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KTM: La tempesta è finita....

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KTM: La tempesta è finita....

Messaggio » 28/03/2010, 12:49

Reduce da un 2009 a tutta perdita, la Casa austriaca è già tornata in attivo e il suo presidente annuncia progetti ambiziosi

Il 19 novembre scorso, dopo aver posticipato l'annuncio di una settimana, la KTM (seconda casa motociclistica più grande d'Europa) ha reso noto il proprio bilancio per l'anno 2009. Quest'ultimo (aggiornato al 31 agosto) "parlava" di una perdita pari a 84,1 milioni di Euro, tant'è che il Presidente e Amministratore delegato dell'azienda, Stefan Pierer, non ha esitato nel definirlo come il "… peggiore di tutti i tempi". Il fatturato ha infatti subito un calo pari al 24,9% (si è passati da 605,7 a 454,6 milioni di Euro) e le vendite sono scese dalle 92.358 unità del 2008 alle 64.080 del 2009, motivo per cui 450 dipendenti su un totale di 1857 sono stati licenziati e altri 773 hanno iniziato a lavorare part-time da maggio a settembre. Insomma, non si poteva certo parlare di un momento felice per il leader mondiale tra i costruttori del settore off-road.

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KTM 125 Concept Bike


Eppure, nonostante che la stessa KTM avesse previsto di "tirare la cinghia" per un bel po', gli ordini sono ripartiti prima di quanto ci si potesse immaginare, convincendo Pierer che tra settembre 2009 e agosto 2010 l'azienda austriaca sarebbe stata in grado di ritornare a pieno regime. Pierer ha anche dichiarato che l'80% della perdita sul bilancio era dovuta a casi di ristrutturazione straordinaria, compresi i 33,1 milioni di Euro necessari per lo sviluppo e la realizzazione della X-Bow, la vettura marcata KTM con propulsore Audi.
Secondo i piani, quest'ultima doveva rappresentare una sorta di moto a quattro ruote destinata sia alle competizioni che all'utilizzo stradale. Tuttavia, la crisi dei mercati di tutto il mondo ha fatto completamente saltare l'obiettivo di venderne almeno 1000 esemplari all'anno. La produzione della X-Bow all'interno dell'apposito stabilimento a Graz è stata infatti fermata lo scorso agosto, vale a dire dopo che ne erano state allestite poco più di 500…
Il settore motociclistico, secondo molti, accuserà un colpo ancora più forte nel corso del 2010, ma la KTM ripone viceversa grandi speranze nella nuova gamma di 125 stradali disegnate da Gerald Kiska. Queste ultime, due delle quali sono state esposte con successo all'ultimo Salone di Milano, dovrebbero aprire nuovi segmenti di mercato e sono state sviluppate in collaborazione con l'indiana Bajaj Auto (che da febbraio 2009 detiene il 31,72% della KTM) per essere prodotte in una fabbrica di Pune. Saranno equipaggiate con freni Brembo e utilizzeranno un nuovo propulsore monocilindrico a quattro tempi da 15 CV con quattro valvole per cilindro, raffreddamento a liquido e iniezione elettronica progettato dalla stessa KTM e che cementerà ancora di più la partnership tra le due aziende.

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Stefan Pierer e, di spalle, Alan Cathcart

La possibilità di incontrare Stefan Pierer, presidente della KTM, conoscere il suo background e scoprire le future strategie legate al marchio di Mattighofen ha coinciso con il giorno in cui KTM ha festeggiato la nona vittoria alla Dakar. Un motivo in più per stare allegri, dunque, anche se è lecito chiedersi se e quando ce ne saranno degli altri…

AC: E' possibile riassumere il percorso che ha portato la KTM dai record di mercato del 2007-2008, con 92.000 esemplari venduti, fino alla situazione attuale, illustrando quest'ultima nello specifico?
SP: Guardando indietro, posso dire che è stato un periodo molto duro, il più duro che io abbia mai avuto modo di attraversare in 18 anni di carriera all'interno di questa azienda. Tuttavia, adesso ne siamo fuori. La KTM è di nuovo in attivo, nonostante gli ultimi quattordici mesi siano stati tremendi. Il mercato è precipitato in un modo che non ci aspettavamo. In Europa, è sceso del 25%, mentre negli Stati Uniti addirittura del 55%. Pertanto, ci siamo ritrovati a vendere meno della metà di quanto eravamo abituati a fare. Il cambiamento è stato improvviso, tant'è che non è stato facile ristrutturare l'azienda per far fronte alla situazione. Siamo stati costretti a tagliare un terzo della forza lavoro, riducendo di un altro 30% le spese in altri settori. Non avevamo scelta.
AC: KTM sta cercando di riprendere slancio grazie a una nuova gamma di modelli di 125 cc sviluppati in collaborazione con l'indiana Bajaj. E' possibile conoscere qualche dettaglio in più in merito a tale iniziativa?
SP: La strategia principale è quella di inserirsi nei mercati emergenti e, soprattutto, quella di indirizzare i nostri prodotti futuri verso una clientela giovane. Dalle nostre indagini, infatti, è emerso che, anno dopo anno, il ricambio generazionale tra i possessori di KTM era piuttosto basso. In poche parole, l'età media dei nostri clienti si stava alzando. Perciò abbiamo pensato di produrre dei modelli entry level di 125 cc. Un altro aspetto di fondamentale importanza, poi, è rappresentato dal segmento a zero emissioni. Stiamo infatti lavorando sodo sul fronte della motorizzazione elettrica, anche in ambito agonistico. Due modelli sono già pronti per essere messi in produzione e verranno presentati a fine marzo al Salone di Tokyo. Uno sarà dedicato all'enduro da competizione e l'altro al supermotard. Entrambi, potranno comunque circolare su strada.
AC: Questi ultimi utilizzeranno un motore prodotto dalla stessa KTM? Quale sarà la loro autonomia in termini di ore?
SP: Il motore è stato sviluppato in collaborazione con un partner esterno, ma il progetto è nostro. Per quanto riguarda l'autonomia, invece, dipenderà tutto dalle batterie. Al momento dobbiamo ancora decidere se il nostro fornitore sarà taiwanese o giapponese. Quello che ci interessa, comunque, è che la motorizzazione elettrica non venga vista come una penalizzazione, ma come un'alternativa per divertirsi rispettando l'ambiente. Perciò i nuovi modelli verranno impiegati in gara, dove la durata delle batterie, in condizioni limite, dovrà essere di almeno 45 minuti, che corrispondono a più di un'ora in condizioni normali.

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La nuova KTM 125


AC: Tornando ai modelli di 125 cc, quali sono gli accordi con Bajaj?
SP: Oltre a realizzare i nostri prodotti entry level, consentiremo a loro di commercializzare queste moto all'interno del mercato indiano e pakistano previo un piccolo aumento di cilindrata, visto che il segmento delle 125 in India non esiste. Il motore verrà dunque portato fino a 200 cc, anche se esternamente sarà identico a quello di 125 cc e, in entrambi i casi, le moto saranno marchiate KTM, non Bajaj.
AC: Svilupperete altri modelli insieme?
SP: Stiamo lavorando anche a un monocilindrico di 250-300 cc, sempre a quattro valvole con doppio albero a camme in testa. Questo propulsore avrà più o meno le stesse dimensioni del 125, perciò all'occorrenza potrà essere installato sulla base ciclistica dei modelli entry level andando così a costituire un sorta di upgrade. A ogni motorizzazione, 125 e 250, corrisponderanno tre modelli diversi: una naked, che noi chiamiamo play bike, una supermotard e una sportiva carenata. Al momento, stiamo pensando anche a un modello da enduro, ma non è ancora stata presa una decisione definitiva in tal senso. Le versioni di 250/300 cc verranno introdotte sul mercato 18 mesi dopo il lancio delle 125. La presentazione di queste ultime avverrà a gennaio 2011, in occasione del Motor Show di Nuova Delhi. Se i mercati dovessero dare riscontri positivi, inoltre, potremmo ulteriormente salire di cilindrata, proponendo modelli di 400 e 600 cc.
AC: Al momento, Bajaj Auto detiene il 31,72% di KTM. Questa percentuale è destinata a salire?
SP: No. Il nostro rapporto di collaborazione non prevede che Bajaj acquisisca KTM. Anzi, il loro interesse è quello di rimanere azionisti di minoranza, pur rimanendo al nostro fianco come partner nell'ambito della produzione.
AC: Adesso che KTM ha di nuovo un profitto con il segno "più" davanti, quali sono gli obiettivi per il futuro?
SP: Semplice, diventare la più grande casa motociclistica europea!
AC: Ma per fare questo dovrete scavalcare BMW, il che significa necessariamente ampliare il vostro range di prodotti. Come pensate di muovervi a tal proposito?
SP: Inizieremo dal settore dove siamo più forti, ovvero l'off-road. Tra circa due mesi, infatti, introdurremo una nuova linea di prodotti dedicati alla classe MX1 con cilindrata di 350 cc che sostituiranno quelli di 450 cc. Ci siamo infatti resi conto che i precedenti modelli, caratterizzati da una potenza di 60-62 CV per 100 Kg di peso, non erano particolarmente guidabili, mentre i nuovi sono compatti come una 250 e sviluppano comunque 55 CV a 14-15.000 giri. In pratica, offrono il meglio delle due categorie.

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AC: Che percentuale di mercato detenete nei vari settori?
SP: Nell'enduro siamo i leader, con il 50%, mentre nel cross siamo dietro a Yamaha e vicinissimi a Honda. Nel settore stradale, invece, abbiamo tre famiglie: monocilindrici di 650 cc e bicilindrici di 990 e 1200 cc. A queste si aggiungerà presto una nuova versione del monocilindrico LC4 di 400 cc. Riteniamo che questa cilindrata sia di importanza strategica fondamentale anche in virtù delle normative sulla patente europea, che fino a 18 anni non permettono di guidare moto con potenza superiore ai 25 kW. Allo stesso modo, verrà aggiornata la gamma che sfrutta il bicilindrico LC8 di 990 cc e non è escluso che alcuni modelli equipaggiati con esso possano essere allestiti anche con il 1200 della RC8, riprendendo in pratica ciò che fa BMW nel settore auto.
AC: Vedremo per caso delle KTM con più di 1200 cc?
SP: No, quello è un limite che non supereremo. Le prestazioni sono arrivate a un livello fin troppo alto. Ci concentreremo piuttosto sulla leggerezza e sulla guidabilità. Sono infatti convinto che, a livello europeo, arriveranno presto delle restrizioni che limiteranno la potenza delle moto stradali.

AC: Dunque dove andrà a finire il concetto di "Ready to Race" tanto caro alla KTM?
SP: Quello rimarrà, perché per noi sarebbe impossibile cambiare la nostra indole e la nostra immagine.
AC: Per molti anni, la KTM è stata l'unica casa costruttrice a produrre una gamma di moto off-road con motore a due tempi. Continuerà a farlo?
SP: Ricordo che diciotto anni fa, quando arrivai in azienda, mi fu detto che prima o poi le motorizzazioni a due tempi sarebbero sparite dalla circolazione. Tuttora, invece, il due tempi è vivo e vegeto! Fortunatamente, quando la Honda ha deciso di puntare esclusivamente sul quattro tempi per le competizioni off-road, noi siamo rimasti fedeli al due tempi. Anzi, in realtà abbiamo portato avanti lo sviluppo di entrambe le tipologie e questo ci ha dato un grosso vantaggio. A favore del due tempi, comunque, giocheranno sempre i minori costi di manutenzione e la maggior leggerezza rispetto al quattro tempi… AC: Perciò KTM continuerà a sviluppare il due tempi? Ci sono per caso dei nuovi modelli in arrivo?
SP: Stiamo lavorando per rientrare nei parametri Euro 4. Con l'ausilio dell'iniezione diretta, infatti, riteniamo che sia possibile omologare una enduro a due tempi da competizione.
AC: Che fine ha fatto il prototipo della RC4 Supermono che è stato visto in collaudo? E' stato messo per caso in stand-by?
SP: Purtroppo sì, anche se torneremo ad occuparcene. Prima, però, dobbiamo sviluppare la RC2 con motore di 125 cc. Il prototipo della Supermono ha già dimostrato di funzionare molto bene, ma deve aspettare il suo turno. Oggigiorno, infatti, un'azienda deve sempre tenere sotto controllo le proprie risorse, sapendo esattamente quanto può investire in ogni singolo progetto. Questa è la principale differenza rispetto a prima, quando potevamo permetterci di portare avanti contemporaneamente fino a quattro prodotti importanti, mentre adesso ne possiamo seguire al massimo due per volta.

La KTM Superbike in gara nel campionato tedesco

AC: Parliamo adesso dell'ottimo debutto sostenuto dalla RC8R nel campionato nazionale tedesco, dove si è classificata seconda assoluta per mano di Stefan Nebel, battendo la debuttante di lusso BMW. In pratica, la KTM sembra disporre di un ottimo "pacchetto" per competere ad alto livello, dunque perché non affrontare il Mondiale Superbike o, in alternativa, il BSB o l'AMA?
SP: Per la stagione 2010 l'obiettivo è ormai chiaro: vincere il campionato nazionale tedesco, cosa che ci consentirà di portare a termine lo sviluppo di questo modello. Poi vedremo. Per quanto riguarda il Mondiale SBK, dipende da come si evolveranno i regolamenti, dal momento che, secondo me, i costi di partecipazione sono attualmente troppo elevati se paragonati al ritorno in termini di immagine. Stiamo infatti parlando di un budget che oscilla tra i 12 e i 15 milioni di Euro e, con i tempi che corrono, è molto difficile trovare gli sponsor necessari per corprirlo, senza contare le possibilità che darebbe poter investire una cifra simile nello sviluppo di nuovi prodotti. Insomma, mi sembra che il gioco non valga la candela…
AC: Non è prevista neppure una versione più potente della RC8R in configurazione Superbike?
SP: In realtà ci sarebbe, ma è stata accantonata insieme a tutta l'attività relativa ai prototipi da corsa, coma la 125 da Gran Premio. Per i prossimi due anni, infatti, dobbiamo concentrarci sui prodotti di serie, rimanendo comunque fedeli al concetto del "Ready to Race".
AC: Il 2010 ha visto la KTM conquistare la sua nona Dakar consecutiva. Tuttavia, in un primo momento, quando è stato annunciato che i regolamenti avrebbero ridotto la cilindrata massima a 450 cc, le cose sembravano mettersi tutt'altro che bene per voi. Della serie non tutti i mali vengono per nuocere?
SP: In effetti è andata così. Posso capire che i promotori cercassero di interrompere il nostro dominio per ravvivare la competizione, ma al tempo stesso sono contento che anche Aprilia e Yamaha abbiano ottenuto ottimi risultati quest'anno. Il fatto, semmai, è che i regolamenti sono stati cambiati senza sufficiente preavviso e questo non lo ritengo né corretto né ammissibile all'interno di una competizione di livello mondiale.
AC: Cercherete dunque di vincere anche la vostra decima Dakar, magari con un team ufficiale al 100%?
SP: Stiamo sviluppando una 450 specifica per i rally basata sulla meccanica del monocilindrico LC4, è solo questione di tempo…

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AC: Che ne sarà del marchio Husaberg?
SP: Verrà destinato ai prodotti più innovativi, come il nuovo motore con cilindro orizzontale, che ha riscosso grande successo. Nel 2009 abbiamo venduto quasi 4000 Husaberg, vale a dire quattro volte rispetto all'anno precedente nonostante la crisi dei mercati.
AC: Cosa c'è, invece, nel futuro della WP Suspension dopo che gli stabilimenti in Olanda sono stati chiusi ed è stato trasferito tutto a Mattighofen?
SP: A partire dallo scorso anno, i prodotti WP vengono realizzati in Austria. Ci stiamo concentrando sul mercato OEM, ovvero quello relativo al cosiddetto primo equipaggiamento. Abbiamo un reparto di ricerca e sviluppo che lavora, ad esempio, sui modelli BMW, mentre in ambito off-road siamo i leader. Dove abbiamo fatto viceversa marcia indietro è sul fronte Superbike e Supersport. Preferiamo infatti proporre un prodotto di serie su scala relativamente larga ma pur sempre di alto livello, piuttosto che allestire pochi pezzi per i soli team che corrono nei vari campionati. Inoltre, stiamo portando avanti una trattativa con un fornitore in India, dove pensiamo di impiantare uno stabilimento WP, che ci permetterà di proporre a costi competitivi alcuni prodotti destinati al mercato interno.
AC: A quanto pare, dunque, la KTM ha avuto la forza necessaria per superare un momento difficile, guardandosi intorno e trovando soluzioni alternative per rimettersi in carreggiata. Cos'altro aggiungere?
SP: Potremmo dire che per la KTM il bicchiere è mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto. Siamo infatti tornati crescere in tempi rapidi e abbiamo ottime prospettive per il futuro, soprattutto grazie all'apertura verso nuovi mercati, come quello indiano. Insomma, abbiamo di nuovo un obiettivo ambizioso, che è quello di diventare l'azienda motociclistica numero 1 in Europa, e ci sentiamo pronti per realizzarlo.

Fonte: Motonline.it
Servizio di Alan Cathcart, foto di Rudi Schedl

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Re: KTM: La tempesta è finita....

Messaggio » 28/03/2010, 14:18

A dar risposte sono capaci tutti, ma a porre le vere domande ci vuole un genio..
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Re: KTM: La tempesta è finita....

Messaggio » 28/03/2010, 14:58

minkia nn lo avevo vistoooo :rotlf: :rotlf: :rotlf: :rotlf: :rotlf:
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