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Prova Novità - Ducati Streetfighter S

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Prova Novità - Ducati Streetfighter S

Messaggio » 24/01/2010, 15:45

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Cavalli tanti, ma facili. Aggressiva da vedere, agile e facile da guidare

Guerriglia urbana? E' troppo poco per una combattente di razza, anche se si chiama Streetfighter. Troppo angusti gli spazi per una moto che in città arriva a mettere si e no la terza, ed ha ancor aun mucchio di cavalli pronti per essere slegati fino alla sesta marcia. Però è vero che alla base c'è un progetto pensato ai percorsi tortuosi, alle accelerazioni brucianti, agli scatti felini. E anche al bar, perchè oltre che snella la Streetfighter è pure bella, colpisce per il suo styling aggressivo, urla la sua voglia di bruciare semafori e curve strette, e soprattutto rende impossibile passare inosservati.

I tecnici hanno giocato molto sulla derivazione della supersportiva 1198, però si tratta solo di somiglianze: tutto è stato ridisegnato e i pochi elementi di carrozzeria rimasti - è una naked - sono più snelli, il codino simile a quello della 1198 ma è più corto di ben 7 centimetri, anche il serbatoio è completamente cambiato, è più affilato ma soprattutto più corto ed anche la posizione della sella e le pedane sono state riposizionate diversamente. Rispetto lala moto da pista qui il busto sta molto più eretto, ovviamente, e l'angolo delle gambe è meno chiuso, a vantaggio del controllo e soprattutto del comfort. Il cupolino è davvero piccolo e per quanto diversissimo, in qualche modo richiama il frontale della 1198, luci di posizione con i led e fanale dotato di lampada che emette una coreografica luce bianca: di notte la Streetfighter è una lama affilata che taglia il buio. Il cruscotto è piccolo e completamente digitale: nella parte alta dello schermo una serie di spie e la barra che indica i giri motore, nella parte inferiore tutte le informazioni della 1198, dalla velocità alla temperatura liquido di raffreddamento; nelle versioni in cui c’è il controllo di trazione, anche il grado di intervento selezionato. Nuovi pure i blocchetti elettrici prodotti direttamente da Ducati, contenuti nelle dimensioni, molto belli da vedere e molto funzionali. Grande attenzione è stata data ai particolari: le finiture sono estremamente curate, ad esempio le fascette sui tubi dell’acqua sono in tinta - nere - e di bell’aspetto, così come è bella la viteria; di nuovo disegno anche i serbatoi dell’olio delle leve al manubrio. La versione di questo test è la Streetfighter S, la più sportiva, caratterizzata da diversi particolari in carbonio, dai sistemi DTC e DDA (controllo di trazione e acquisizione dati) e da sospensioni Öhlins e cerchi forgiati, per guadagnare in peso e maneggevolezza.

La posizione di guida è ben studiata, infatti la distanza tra manubrio e sella è ridotta ma non eccessivamente e permette di avere un buon controllo anche quando si aumenta il ritmo; azzeccate sia la curvatura del manubrio, sia la posizione delle pedane che pur essendo ragionevolmente comode non sono troppo basse per cui anche in pista raramente si arriva a sfregare a terra. Migliorabile invece la protezione della marmitta: su strada non crea problemi, ma in pista o tenendo il piede sulla punta non si riesce a mantenere una posizione naturale e anche la spinta che si riesce a fare sulla pedana non è ottimale.

Un piccolo handicap per i più alti viene dalla sella non molto lunga che non permette di abbassarsi agevolmente in posizione aerodinamica.
NElla guida la prima sorpresa viene dall’agilità della moto, in contrasto con la tradizionale filosofia Ducati che privilegia la solidità. La Streetfighter è facile, invece, le traiettorie si indovinano con facilità e la velocità in curva non tarda ad arrivare. Nonostante la posizione di guida poco sportiva si riescono ad ottenere pieghe di tutto rispetto senza forzare, agevolati da una taratura della forcella abbastanza morbida. Finché non si esaspera il ritmo la sospensione anteriore lavora egregiamente, se si va oltre un certo limite però il connubio gomma-forcella entra in crisi e può succedere che la ruota anteriore perda aderenza.
Gli inserimenti in traiettoria avvengono con naturalezza e linearità, anche in questo caso a patto che non si esasperi la guida: la forcella lavora bene se si usano i freni con parsimonia, se invece si aggrediscono le curve la moto perde di precisione e tende a scomporsi. Buono il feeling del freno anteriore che rispetto a quello della 1198 ha un attacco più morbido: ne beneficia la modulabilità senza che per questo si debba rinunciare a niente in fatto di potenza, infatti se si tira la leva con forza la risposta è molto pronta e vigorosa.

Ottima la maneggevolezza, nei cambi di direzione emerge la grande leggerezza della Streetfighter: è precisa, non ha bisogno di sforzi eccessivi ed anche nei “destrasinistra” ha un comportamento del tutto lineare. Il posteriore è saldo, la sospensione lavora ottimamente e garantisce un buon sostegno che si traduce in traiettorie pulite e lineari. Bene anche il grip in uscita dalle curve, comprese quelle lentissime: nelle ripartenze anche spalancando il gas senza riguardi la moto non si scompone.
C’è invece qualche saltellamento nelle staccate esasperate, pressoché inevitabile con quel freno motore e senza una frizione antisaltellamento.

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L'anima del progetto è però il potente bicilindrico: 155 cavalli non sono uno scherzo eppure questo portentoso motore riesce ad essere relativamente facile perché ha un’erogazione molto progressiva, ovviamente vigorosa ma mai sgarbata. In un primo momento addirittura sembra di avere un motore leggermente scarso, poi ci si accorge che le marce finiscono in fretta e più se ne buttano dentro, più il motore spinge: basta un’occhiata al tachimetro per avere la conferma del suo vigore, mentre si raggiungono velocità che per una naked, per quanto “combattente della strada”, sono impressionanti. Più che le prestazioni, però, a conquistare sono la facilità di utilizzo e la prontezza; come tutti i bicilindrici quello della Streetfighter va usato con marce lunghe, sfruttandone il tiro vigoroso, ma anche in alto c’è tutto quel che serve: il picco di potenza è poco sopra i 9.000 giri ma il motore può essere sfruttato tranquillamente fino ad oltre 10.000 giri. Differenze di motore tra la versione S e la “base” non ce ne sono, ma la prima è equipaggiata con il controllo di trazione che come sulla 1198 “ammorbidisce” la potenza se si esagera col gas, smorzando il pattinamento della ruota. In definitiva la Streetfighter è bella e molto aggressiva da vedere ma non da guidare: una moto dall’utilizzo semplice e con un motore che non mette mai in crisi, nata per essere usata strada ma capace di non sfigurare se messa in pista. Sono 155 cavalli facili da gestire, e adatti a tutti.

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fonte motosprint.it
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Re: Prova Novità - Ducati Streetfighter S

Messaggio » 24/01/2010, 16:40

ma come novita'? uno del mio motoclub la ha gia' distrutta a settembre 2009..... :mrgreen:
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Dade
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Re: Prova Novità - Ducati Streetfighter S

Messaggio » 24/01/2010, 22:36

tutte balle... non è un c@zzo maneggevole e chiude di sterzo... però ha il logo ducati sul servatio.... deriva dalla 1198.... :nono:
DADE -


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