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GP di Monza: Quel maledetto 20 maggio 1973

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bradipo ita
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GP di Monza: Quel maledetto 20 maggio 1973

Messaggio » 07/09/2009, 23:57

Quel maledetto 20 maggio 1973 ,

rappresenta forse il giorno più tragico in assoluto per il nostro sport, la tristissima, scioccante, dolorosa giornata in cui ci hanno lasciato per sempre, andandosene insieme, due dei più grandi piloti di Tutti i Tempi. E’ la data di quella che passò alla storia come la Tragedia di Monza.
Il destino accomunò il pilota finlandese Saarinen a quello italiano di Pasolini, nel modo più tragico. Non un semplice incidente, come tanti altri dolorosi avvenimenti di questo tipo che tante volte erano successi prima di questo, nelle strade trasformate in piste e nei circuiti di tutto il mondo, ma qualcosa di ben più sconvolgente, tremendo, quasi, nei resoconti affranti di chi vide e visse quei terribili istanti, una vera apocalisse in pista, un orrore mai visto prima.

Il Gp di Monza era stato preceduto da molte polemiche, Ago si era ancora una volta lamentato per gli assurdi e pericolosissimi guardrails a bordo pista, malamente coperti da antiquate balle di paglia - disposte pure male, come vedremo - mentre Jarno ed altri piloti avevano fatto notare agli organizzatori, senza alcun risultato, la presenza di un malfatto rattoppo sull’asfalto proprio all’inizio del Curvone (appunto il teatro della tragedia) dove le moto, lanciate ad oltre 240km/h, tendevano a sbandare vistosamente. Questo famoso punto del percorso (detto anche Curva Grande) di Monza infatti è una curva destrorsa anomala, piuttosto dolce, praticamente un tratto di rettilineo appena piegato, che si affrontava, provenendo lanciatissimi dalla zona del traguardo, in sesta ed a pieno gas.
La fitta vegetazione ai bordi lo faceva apparire ben più stretto di quello che realmente fosse e questo, metteva a disagio i piloti.
Prima della fatale gara delle 250 c’era stata quella della 350, vinta da Agostini, in cui la moto di Walter Villa, una Benelli a 4 cilindri ,aveva sparso almeno due litri e forse più d’olio in vari punti della pista, proprio lungo la traiettoria ideale, soprattutto al Curvone, il punto più pericoloso, cosa che causò molte paurose sbandate negli ultimi giri della 350.
Vista la situazione, vari piloti che avevano preso parte alla corsa, tra cui Dodds e Kent Andersson, che mostrò il suo casco imbrattato d’olio, assieme anche ad alcuni giornalisti si erano precipitati in Direzione corsa per far notare la pericolosissima presenza dell’olio, e per chiedere che la pista fosse pulita. Ebbene, tutti questi prestigiosi personaggi non furono neanche ascoltati, ma anzi minacciati di arresto, o di non potere prendere parte alla successiva gara delle 250, e letteralmente spintonati fuori!
I piloti, tuttavia, dettero almeno l’allarme ai colleghi e sparsero la voce circa la presenza di olio in pista, ed è certo che Saarinen, che non aveva preso parte alla 350 - la sua iscrizione a quella gara era stata rifiutata perchè giunta fuori tempo massimo - ne fu informato dal compagno di squadra Kanaya, da Andersson e dall’amico Lansivuori. Borje Jansson riferisce come Villa (che ascoltava lì vicino), mentre Dodds lo informava dell’accaduto, guardasse quest’ultimo in malo modo. Pasolini invece, che si era ritirato a tre giri dalla fine per grippaggio - con conseguente “dritto” alla Parabolica - proprio mentre era al comando della 350, ed era poi provvisoriamente sparito dai paddocks arrabbiatissimo, sembra non sia stato informato del pericolo, con le fatali conseguenze che vedremo.

Il 20 maggio 1973 a Monza si correva il GP delle Nazioni, gara attesa alla quale assisteva una folla immensa di spettatori. Si correva in piu' categorie. Pasolini fu grande protagonista della categoria 350, durante la quale compì una rimonta fantastica,esaltando i tifosi, ai danni di Agostini stabilendo il nuovo record del tracciato brianzolo. Ancora una volta però la sfortuna ci mise lo zampino, fermando "Paso" a pochi giri dalla bandiera a scacchi per un guaio meccanico.
Ma il dramma si verifico' con la gara dopo, con le 250. Erano le 15:17 ,al primo giro dopo il via, si consumo' l'assurda tragedia che uccise sia Pasolini che Saarinen: al "curvone", la prima piega del tracciato, il centauro italiano perse il controllo della moto,perse completamente l'anteriore .La moto di Paso punta il guardrail.

Dopo il tremendo urto contro il guardrail, la moto di Renzo rimbalza a mezza altezza, si impenna, ritorna in pista, volando dritta verso il centro della pista, colpisce Jarno in piena faccia, con una violenza incredibile. Si era alzato per istinto dalla carena per vedere meglio quanto sta accadendo davanti a lui, e purtroppo viene investito in pieno. Il motociclismo perse in poche frazioni di secondo due dei piloti più forti e amati di quel periodo. Quello che seguì fu irreale.In quell'incidente caddero ,coinvolti,una dozzina di piloti, altri continuarono sotto choc, mentre pure la direzione di corsa e i soccorsi faticarono a coordinarsi.


Il pilota Kanaya cadde rovinosamente urtando il guardrail, allargandosi troppo per evitare le moto a terra.
Hideo cade perchè passa sul corpo del povero Renzo. La gara non viene immediatamente sospesa e i piloti ancora in gara passano per un secondo giro tra fiamme,lamiere di moto distrutte e i corpi dei piloti ancora a terra in mezzo alla pista. Solo alla fine del secondo giro,i commissari decidono di bloccare la gara tra l'orrore della gente e l'inferno in pista. La prima ambulanza dotata di una sola barella arrivo' dopi 15 minuti.
Pasolini rimase praticamente ucciso sul colpo dal tremendo urto contro il guardrail, è provato invece che Saarinen morì perchè investito da uno o più corridori (probabilmente Villa, Mortimer, Giansanti, Jansson e Palomo), tanto è vero che il suo corpo, che dapprima (appena sbalzato di sella dall’urto contro la moto di Renzo) capitombolava sul bordo esterno, cioè sinistro della pista, viene ritrovato una manciata di secondi dopo esattamente nella parte opposta della carreggiata, vale a dire a destra, sul ciglio interno, per metà sul prato, oribilmente straziato a pancia in giu',e senza più il casco che pure indossava un istante prima.Il Boeri Sport bianco e rosso (che sembra fosse in realtà un Bell coi marchi Boeri) di Saarinen viene letteralmente spaccato in due da una o più moto che lo investono, e ne verranno ritrovate le due metà in un punto posto più in avanti rispetto al corpo, per effetto del trascinamento delle moto investitrici.
Nel groviglio rimase gravemente coinvolto un altro pilota italiano, Walter Villa. Sarà proprio Villa, negli anni successivi a portare i titoli iridati delle classi 250 e 350 alla Harley Davidson Aermacchi, completando la "missione" portata avanti dal "Paso".


Quindi, ricapitolando, quali furono le cause dell’incidente? Sicuramente, la causa principale è da attribuirsi all'olio sparso in pista dalla Benelli di Villa nella gara precedente alla tragedia, poi ovviamente alla presenza dei pericolosissimi gurdrails, allora voluti dai piloti di F1 per le corse automobilistiche, ma assurdi e pericolosi per le gare di moto. Pasolini fu l'unico pilota a non esser stato avvertito dell'olio in pista.
Una inchiesta, svolta molto frettolosamente subito dopo il Gp, attribuì tutto ad un presunto grippaggio della moto di Pasolini. Con ciò, si tentò evidentemente di sviare dai veri responsabili le colpe per questa tragedia.

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1 il corpo di Jarno,2 una parte del casco, 3 la moto.

Appena un mese e mezzo dopo la tragedia del 20 maggio, in data 8 Luglio 1973 avvenne purtroppo la seconda “Tragedia di Monza”. In una gara Juniores classe 500 , esattamente nello stesso identico punto del Curvone, al quale nessuna modifica era stata fatta dopo la morte di Jarno e Paso.
Morirono cosi' su quella maledetta curva Carlo Chionio, Renato Galtrucco e Renzo Colombini. La dinamica fu, appunto, per ironia della sorte, esattamente la stessa: Colombini cade, la sua moto esce di strada, va contro il guardrail, rimbalza su di esso, ritorna in pista, e fa cadere gli altri piloti.
 




JARNO SARINEEN

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Chi si chiede da dove venga lo "strano" nome Jarno portato anche dal pilota abruzzese di F.1 Trulli, sappia che è un nome finlandese. E precisamente il nome del grande motociclista Jarno Saarinen, una leggenda in tutto il mondo. Soprannominato dai suoi connazionali "Paroni" (il barone) era considerato un innovatore nella guida delle moto GP, poiché si dice sia stato il primo a introdurre una particolare tecnica per affrontare le curve. Fu il primo pilota al mondo a mettere il ginocchio interno a terra, scaturendone uno stile spettacolare. per lo stile di guida “tutto avanti, tutto dentro, gambe aperte nei curvoni, manubrio inclinatissimo”, per come lasciava scivolare e svirgolare la moto, per l’irruenza al di là di ogni regola. Inventava il sorpasso, il percorso, l’attacco decisivo. Nato nel 1945 a Turku, l'antica capitale della Finlandia, Jarno inizia a diciotto anni nelle corse su ghiaccio dove imparò quel controllo della moto sviluppato più avanti nelle gare in circuito. Entra nel mondo dei Gran Premi come privato nel 1968, nel 1970 raggiunge già il quarto posto in classifica generale, mentre nel 1971 compie il salto di qualità vincendo in Cecoslovacchia, Italia (350cc) e Spagna (250cc) e salendo sul podio in altre 6 occasioni: è vicecampione del mondo delle 350cc e terzo nelle 250cc; vince inoltre altre 7 gare internazionali salendo sul podio in altre 7. Nel 1972 è un pilota Yamaha, ma non ancora ufficiale. E' però il suo anno: 7 vittorie nei Gran Premi lo laureano Campione del Mondo delle 250cc e nuovamente vicecampione delle 350cc. Altre 22 vittorie in gare internazionali tra 250cc, 350cc, 500cc, 750cc e 1000cc completano la stagione della sua consacrazione definitiva.
Nel 1973 la Yamaha, stufa di vedere Saarinen battere regolarmente i piloti del suo team, lo fa entrare nella sua squadra ufficiale. Ma Jarno non ha paura delle imposizioni della casa del diapason, e quando questa cerca di imporgli i suoi ordini minaccia i dirigenti del team di comprarsi una moto privata da qualche importatore, costringendo così la Yamaha a gettare la spugna: Giacomo Agostini e la sua MV sono troppo forti e il finlandese sembra l'unico in grado di fargli paura.
Purtroppo il destino decide che questa sarebbe stata l'ultima stagione di Jarno. Egli si presenta il 20 Maggio a Monza con l'incredibile "score" di due vittorie su tre gare in 250cc e tre vittorie su tre gare in 500cc (a cui si possono aggiungere altre tre vittorie in gare internazionali tra cui Daytona), nonché con la certezza di aver dimostrato a tutti di essere divenuto una stella di prima grandezza, capace di poter mandare in pensione un'intera generazione di campioni. Insomma,e' lui l'uomo da battere.
In una pista dall'asfalto mal rifatto, durante la gara delle 350cc una perdita d'olio alla Benelli di Villa costringe il pilota ai box, da dove però il suo team lo rimanda sul tracciato poiché manca solo un giro alla fine della gara: il risultato è un quinto posto e una pista inondata d'olio.

Dopo la gara il giornalista Christian Lacombe, preoccupato dallo stato dell'asfalto insiste con i commissari perché venga pulito: per tutta risposta viene minacciato di essere buttato fuori. Anche il pilota John Dodds protestò ma venne trattato allo stesso modo, cercò allora di avvertire quanti più colleghi.

Alla prima curva della gara delle 250cc, il capofila del gruppo l'italiano Renzo Pasolini scivola inevitabilmente sull'olio.
Saarinen gli è incollato e non può evitare la collisione che coinvolge altre 13 moto: Jarno e il nostro Pasolini muoiono sul colpo.

La gara viene interrotta dopo due giri; Suzuki, MV, Harley e Yamaha si coalizzeranno per chiedere regole più sicure; il team di Jarno non prenderà il via per il resto della stagione: il motociclismo doveva cambiare.
Resta il dolore e il rimpianto per quello che Saarinen avrebbe potuto fare negli anni a venire con le potenzialità di poter diventare il più grande centauro di tutti i tempi

Jarno Saarinen è entrato ufficialmente nella "Hall of Fame" MotoGP.
Il finlandese è stato selezionato per i suoi risultati e per lo stile di guida inconfondibile, precursore delle tecniche di entrata in curva proprie di molti piloti attuali della classe regina. Nonostante sia stato un pilota a tempo pieno per sole tre stagioni e' innegabile che abbia lasciato il segno. I piloti di all'ora lo ricordano come uno dei piloti piu' forti di tutti i tempi.

Renzo Pasolini,per tutti ,detto “Paso”.

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Nato a rimini nel 1938, arrivò a Varese per la prima volta a undici anni al seguito del padre Massimo, anch'egli pilota, che venne chiamato a lavorare alla Schiranna dove si producevano le moto dell'Aermacchi. Fu proprio Massimo Pasolini, insieme ad un'altra figura storica quale è stata Lino Tonti , a progettare l'avveniristico scooter Cigno Aermacchi a ruote alte.
Lui, "Paso", iniziò a correre in sella alle moto da cross sulle quali affinò quello stile battagliero che fece proseliti tra i tifosi anni dopo, quando Renzo passò dallo sterrato all'asfalto.
Era dotato di uno stile personale ed aggressivo, ha affrontato senza timori reverenziali i più grandi piloti di sempre quali: Agostini, Hailwood e Read, a volte superandoli, a volte cedendo alla maggior potenza dei mezzi in possesso hai suoi rivali, ma mostrando sempre una grinta ed una determinazione fuori dal comune. Esordì a 20 anni nel cross, passando ben presto alla velocità .
Nel ‘62 in sella ad una Aermacchi 175, battè per 2 volte un altro giovane talentuoso Giacomo Agostini. Anno di pausa per il servizio militare il ‘63, ma in Sardegna a modo di conoscere Anna la sua futura moglie, un'insegnante, la quale gli darà 2 figli Sabrina e Renzo Stefano.
Nel ‘64 si classifica secondo nel campionato italiano delle 250 e 500 (dove per giunta gareggia conuna 350) ad Assen ottiene un sorprendente 4 posto dietro ai mostri sacri dell’ epoca: Redman, Hailwood ed Agostini, ed allora più che mai Assen era considerato un autentico tempio sacro del motociclismo, giunge 4° anche al Nuburgring e 5° a Brno. Nel ‘66 ottiene buoni risultati in campo nazionale ed il 3° posto in olanda dietro hai soliti Hailwood ed Agostini.
Nel ’67 viene chiamato a sviluppare l’inedita Benelli 500 4 cilindri, continuando a gareggiare anche nelle classi 250 e 350, ed è proprio con la 350 che giunge 2 volte 3° in germania ed olanda dietro hai soliti noti, in italia vince a Modena nella 500, mentre a Riccione e Milano Marittima ottiene 2 secondi posti dietro la MV. Vince a Cesenatico con la 350, e con al 250 vince a Milano Marittima.
Nel ‘68 giunge 2 volte secondo al famigerato TT dietro a Bill Ivy nella 250 e dietro ad Agostini nella 350 ed inoltre trionfa con numerose vittorie nel campionato italiano delle 250 e 500.
Nel ’69 vince nuovamente il campionato italiano delle classi 250 e 350, queste vittorie accenderanno il tifo e la rivalità tra i 2 campioni alimentata anche da giornali e televisione e i loro tifosi ma senza mai scendere di tono , in riviera sono tutti per Paso chiaramente.
Sfiora il titolo mondiale nella 250 dove un paio di incidenti avvantaggiano il compagno di squadra, l’australiano Kelvin Carruthers, a lui restano le vittorie al gp d’olanda, cecoslovacchia, e germania orientale.
Nel ’70 non ottiene risultati di rilievo, a causa delle nuove disposizioni che limitano hai bicilindrici la possibilità di correre nella 250, quindi la Benelli 4 cilindri è inevitabilmente tagliata fuori, Paso corre con la 350 vincendo a Rimini e Riccione, mentre a livello mondiale, arriva 3 volte secondo dietro ad Agostini nei gp di Assen, Brno e Saschering. Nel gp delle nazioni deve ritirarsi con la Benelli 500 dopo aver stabilito il giro veloce alla media di 203km/h, a fine anno dopo vari dissapori con la Benelli arriva il divorzio.
Nel ’71 torna alla Aermacchi – H.D., scuderia che ha preparato moto 250-350 bicilindriche a 2T tutta l’annata però viene dedicata alla messa a punto di tali moto, con l’aiuto dei validi tecnici Gilberto Milani e Mascheroni. nel ’72 arrivano i primi risultati di rilievo nella 250 vince il gp delle nazioni ad Imola il gp di Jugoslavia e il gp di spagna e giungendo anche 4 volte secondo, battuto da grandi campioni come Read, Saarinen, e Ron Gould, giungendo 2° nel mondiale dietro Saarinen giunge 3° invece nella classifica delle 350. Vince con numerose vittorie il campionato italiano delle 250. Corre anche il gp dell’ontario con una Harley Davidson 750 giungendo 3° nel ’73 con la nuova Aermacchi-H.D. raffreddata a liquido si aggiudica il campionato italiano (titolo che gli verrà assegnato alla memoria), con numerose vittorie nella tragica e conclusiva gara di monza gareggia nella 350, partito in ritarto recupera su tutti e raggiunge in testa anche Agostini, ma un grippaggio a 3 giri dal termine lo priva di una possibile vittoria. Poi la tragedia al via della 500 dove in una paurosa carambola perde la vita insieme ad un altro grande e amatissimo pilota il finlandese Jarno Saarinen, così si conclude una delle giornate più tragiche della storia del motociclismo agonistico. Renzo resta comunque un pilota amatissimo dagli appassionati dell’epoca che lo preferivano al plurititolato Agostini forse perchè lo vedevano meno divo e più vicino a loro in quanto appunto Renzo gareggiò con più frequenza nei campionati italiani infiammando gli animi di centinaia di tifosi nella mitica “mototemporada” romagnola.Spesso si concedeva al pubblico,intrattenendosi con i tifosi,aumentando la sua simpatia. Pasolini divenne l'alternativa italiana al mostro sacro Giacomo Agostini. Sfortunatamente per lui non ci fu mai la gioia del titolo mondiale più volte sfiorato ma mai conquistato. Una circostanza che, unita alla spettacolarità della sua azione ed all'affetto dei tifosi, lo accomuna ad un'altra figura mitica e drammatica del mondo dei motori, Gilles Villeneuve.
Il gruppo Cagiva dedico' a lui una moto realizzata da Tamburini,la Ducati Paso.
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Fonti utilizzate:Wikipedia,Motociclismo,Derapate.it,P2P forum,storiedisport.it,lagazzetta.it
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bradipo ita
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Re: GP di Monza: Quel maledetto 20 maggio 1973

Messaggio » 08/09/2009, 1:30

Jarno e la bellissima moglie Soili,non si separavano mai,lei era sempre con lui.
Era lei infatti la sua ragazza ombrellino.

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Ecco alcune foto di Paso:

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Ago e Paso...

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Per tutte le ricerche di info e foto neccessarie a comporre questo articolo sono stati utilizzati,oltre i siti gia' citati sopra,anche questi:

Fonti utilizzate:

johnmccomisky.blogspot.com,derapate.it,motoblog.it,www2.yamahamotor.fr,pagine70.com,windoweb.it,umpingjack.nl ,
ts.fi,24heures.ch,marinadiospedaletti.it,digilander.libero.it,kakeh.com,auto.pravda.sk,
forum.wininizio.it,cesenabikers.blogspot.com,renzopasolini.com .

L'idea era di comporre un articolo il piu' completo possibile di informazioni sull' evento trattato,senza togliore gli onori a chi,
prima di me aveva gia' redatto articoli,citando la cronaca di quel terribile 20 maggio 1973.
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Re: GP di Monza: Quel maledetto 20 maggio 1973

Messaggio » 08/09/2009, 1:37

il video di "SFIDE" con l'ultimo giro di Paso e Jarno.


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Re: GP di Monza: Quel maledetto 20 maggio 1973

Messaggio » 08/09/2009, 5:49

Grandi campioni
Non è forte colui che non cade mai, ma chi cade ed ha la forza di rialzarsi e continuare

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Re: GP di Monza: Quel maledetto 20 maggio 1973

Messaggio » 08/09/2009, 8:12

:cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: non sapevo esattamente come fosse andata.

grazie Bradi!
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Re: GP di Monza: Quel maledetto 20 maggio 1973

Messaggio » 08/09/2009, 8:58

Pazzesco...correvano in condizioni di sicurezza assolutamente precarie, dimostrando un coraggio dieci volte superiore a quello degli attuali piloti. Tanto di cappello.
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lespaul

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Re: GP di Monza: Quel maledetto 20 maggio 1973

Messaggio » 08/09/2009, 9:13

Nomi e Cognomi dei direttori di gara per non dimenticarli MAI :evil:

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Re: GP di Monza: Quel maledetto 20 maggio 1973

Messaggio » 08/09/2009, 9:34

Sempre interessanti i tuoi post!!!
:shock: :shock: :shock:
Non mi fido molto delle statistiche. Perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media!
(Charles Bukowski)

Dade
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Re: GP di Monza: Quel maledetto 20 maggio 1973

Messaggio » 08/09/2009, 11:18

che eroi... oggi diamo davvero epr scontate fin troppe cose... :roll:
DADE -

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Re: GP di Monza: Quel maledetto 20 maggio 1973

Messaggio » 08/09/2009, 14:03

"Oggi é ricco chi é padrone del suo tempo. Buona vita.''

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Re: GP di Monza: Quel maledetto 20 maggio 1973

Messaggio » 08/09/2009, 21:08

Grazie Matteo ....

Non avevo ancora 6 anni (mancavano pochi giorni) e come regalo mio papà (ciao!!) mi portò in pista, come faceva spesso.
Quel maledetto giorno ero al curvone, non dimenticherò MAI quei momenti, anche se troppo piccolo per capire il dramma.
A dar risposte sono capaci tutti, ma a porre le vere domande ci vuole un genio..
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