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Valducci: ecco il mio Codice

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Valducci: ecco il mio Codice

Messaggio » 04/08/2009, 21:15

In un'intervista a Riccardo Matesic il padre della riforma del Codice della Strada ci ha illustrato ragioni e obiettivi del nuovo regolamento

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Entriamo alla Camera dei Deputati, dove abbiamo in programma un incontro con Mario Valducci, il Presidente della Commissione Trasporti e padre di questa nuova riforma del Codice della Strada convinti che globalmente sia un lavoro ben fatto, anche se personalmente non ci piacciono alcuni provvedimenti scritti con un linguaggio che si presta a troppe interpretazioni. E neppure apprezziamo certe sfumature, frutto probabilmente della mediazione necessaria per mettere tutti d'accordo. Sappiamo però anche che in questo senso Valducci ci è riuscito: il nuovo Codice – buono o cattivo che sia - è passato con una larga maggioranza, anche dell'opposizione.
- Presidente, come descriverebbe il vostro lavoro? "Il pilastro è che chi beve non guida e chi guida non beve. E agiamo soprattutto su due categorie di persone: i giovani neopatentati e i professionisti del volante. Poi c'è l'altra grande novità, il concetto che chi guida non è una mucca da mungere. Piuttosto è un soggetto che deve essere punito in caso di infrazioni, ma non deve essere fatto oggetto di trabocchetti per fare cassa da parte dei comuni o, in generale, dei titolari delle strade. Diciamo che è un testo che qualcuno ha chiamato del bastone e della carota".
Piero Tatafiore, l'addetto stampa dell'On Valducci interrompe ridendo, ricordando che si tratta proprio del nostro titolo su http://www.motonline.com!
- I comuni però possono bypassare l'obbligo di fare controlli con velox di proprietà attraverso un leasing ben studiato. "Tutto è aggirabile. Ma è importante che siamo riusciti a vietare per legge che un soggetto possa scegliere di pagare un velox con i soldi delle multe dei concittadini".
- D'ora in poi i comuni dovranno destinare alla sicurezza stradale solo il 50% dei proventi contravvenzioni. Non teme forse che le amministrazioni non sentiranno così stringente l'obbligo di comunicare ogni anno la destinazione dei proventi delle multe? In fondo verranno privati solo del 3% dei contributi statali.
"Merita attenzione l'aver sottolineato come il 50% delle multe vada destinato alla sicurezza stradale, e il fatto che il Ministero dei Trasporti deve essere informato di come vengono effettivamente spesi questi soldi. E comunque il 3% dei trasferimenti ordinari è in ogni caso una cifra importante".
- Non sono ancora molto chiare le modalità di smaltimento dell'alcol. Forse bisognerà informare chi è soggetto al tasso 0 (neopatentati e guidatori professionali) che servono molte ore per digerire una sbornia.
"Le macchine che rilevano il tasso alcolemico hanno già una tara che consente di ridurre quel minimo di presenza che può esserci il giorno successivo a una ubriacatura. Però a noi sembrava importante soprattutto far capire ai giovani e ai guidatori professionali che debbono distinguere i due momenti della guida e del bere".
- Gli industriali della moto, che hanno generalmente apprezzato il nuovo Codice, hanno espresso dubbi sul casco elettronico e, in particolare, sull'abbinamento fisso del casco al veicolo. "
La Commissione ha voluto inserire alcune tecnologie elettroniche come indirizzo. È chiaro che non avranno operatività immediata. Certo che, soprattutto per il sud d'Italia, la possibilità di abbinare il casco alla moto è importante. Perché non si potrà più guidare senza casco. Anche in questo caso, quello che emerge è un messaggio di sicurezza. E questo ci interessava. Poi, è chiaro che il Governo dovrà fare un lavoro per rendere operativo il tutto, superando eventuali problemi".
- E le critiche sul patentino per il ciclomotore, con il rischio che tutto finisca nelle mani delle autoscuole?
"Il nostro intento è stato quello di dare qualche strumento in più ai giovani, prima di mettersi alla guida del motorino nel traffico. Non c'è il rischio che l'insegnamento sparisca dalle scuole: è scritto in maniera esplicita che tutto continuerà a essere svolto nell'ambito degli edifici scolastici". - Almeno una critica deve passarcela: perché avete lasciato l'obbligo di pagare il deposito giudiziario a chi deve riprendersi una moto sequestrata in attesa di confisca?
"La procedura che porta alla confisca è molto onerosa per l'amministrazione, visto che c'è anche un processo di mezzo. Così il costo da sostenere è alto, sia per l'utente, che può rinunciare a ritirare il proprio veicolo, sia per lo Stato. Proprio per questo, anzi, abbiamo dovuto fare anche una scrittura per aprire alla possibilità per le forze di Polizia di usare i veicoli non riscattati".
- Però non è corretto nei confronti di chi ha avuto la moto sequestrata nel 2005 per una legge ingiusta…
"Mi rendo conto che è un qualcosa che dovrebbe essere rivisto".
- Onorevole, mentre la Commissione da lei presieduta portava avanti questo grosso lavoro, parallelamente in Parlamento qualcun altro metteva mano al Codice. Ma perché il mondo politico non riesce a lavorare in maniera univoca? Possibile che si debba creare questa confusione nei cittadini, con continue modifiche che si sovrappongono?
"Credo che ognuno di noi abbia la sua impostazione sulla sicurezza stradale e tendiamo a comportarci come gli appassionati di calcio, che si sentono tutti commissari tecnici della nazionale. A volte però le modifiche sono realmente necessarie, perché spesso in passato si sono costituite norme sulla emotività del momento".
- Si riuscirà mai a interrompere questa prassi?
"Abbiamo chiesto al Governo un disegno di legge delega per riordinare definitivamente il Codice della Strada. Vogliamo dividerlo in due parti, quella relativa al comportamento di chi guida, circa 70-80 articoli, e i restanti 170, che riguardano chi fabbrica auto, moto e componentistica, oltre che strade, autostrade e arredi urbani".
- Prima di salutarla, abbiamo dimenticato qualcosa? "Nessuno parla della riduzione dei tempi di notifica delle contravvenzioni, da 150 a 90 giorni, che invece riteniamo sia importante per avere ancora una minima memoria dell'eventuale infrazione. E poi l'obbligatorietà dell'educazione civica e stradale nelle scuole".
- Ma questa era legge già dal '94, con il decreto dei ministri Radice-D'Onofrio, roba del primo governo Berlusconi! Presidente, c'è un'idea sui tempi di approvazione della legge?
"Abbiamo fatto di tutto per farlo passare ad agosto, ma non ci si riuscirà. Sono ottimista su settembre".

fonte motonline.com
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Re: Valducci: ecco il mio Codice

Messaggio » 04/08/2009, 22:13

Il casco elettronico ?? :? :? :shock: :shock: mi suona di minkiata gallattica

Skeb21
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Re: Valducci: ecco il mio Codice

Messaggio » 04/08/2009, 22:29

concordo... una bella manovra per "far girare l'economia" sono curioso di saperne di più su questo casco elettronico!!
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