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MV Agusta Brutale 990 R - Test Ride

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MV Agusta Brutale 990 R - Test Ride

Messaggioda trivella » 30 set 2009, 19:11

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MV Agusta Brutale 990R – Test Ride.
Brutale ha smesso di essere un aggettivo quando la MV ha chiamato così la propria naked, per diventare di fatto sinonimo di moto esclusiva, potente, radicale e rifinitissima. Quando uscì la prima volta, il suo faro “sciolto” come un orologio di Dalì conquistò tutti, soprattutto i designer delle case concorrenti che non hanno potuto fare a meno di prenderla come riferimento stilistico. Era ormai tempo di cambiare, di innovare, ma con che coraggio stravolgere un design così ben riuscito che può essere definito arte, più che tecnica? Questo è stato l’arduo compito dei progettisti della MV che hanno riprogettato l’85% della moto, senza però stravolgerne l’essenza. Un occhio poco attento potrebbe dire che la nuova Brutale sia solo una versione leggermente rivista della vecchia, ma chi invece coglie i dettagli e le particolarità si accorge subito delle tantissime novità.
Il faro innanzitutto, vero simbolo della moto, sembrava quasi sacrilego toccarlo, mutare l’opera del maestro Tamburini, eppure è stato fatto, introducendo un fanale polissoidale centrale di grande intensità da cui partono due file di led che lo rendono inconfondibile e ancora una volta “trend-setter”. Nuove prese d’aria per l’air box, nuove frecce a led integrate negli specchi, nuovo stop a led con una forma così particolare che lo renderà identificabile in qualsiasi momento e nuova sella per una posizione di guida più comoda e per offrire maggior spazio di movimento al conducente.
Ma soprattutto ciò che non si vede è cambiato. Tutto è stato ridisegnato: dal cambio, ora con una leva dalla maggiore escursione, alla pompa dell’acqua, all’impianto di lubrificazione, al telaio stesso, che sebbene sembri lo stesso è in realtà più sottile e filante. È stato inserito un traction control ad 8 posizioni che ci dicono sia impossibile percepire quando lavori ed è stata introdotta una doppia mappatura asciutto/bagnato che contrariamente al solito non va ad incidere sulla potenza massima che viene erogata, quanto piuttosto alla velocità in cui viene erogata, così da non togliere neanche uno dei suoi 139 cv, pur garantendo un’ottima presa sull’asfalto anche in condizioni di bagnato.
Altro pezzo forte della vecchia brutale era il display e continua ad essere così con il nuovo che prevede una configurazione doppia in cui è possibile leggere la marcia inserita, il livello carburante, la mappatura inserita, dispone di tutte le tradizionali funzioni come la temperatura dell’acqua, la velocità e i giri e visualizza anche la funzione cronometro con memoria, oltre ad essere predisposto per il kit che vi farà tenere sotto controllo la pressione degli pneumatici. Le spie sulla fascia superiore, non sono perfettamente leggibili quando si è in piena luce, ma come facciamo notare la cosa ai tecnici MV, subito parte una riunione improvvisata e si comincia a studiare la soluzione, probabilmente un alleggerimento dell’effetto fumè del vetrino che le copre, segno appunto di una costante e incredibile ricerca di perfezione da parte della casa che quindi si mette subito all’opera per ovviare l’unico impercettibile neo che dopo ore e ore di attento studio siamo riusciti a trovare.
Funzionalmente è cresciuta, come detto, nel reparto cambio è stata aumentata la corsa della leva, ma quello che non si percepisce se non alla guida, è il fatto che sia stato aggiunto un nuovo contralbero che diminuisce radicalmente le vibrazioni della moto soprattutto sul manubrio.
La ciclistica è l’asso nella manica di questa moto. Non solo l’ottimo telaio a traliccio di tubi è stato snellito, anche il porcellone posteriore, che rimane un’opera d’arte, è stato alleggerito di ben un 1200 grammi, così come i cerchi dall’aspetto unico che in totale fanno pesare la moto 1200 grammi in meno di prima. Le forcelle anteriori sono il top: due steli Marzocchi da ben 50mm completamente regolabili.
L’impianto frenante è adeguato alla potenza della moto e vede dei blocchi Brembo ad attacco radiale montati su dischi da 310 mm.
Il prezzo è assolutamente basso, si parla infatti di 15.500€. non è una provocazione la mia, credetemi, bisogna pensare che paragonare questa moto ad un’altra naked, sarebbe come paragonare una Lamborghini Murcielago ad una Punto Sporting, bisogna considerare che tutto su questa moto è stato pensato e realizzato con la migliore componentistica esistente se non addirittura espressamente progettata, dalle saldature a tig realizzate a mano, un vero e proprio ricamo, al filtro benzina “full life” che non verrà mai sostituito o mantenuto, insomma la fuori serie delle moto, il top del top lo si può avere ad un prezzo ragionevole, se si considera l’impegno costruttivo e l’emozione di guida che offre questa moto.
L’emozione di guida appunto. Per vedere se e quanto sia migliorata la Brutale in fatto di docilità e potenza non ci resta che provarla.

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Scheda tecnica
Motore 4 cilindri, 4T, 16V
Cilindrata 998 cc
Potenza 139Cv/10600 giri
Coppia 106Nm/8000 giri
Larghezza 760 mm
Lunghezza 2093 mm
Altezza sella 830 mm
Serbatoio 23 Lt
Peso a secco 190 Kg
Prezzo 15.550 Euro

Pregi
Posizione in sella - Erogazione - Potenza motore - Agilità - Design - Ricercatezza dei particolari - Rifiniture
Difetti
Spie del display

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Prova su strada e in pista
La Brutale 990R si trova perfettamente a suo agio nei percorsi stradali, rispetto alle nuove versioni è stata addolcita nella sua potenza massima a favore di una maggiore guidabilità e per un minor impegno da parte del pilota. Percorriamo strade strette e spesso accidentate, ma le sospensioni reagiscono perfettamente ed in modo bilanciato tra anteriore e posteriore, garantendo sempre un’ottima copertura delle asperità, senza mettere in crisi l’assetto. La frenata è degna di una supersportiva, ma non si rischiano effetti indesiderati dal momento che è perfettamente modulabile, certo bisogna avere la mano sensibile, se non si vuole rischiare di sovrafrenare. L’erogazione è meno scorbutica della versione precedente, ma questo non significa che potete spalancare il gas di colpo, ai bassi persiste un lieve effetto on/off e bisogna anche in questo caso avere il polso delicato se non si vuole stare sempre con la ruota anteriore alzata. In curva è stabile, in sella si sta comodi e anche i piloti più grossi non fanno più la figura dell’orso sul triciclo, ma si trovano invece perfettamente a proprio agio sia da un punto di vista ergonomica che estetico.
Ad oggi non mi è mai capitato di vedere una Brutale in pista, eppure anche tra i cordoli questa moto si trova perfettamente a proprio agio, anzi, per quanto la 990 sia più “cittadina” della 1090, sembra la pista il suo habitat naturale. Il fatto che ai bassi regimi abbia una potenza esplosiva diventa qui un pregio e sebbene si debba stare con il peso caricato sull’anteriore per non farla alzare, la Brutale 990R ha un’accelerazione impressionante. Tra le curve è agile e precisa e man mano che si prende confidenza con l’impianto frenante ci si rende conto che il punto di staccata sembra che si possa ritardare all’infinito, tanto è buono. Il traction control infine, vi farà credere che siate diventati dei professionisti. Lo regoliamo sulla quinta posizione, quella consigliata da MV e ci rendiamo conto che aprendo il gas in curva non solo l’assetto non si scompone, ma anzi migliora: il posteriore si stabilizza e l’anteriore punta la corda, ma la cosa incredibile è che è difficilissimo da percepire, così da farvi pensare che siate voi ad aver trovato il giusto dosaggio del gas. Andiamo a parlare con chi il traction control l’ha sviluppato e testato e scopriamo che l’ottava posizione, la massima, è stata inserita volutamente invasiva per farlo sentire all’utente, per gratificare il pilota che vuole metterlo in crisi e che, altrimenti, non l’avrebbe percepito: insomma non aspettatevi il tipico rumore che fanno le Superbike ufficiali né drastici tagli di erogazione, sappiate che avete un silenzioso angelo custode nel motore che vi aiuterà a non perdere l’assetto e a spremere fino in fondo la moto senza che ve ne accorgiate e che, secondo noi, vi tornerà molto utile anche nella guida extra pista.
In definitiva la moto è stata addolcita, ma è stata addolcita secondo i criteri di MV. Rimane una moto per esperti, non facilissima da guidare per i neofiti, capace di farvi saltare il cuore in gola e non solo di farvi diventare il centro di tutte le attenzioni quando girate per il centro, ma rispetto al vecchio modello, veramente troppo esagerata, questa ha perso un po’ potenza e rabbia in favore di un maggior comfort e guidabilità.


M.B. x Infomotori.com - 29/09/2009
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