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Nico Cereghini racconta la storia di Luca Cadalora

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Nico Cereghini racconta la storia di Luca Cadalora

Messaggio » 09/02/2012, 11:22

Avrebbe potuto conquistare tutti i titoli mondiali prima di Valentino. Con otto successi nella 500, 22 trionfi in duemmezzo e quattro nell’anno del titolo in 125, Luca è a 34 vittorie, tra i migliori piloti italiani di sempre



Luca Cadalora
Ecco il pilota italiano che avrebbe potuto conquistare tutti i titoli mondiali prima di Valentino: è Luca Cadalora da Modena, campione mondiale della 125 nel 1986 con la Garelli, poi ancora campione della 250 nel ’91 e nel ’92 con le Honda-Kanemoto, dopo quattro stagioni sulle Yamaha duemmezzo di Agostini. Passò in 500 nel ‘93, era giusto farlo, però non terminò l’opera pur andandoci molto vicino, soprattutto nella sua seconda stagione in sella alla Yamaha del team Roberts. Con otto successi nelle quattro annate tra i grandi della 500, ventidue trionfi in duemmezzo e quattro nell’anno del titolo in 125, Luca è a 34 vittorie, tra i migliori piloti italiani di sempre.

Certo nell’inverno del ’92, quando lasciò la Honda 250 della doppietta (sostituito da Max Biaggi) per passare in 500, non si aspettava una moto-camion che non voleva entrare nelle curve. Un caso della vita: io provai la Yamaha di Rainey per la tivù prima di lui, rimasi molto sconcertato e glielo dissi. Fece fatica a credermi e fu una brutta sorpresa: Wayne Rainey veniva dal dirt-track e guidava e vinceva così, la gomma posteriore non doveva avere troppo grip, in modo da far voltare la moto derapando e controllandola con l’acceleratore. Un po’ come succede oggi: Stoner guida di forza mentre Rossi cerca una moto per la bella guida fine, all’italiana.
Ma torniamo a Cadalora. Dieci gare orrende, poi riuscì finalmente a convincere Roberts e ribaltarono la sua moto; vinse a Donington, fu secondo a Brno, ancora primo a Misano. Ma era il 5 settembre del ’93, una data drammatica che non dimenticheremo mai, Rainey cadde e restò paralizzato, la squadra si perse. Luca fu comunque il vice campione del ’94 dietro a Doohan, terzo nel ’95 e allora nel ’96 tornò alla Honda, con Kanemoto, vincendo subito in Malesia, la più grande soddisfazione della sua vita. Vinse anche al Nurburgring con una fantastica volata su Doohan e Crivillè, ma fu terzo nella classifica finale.

“Per me aveva una guida bellissima e molto tecnica. Un sapiente della moto”

Cadalora è un amico e forse sono un po’ di parte; per me aveva una guida bellissima e molto tecnica. Un sapiente della moto. Perché è molto intelligente, dotato di grande sensibilità, e il suo approccio con le cose è scientifico. La sua prima moto da corsa se l’è fatta da solo nell’officina dei fratelli Villa a Modena, quando aveva sedici anni. E poi è tecnico in tutto. Lui per esempio andava a funghi come faccio anch’io; ma lui non parla di porcini o di gallinelle o di colombine, di ogni fungo conosce il nome scientifico in latino.

Luca tornò da privato sulle Yamaha con qualche podio, nel ‘98 avrebbe potuto firmare per la Suzuki ma il suo entusiasmo era al minimo, nel 2000 lo cercò anche la Ducati per passare in SBK; ma la moto era troppo diversa da quelle che aveva guidato, e lui non aveva voglia di ricominciare. Pigro? Forse sì: in un suo box ci sono certi borsoni da trasferta, di quelle trasferte di venti anni fa, ancora pieni, da svuotare! Ha collaborato con BMW per sviluppare l’elettronica sulla moto.

Adesso, compiuti i 48 anni, Luca Cadalora è padre di famiglia, ha due belle bambine, e a Modena continua a pasticciare con la meccanica e l’elettronica, le sue grandi passioni. Dice di non avere rimpianti e io gli credo. Alle corse non viene perché il ruolo di ex-pilota gli sta stretto: lui non vive nel passato, ha sempre guardato al futuro, con lucidità.

Nico Cereghini

fonte moto.it
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Re: Nico Cereghini racconta la storia di Luca Cadalora

Messaggio » 09/02/2012, 12:04

Luca era davvero un grandissimo, con un pizzico di buona sorte in più avrebbe conquistato il titolo anche nella 500 e se lo sarebbe meritato ! Quanto ho ticato per lui all'epoca...

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