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Un giro per la vita 2012 e Porsche Italia: punti di vista

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jenk
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Un giro per la vita 2012 e Porsche Italia: punti di vista

Messaggio » 23/04/2012, 19:29

Un giro per la vita 2012 e Porsche Italia: punti di vista
Parte il 1° maggio da Trieste il giro d'Italia via mare e terra promosso dall'Associazione Jancris e Porsche Italia. Tra i protagonisti dell'iniziativa anche una KTM Duke 690, una Sly 42 Fun ed Automoto.it, che seguirà tappa dopo tappa l'eccezionale avventura


Padova - Parte da Trieste il 1° maggio il nuovo progetto "Un giro per la vita", nato da una proposta di Alfredo Giacon, noto ambientalista, giornalista, e scrittore di esperienze in mare raccontate in numerosi testi e volumi.

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Il progetto è quello di percorrere via mare il periplo d'Italia, alzando la vela il 1 maggio a Trieste ed arrivando l'8 luglio ad Andora (SV), portando ad ogni tappa attenzione e testimonianze su principali temi del rispetto ambientale e dello sviluppo sostenibile. Uno sviluppo che passa anche attraverso tutto quello che facciamo, a partire dallo stile di vita per arrivare, perchè no, proprio dalla scelta dell'automobile o alla motocicletta.
Questione di punti di vista
A riguardo proprio Porsche ha voluto sostenere questo progetto affiancando alla Sly 42 Fun una vettura, la nuova Panamera S Hybrid, che tra le infinite funzioni ne ha una denominata Sailing: veleggiare, proprio come la barca a vela che "seguirà" dalla costa, per Porsche significa sfruttare al massimo l'energia cinetica faticosamente accumulata dalla vettura in accelerazione disaccoppiando automaticamente, ove e quando possibile, motore e trasmissione con il risultato di far muovere la vettura con un rallentamento dettato praticamente dal solo attrito degli pneumatici (a basso coefficiente d'attrito) e dalla resistenza aerodinamica della vettura.

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La Panamera S Hybrid consuma meno della Diesel in città ed assicura prestazioni molto elevate nel massimo rispetto dell'ambiente

Alte prestazioni, basse emissioni, piacere di guida
La combinazione di questo particolare sistema con la spinta assicurata dal motore elettrico, che può arrivare a spingere autonomamente la Panamera fino a velocità prossime ai 90 km/h, consentono al V6 da 3 litri di consumare meno della Panamera Diesel in città (7,6 l/100 km vs 8,1) e poco di più nella media europea (7,1 vs 6,5), con il grande vantaggio di potersi muovere anche nei giorni degli stop al traffico o in aree bandite alle propulsioni tradizionali grazie alla modalità EV assicurata dal sistema Porsche.

Una vettura molto rispettosa dell'ambiente, estremamente prestazionale (270 km/h, 0-100 km/h in 6 seconi) che secondo Porsche dovrebbe assicurare proprio il massimo del piacere proprio nelle strade urbane ed extraurbane che costeggiano i nostri mari. Un modo diverso di viaggiare, insomma, pulito, rispettoso dell'ambiente ed in grado di collaborare a quella necessaria modificazione degli stili di vita che man mano ci sono richiesti per venire incontro alle esigenze ambientali del nostro Pianeta: tutto questo, però, senza rinunciare a nulla del piacere di guida e del comfort che una vettura come Panamera è in grado di assicurare.

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Come la Sly 42 Fun e la Panamera S Hybrid anche la KTM 690 Duke ha un occhio di riguardo per l'ambiente

C'è anche una KTM 690 Duke
Al Giro per la vita non parteciperanno solamente lo Sly 42 e la Panamera S Hybrid: anche i 70 CV della KTM Duke sono stati coinvolti nel progetto, perchè anch'essi in grado di assicurare tutto il piacere di guidare richiesto ad una moto "moderna" ma allo stesso tempo bassi consumi ed un livello di rumorosità estremamente contenuto.

Nove le tappe di incontro previste tra gli equipaggi: eventi, aperti al pubblico, di grande coinvolgimento per la cittadinanza ma anche per gli appassionati di Porsche, di KTM e di Sly.
Le tappe: dove incontrarli
Un giro per la vita, di cui Automoto.it è media partner, farà tappa a Trieste (28 aprile, 1 maggio), Chioggia (1 maggio), Rimini (4-5 maggio), Pescara (11-12 maggio), Bari (19 maggio), Napoli (9 giugno), Riva di Traiano (15-16 giugno), Livorno (22-23 giugno) e Andora (6 luglio).

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La Sly 42 Fun al cui comando vi sarà Alfredo Giacon

I temi affrontati negli incontri
- Gli stili di vita del mare e della costa nel rispetto del pianeta
- L'innovazione come driver per uno sviluppo efficace ed efficiente, sia in auto che in barca
- Il turismo intelligente come motore di crescita sostenibile. L'esperienza del viaggio ibrido
- I beni culturali e gli ambienti marini della costa come valore da promuovere per lo sviluppo del territorio
- Il Mediterraneo, mare interconfessionale di incontro tra fedi e religione
- La Dieta Mediterranea, patrimonio mondiale dell'umanità e mangiar sano secondo le tradizioni
- La letteratura di viaggio e avventura come ponte tra le civiltà. Viaggiare a velocità differenziate
Per saperne di più
Per tutte le news su "Un giro per la vita" potete continuare a seguirci su Automoto.it, Moto.it ma anche sul sito dell'associacione ASD Jancris, nata per divulgare di tematiche ambientali positive.

fonte moto.it
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superclod
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Re: Un giro per la vita 2012 e Porsche Italia: punti di vist

Messaggio » 24/04/2012, 22:22

Un controsenso spaventoso... Un giro per far conoscere i temi del rispetto ambientale e dell'ecologia va bene farlo in barca a vela, ma essere sponsorizzati da una marca di auto e una di moto...
Oggi ci si riempie la bocca con questi argomenti e si sbandierano auto "pulite" solo perchè consumano un po' meno delle altre, ma la vera auto (e moto) ecologica è quella che NON inquina, cioè quella che ancora non esiste... :roll:
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Re: Un giro per la vita 2012 e Porsche Italia: punti di vist

Messaggio » 25/04/2012, 13:19

superclod ha scritto:Un controsenso spaventoso... Un giro per far conoscere i temi del rispetto ambientale e dell'ecologia va bene farlo in barca a vela, ma essere sponsorizzati da una marca di auto e una di moto...
Oggi ci si riempie la bocca con questi argomenti e si sbandierano auto "pulite" solo perchè consumano un po' meno delle altre, ma la vera auto (e moto) ecologica è quella che NON inquina, cioè quella che ancora non esiste... :roll:


concordo.. anche perchè puoi fare tutto quello che vuoi ma non può esistere e esisterà un'auto che non inquina... anche se inventano auto ecologiche.. la produzione delle stesse è comunque inquinante... comunque potevano usare almeno questa...

almeno l'auto in se NON inquina...
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Re: Un giro per la vita 2012 e Porsche Italia: punti di vist

Messaggio » 01/05/2012, 11:18

Un giro per la vita 2012: da Trieste a Chioggia
Parte da Trieste il nostro periplo dello Stivale. Tenendo il mare come riferimento raccontiamo dalla terra i punti di vista di un viaggio "eco" a bordo di Panamera S Hybrid, di una KTM 690 Duke, raccogliendo incredibili testimonianze di persone comuni




Chioggia - Viaggiare e veleggiare. Portando avanti quella ricerca interiore fatta di piccole scoperte e curiosità che ognuno di noi, un po’ Marco Polo nell’anima, porta dentro di se. Ma farlo in silenzio, cullati dalle onde e sospinti dal vento, oppure scegliere il sibilo quasi impercettibile di un’energia che sembra venire dal niente…

“Un giro per la vita”, un progetto meraviglioso messo a punto dal velista padovano Alfredo Giacon che con una barca a vela circumnavigherà le coste dell’Italia percorrendo 1.500 miglia in 64 giorni di navigazione. A fargli compagnia, creando un altro punto di vista, sarà una Porsche Panamera Hybrid, la prima vettura interamente ibrida fra le granturismo, in grado di “veleggiare” sotto i 165 orari, perché capace di disaccoppiarsi dal motore termico e lasciarsi spingere dall’energia pulita di un motore elettrico.

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La Sly42 Fun sfrutterà il vento per portare il messaggio di un Giro per la vita. KTM 690 Duke e Porsche Panamera Hybrid, invece, consumeranno poca benzina assicurando, però, grande piacere di guida

3.600 km: in auto, moto e barca (a vela)
“Siamo in debito con la natura – spiega Giacon, convinto ambientalista noto per le sue avventure nei mari di tutto il mondo – e bisogna saper vivere in armonia scegliendo vie alternative”. Il mare visto dalla terra, la terra vista dal mare. “Un giro per la vita” è un progetto bello quanto ambizioso, atto a promuovere un turismo ecosostenibile sfruttando nuove tecnologie a basso impatto ambientale. Insomma, per dirla in breve è il primo eco-tour italiano che vede protagonisti uno Sly 42 ed una Porsche Panamera ma noi, per non far torto a nessuno e tantomeno agli amanti delle due ruote, abbiamo pensato di aggiungere un terzo protagonista a questo viaggio, una Ktm Duke 690, altro mezzo a basso impatto ambientale.
Ne vincitori ne vinti. A vantaggio dell'ecologia
Si parte da Trieste per giungere ad Andora, con una “r” sola, nel cuore pulsante della Liguria. Il via è il 1 maggio da piazza dell’Unità d’Italia per la Porsche Panamera che dovrà compiere 3.600 chilometri, e dal molo, sul lato opposto, per la barca a vela. Noi facciamo parte dell’equipaggio per così dire motorizzato. La Ktm Duke è una monocilindrica da 690 cc. e 70 cavalli di potenza, la Panamera è spinta da un V6 da 2.995 cc. in grado di sviluppare 333 cavalli. Ma questa volta non si tratta di una gara, non ci saranno ne vincitori ne vinti, lo scopo è quello di scoprire il piacere della guida e di saper apprezzare quanto la tecnologia possa aiutare a farci vivere il meglio il nostro tempo.

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Visualizzazione ingrandita della mappa

“Iniziamo a percorrere i primi chilometri, poco più di una ventina, per fare la nostra prima sosta al Villaggio del pescatore, a pochi minuti dalle fonti del Timavo. Franco pesca i mitili da oltre venti anni, ama il suo lavoro almeno quanto la sua barca, ma ci confessa che i cambiamenti climatici stanno sconvolgendo i cicli e i ritmi della natura”

Trieste e l'Australia non ancora scoperta
Trieste ha sempre il suo fascino di città di confine, ha il sapore dei suoi storici caffè triestini, è la città di Italo Svevo ma anche quella preferita da James Joyce. E nella sua piazza centrale, quella dove appunto parte il nostro lungo viaggio, sorge una fontana che raffigura i 4 continenti, visto che quando fu costruita, nel 1751, l’Australia non era ancora stata scoperta…
Punti di vista: Franco il pescatore
Iniziamo a percorrere i primi chilometri, poco più di una ventina, per fare la nostra prima sosta al Villaggio del pescatore, a pochi minuti dalle fonti del Timavo. Franco pesca i mitili da oltre venti anni, ama il suo lavoro almeno quanto la sua barca, ma ci confessa che i cambiamenti climatici stanno sconvolgendo i cicli e i ritmi della natura.

“Le temperature delle acque - parla il pescatore - sono in costante aumento e la schiusa dei molluschi avviene in ritardo. Fortunatamente questa in cui viviamo è davvero un’oasi e almeno l’inquinamento è un problema che non ci riguarda”.

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"Il turismo sta rovinando Venezia. I canali sono pieni di barche a motore che con i loro passaggi creano il moto ondoso che danneggia le fondamenta di Venezia" ci racconta Luigi, gondoliere

Punti di vista: Luigi, il gondoliere
Noi intanto proseguiamo la nostra marcia e dopo Grado, Aquilea, Caorle e Jesolo la meta obbligatoria non può che essere Venezia. Oltre a non aver accesso per ovvie ragioni, auto e moto non sono certo benvenute nella ex repubblica marinara e non sapendo più come estorcere soldi ai turisti i parcheggi chiedono una tariffa non più ad ore ma fissa: 26 euro per la giornaliera. Venezia non è semplicemente bella, è una raffinata opera d’arte unica al mondo.

Curiosi quanto scontrosi, i gondolieri non amano parlare molto, sono una casta quasi inavvicinabile che si schiude solo se abbiamo la fortuna di incontrare la persona giusta. Luigi è uno dei pochi e ci tiene a farlo per lanciare la sua denuncia personale a chi amministra la città in cui è nato e cresciuto.

“Ormai le grandi agenzie stanno deturpando tutto il nostro patrimonio - afferma il gondoliere - facendo una corsa smisurata verso il turismo. I canali sono pieni di barche a motore che con i loro continui passaggi creano un moto ondoso che lentamente danneggia le palafitte sulle quali poggia il cuore di Venezia. Il legno con i continui riflussi tende a smuoversi ed in alcuni punti sta scendendo di mezzo centimetro all’anno facendo lentamente affondare la città”.

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Il veleggiare della nostra Panamera ha permesso un consumo di carburante molto contenuto, vista la stazza della vettura e le prestazioni che è in grado di assicurare: la media è di 11,8 km/litro

276 km a 11,8 km/litro: niente male
E’ da Venezia che ripartiamo per completare a Chioggia la nostra prima tappa ufficiale. I sofisticati sistemi di lettura della Panamera ci dicono che abbiamo percorso 276 chilometri con un media di ben 11.8 km/litro, grazie ad un intervento piuttosto costante del sistema ibrido: sistema che, oltre ad abbinare la forza del motore a benzina a quella dell'elettrico, prevede una funzione "sailing" (veleggiare) del tutto simile a quella di una barca a vela.

La vettura, infatti, quando il percorso lo permette (basta una leggerissima discesa) spegne V6 e disaccoppia motore e cambio, sfruttando al massimo l'energia cinetica accumulata, pur mantenendo attivi tutti i servizi. Nel nostro percorso, in alcuni tratti, siamo arrivati anche al 30% di utilizzo di questa funzionalità, che si disattiva immediatamente quando si richiede spinta con il pedale del gas: senza esagerare con il gas la spinta torna ad essere assicurata prima dal motore elettrico, a tutto vantaggio dei consumi, e poi se necessario dal motore a benzina.

Altra piacevole scoperta è il fatto che in questa parte dell’Italia la benzina verde cosi costi attorno ad 1.70 euro al litro, circa 20 centesimi in meno che in buona parte della nostra penisola.

fonte automoto.it
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