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Ducati 1199: la chiameremo Extreme?

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Ducati 1199: la chiameremo Extreme?

Messaggio » 05/07/2011, 17:36

La nuova, attesissima versione 2012 della superbike bolognese è ormai una realtà, della quale Troy Bayliss ha lasciato trapelare qualità stupefacenti. Una vera rivoluzione, sia ciclistica che di motore

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Che la Ducati Superbike 2012 stia girando da tempo, e a quanto pare anche con risultati molto soddisfacenti – “è una bestia!” ha esclamato il collaudatore extra-lusso Troy Bayiliss durante i recenti test svolti al Mugello assieme alla GP12 da 1000 cc - non è più una notizia. Come non lo è il fatto che la nuova moto potrebbe chiamarsi “Extreme”, piuttosto che solamente 1199, con l’eventuale aggiunta di “SuperQuadra” o “SuperQuadrata” che sia, in relazione al rapporto piuttosto estremo tra l’alesaggio e la corsa suo nuovo motor a V.

Dalle foto “rubate” che si son viste fino ad oggi, alcune delle quali appunto con lo stesso Troy in sella, appare lampante che la nuova superbike bolognese sfoggerà linee assolutamente inusuali per una Ducati, con soluzioni estetiche davvero tiratissime per compattezza e stile racing, vedi codino ridotto all’osso.
Dell’attesissima novità Ducati abbiamo parlato più volte, pubblicando anche i disegni dei brevetti – registrati negli Usa – della rivoluzionata ciclistica che, abbandonato il leggendario telaio a traliccio, vede il motore come elemento centrale stressato, al quale sono avvitate due strutture scatolate davanti e dietro. Del motore stesso ripubblichiamo di seguito un articolo realizzato da Massimo Clarke, che ne spiega dettagliatamente le peculiarità tecniche. Altri articoli sull’argomento sono raggiungibili “cliccando” sulle notizie correlate.


Ecco cosa ci racconta il nostro Clarke.
«Già da alcuni mesi nel reparto esperienze della Casa bolognese girano al banco diversi esemplari del nuovo motore a due cilindri, nato per contrastare l’offensiva dei quadricilindrici nel mondiale Superbike, ma non solo...
L’architettura è sempre a V di 90°, ma ora il cilindro anteriore è inclinato e non più orizzontale (e di conseguenza il posteriore non è più verticale). Questo, per limitare l’ingombro longitudinale del motore, non certo contenuto negli attuali bicilindrici Ducati.
L’alesaggio del nuovo motore è di ben 112 mm, ma pare che attualmente ne vengano provati altri ancora maggiori; sembra certo infatti che il motore sarà il capostipite di una nuova generazione di bicilindrici di differenti cilindrate: si tratta di un valore record, che consente l’adozione di valvole di maggiori dimensioni e di una corsa più contenuta, con grandi benefici ai fini delle prestazioni. Il motore può girare più in alto e “respirare” meglio.
Le misure caratteristiche del bicilindrico per le gare delle Superbike passerebbero dunque dagli attuali 106 x 67,9 mm a 112 x 60,9 mm.

Tra le soluzioni tecniche adottate spiccano l’abbandono dei cuscinetti di banco a rotolamento in favore delle bronzine e quello dei cilindri amovibili, sostituiti da altri integrali con il basamento e muniti di canne riportate, del tipo “umido” (direttamente lambite dal liquido di raffreddamento) e con bordino d’appoggio superiore. Pure le cinghie dentate vengono abbandonate: i due alberi a camme alloggiati in ciascuna testata vengono azionati da una corta catena più ingranaggi.
La distribuzione, come ovvio, rimane desmodromica.
Il bicilindrico Ducati del futuro è già realtà, non siamo però certi che già dall’anno prossimo lo potremo vedere in gara né tantomeno in regolare produzione di serie.


Alesaggi record!
Il nuovo bicilindrico Ducati gode dunque di un valore di alesaggio decisamente elevato. Un primato, in campo motociclistico, che per il momento appartiene ancora al bicilindrico Morini 1200, con 107 mm, seguito da vicino dallo stesso Ducati 1198 R, con 106 mm. Per diversi anni, in precedenza, il record è stato detenuto dal monocilindrico Suzuki DR Big, prodotto nelle cilindrate di 750 e di 800 cm3, con 105 mm: lo stesso valore raggiunto dal recentissimo bicilindrico KTM RC 8.
Può essere interessante segnalare, all’altro estremo, che nel tricilindrico a due tempi RP 68 da GP di 50 cm3 (!) realizzato dalla Suzuki per la stagione 1968, che girò al banco ma non corse mai a causa del ritiro della Casa dall’attività agonistica, l’alesaggio era di soli 28 mm...».

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fonte moto.it
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