente contenuto. Non solo, ma l’obiettivo di ottenere una moto estremamente agile ha richiesto anche una maggiore inclinazione del cannotto di sterzo e un interasse più corto (forcellone più piccolo). Al telaio centrale si abbina un telaietto posteriore in plastica ad alta resistenza che viene avvitato con un robusto collegamento triangolare che crea una zona di inserimento protetta, per i componenti elettronici del sistema di gestione del motore, nella canonica posizione della scatola filtro.

Ergonomia ad hoc
Anche le sovrastrutture sono studiate e disegnate con un approccio completamente nuovo rispetto alle moto classiche. La sella, alta da terra solo 895 mm, è un tutt’uno con la scocca e, grazie all’innovativo sistema di fulcro dei componenti nella zona del cannotto di sterzo, è possibile raggiungere il serbatoio e il filtro nella zona sottostante con grande semplicità e con il minimo sforzo, senza alcun bisogno di chiavi. Tutta la zona di contatto con il pilota è snella e allungata e consente una libertà di movimento illimitata e un ottimo comfort sia per la guida da seduto che per quella da in piedi. Per i più pignoli è possibile variare la posizione delle pedane al fine di ricercare la posizione più efficace. Nella zona del parafango posteriore sono anche state inserite delle maniglie ergonomiche che consentono di afferrare la moto in modo efficace per manovre strette o quando la ruota posteriore rimane incastrata.

“Il nuovo concetto geometrico assicura un'elevata sicurezza e stabilità e allo stesso tempo un peso particolarmente contenuto”

Il risultato, in termini di ingombri per il pilota è assimilabile a poco più di una bici e ciò rende gli spostamenti in moto semplici, molto ampi e intuitivi, senza però perdere il comfort minimo della posizione da seduto.
Tutti i tricks e i giochi con questa moto sono da fare necessariamente in piedi, non dimentichiamo le origini trialistiche, ma nulla toglie a chi la vuole usare per un’ora nel piazzale dietro casa e poi usarla anche per andare a prendere il gelato in centro città.
Anzi, è proprio questo il suo punto di forza, quello di farvi sentire liberi e tranquilli in ogni situazione.
A completare la nuova veste estetica e grafica ci sono il nuovo parafango anteriore e il portafaro, anch’essi completamente rivisti. Tornando al sottosella, il serbatoio, realizzato in plastica trasparente è ben protetto tra i due profili superiori del telaio e vanta una capacità di 5 litri e mezzo, più che sufficienti per affrontare oltre 70 chilometri, dati i consumi contenuti del propulsore alimentato ad iniezione. Nella parte superiore del serbatoio invece è sistemata, in area ben protetta e facilmente accessibile, la cartuccia del filtro dell'aria, la cui posizione alta aiuta considerevolmente a tenerlo pulito e ad evitare infiltrazioni in caso di attraversamenti di guadi.

Il video della nostra prova in Marocco


Il motore. Com’è fatto e come va
Passando ad analizzare il motore, sulla Freeride troviamo il medesimo 350 che equipaggia la EXC-F, ma completamente rivisitato e adattato alla nuova concezione del veicolo. Lo scopo di questo propulsore non è quello di erogare la massima prestazione, ma molto più semplicemente quello di essere affidabile, duraturo e soprattutto docile. Ne deriva un erogazione precisa al millimetro, lineare e progressiva, che in abbinamento ad una spaziatura del cambio abbastanza ridotta, non incita a ricercare la velocità, piuttosto la trazione su ostacoli che mai si sarebbe pensato di affrontare.
Viene infatti eliminato l'avviamento a pedale; il basamento viene realizzato per pressofusione anziché fusione in terra e la respirazione avviene tramite quattro valvole in acciaio anziché in titanio, al fine di garantirne la massima durata ed affidabilità. Contestualmente viene ridotto il numero massimo di giri motore che si attesta sui 10.000 giri al minuto. Gli ulteriori accorgimenti sono il ridimensionamento dell’impianto di scarico e dell’ airbox, che portano questo propulsore ad erogare una potenza massima intorno ai 23 cavalli, puntando sulla coppia anziché sulla performance in gara, per avere un motore efficace, ricco di trazione e poco faticoso, soprattutto nel fuoristrada impegnativo.
Nel progettare l'impianto di scarico, gli obiettivi sono stati, oltre che di contenere le emissioni di scarico e di rumore anche di sviluppare una spinta omogenea e dalla coppia potente. I gas di scarico sono convogliati in un collettore centrale sotto il motore per arrivare poi ai due silenziatori posteriori in alluminio, posizionati a destra e sinistra del codino e che grazie ad un catalizzatore ciascuno, riducono efficacemente sia le emissioni di scarico, che quelle acustiche ad un livello ecocompatibile.

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Molti sono gli elementi che la rendono speciale e unica nel suo genere: a partire dal telaio, completamente nuovo in acciaio al cromo-molibdeno che si interseca con alcuni elementi fucinati in alluminio e che insieme ne costituisce la struttura ossea

A questo si aggiunge anche la gestione elettronica dell’erogazione, grazie all’iniezione con corpo farfallato da 42 mm di Keihin, che assicura una risposta sempre efficace e molto pronta al comando del gas. Il 350 reagisce anche al minino richiamo del pilota in maniera sempre dolce, ma anche immediata sin dai regimi più bassi, supportato dalla corta rapportatura del cambio a sei marce. La coppia ai medi è quella che serve per arrampicarsi ovunque senza fatica, mentre è inutile insistere con l’allungo dato che il motore sale sì di giri, ma senza che la potenza cresca alla stesso modo.
I sensori a bordo sono in grado di gestire in autonomia anche la compensazione di altitudine e temperatura, nonché l'arricchimento elettronico della miscela per le partenze a freddo. Montando anche l'interruttore map-select disponibile come Powerparts, è possibile attivare anche due ulteriori mappature del motore, una leggermente più soft, altrettanto ideale per il giro in mulattiera, e una un poco più hard, per chi vuole fare qualche sgommata in più.

Sulla Freeride troviamo inoltre il nuovo concetto di frizione già adottato sugli ultimi modelli enduro, ovvero una campana in acciaio resistente all'usura, 8 lamelle su piastre in acciaio e guarnizioni di attrito estremamente resistenti alle alte temperature che vengono precaricate da una molla a tazza. Il tutto azionato da comando idraulico assolutamente inedito, prodotto e sviluppato da Formula appositamente per la Freeride 350 che garantisce una modulabilità eccezionale e una forza di azionamento minima. La medesima ditta fornisce anche gli impianti frenanti che si distinguono per l’ottima capacità frenante e per la modulabilità del comando.

Le sospensioni
Per quanto concerne il pacchetto sospensioni possiamo confermare lo standard elevato della casa Austriaca. All’anteriore troviamo una nuova forcella a steli rovesciati WP da 43 mm con escursione di 250 mm che assicura, un'ottima stabilità e un eccellente comportamento in tutti i tipi di situazioni. Al posteriore è installato un ammortizzatore PDS di nuova concezione imperniato direttamente sul forcellone con escursione di 260 mm che garantisce il massimo comfort e un'adeguata sicurezza anche sui terreni più impegnativi. Sia forcella che monoammortizzatore vengono tarati particolarmente morbidi, ma sono regolabili in estensione e compressione per ogni gusto ed esigenza.

Pneumatici da trial
Un ultimo elemento, ma altrettanto importante di questo progetto è la scelta fatta da KTM sulla tipologia di pneumatici. A differenza di quanto si possa inizialmente immaginare, ragionando sulle geometrie base della Freeride, essa non viene dotata di pneumatici da enduro, bensì di pneumatici da trial. Quest’ultimi infatti, oltre che a garantire trazione in ogni situazione, lasciano sicuramente una traccia meno "indelebile" sul terreno rispetto a quelli off-road tradizionali. I Dunlop, abbinati ad una coppia di ruote leggere con mozzi lavorati CNC e i cerchi in alluminio Giant top di gamma (da 18 e 21 pollici), sono pressoché insuperabili in termini di peso pur garantendo la massima stabilità e sicurezza.

“La nuova Freeride definisce un nuovo concetto di moto”

La nuova Freeride dunque definisce un nuovo concetto di moto, che non può il alcuna maniera andare a confrontarsi o sostituirsi né alle classiche da competizione enduro come le EXC, né tantomeno alle specifiche di altre discipline come trial e motoalpinismo, ma si attesta come crossover tra queste due discipline con l’obiettivo di far divertire tutti coloro che fino a ogni non se la sono sentita di fare il grande passo di acquistare una moto racing perché troppo specifica, ma che hanno nell’animo un desiderio innato di tassello e fuoristrada.

La Freeride è presso tutti i concessionari KTM a 7.250 euro IVA inclusa.


Pregi
Leggerezza e versatilità | Consumi e ingombri contenuti

Difetti
Posizione manubrio un po’ bassa per la guida in piedi | Non omologata per il passeggero



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Re: KTM Freeride 350. Dal concept al debutto

Messaggioda Drake » 2 apr 2012, 19:51

proprio bellina!!! bisognerebbe saperle fare tutte quelle cose :D

cmq trovo molto interessante la freeride E... secondo me è una figata!!
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Re: KTM Freeride 350. Dal concept al debutto

Messaggioda Fra » 4 apr 2012, 11:41

Jenk scusa, non l'avevo visto....

considerazione, secondo me è un giocattolo interessante per un certo enduro impegnativo che facciamo, ma a vedere il video di moto.it la forcella sui sassi salta parecchio
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Re: KTM Freeride 350. Dal concept al debutto

Messaggioda robi950rally » 5 apr 2012, 16:59

A me le sospensioni paiono proprio da passeggio... in un tratto bucato saltano di bestia!

E il rumore è tutto tranne che eccitante: sembra ingolfata, come se avessero lasciato uno straccio nel collettore d'aspirazione!

Il video mi ha raffreddato molto per quanto riguarda la moto, ma le foto e l'ambientazione è semplicemente super professionale.
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