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Una fazza una razza

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Una fazza una razza

Messaggioda m3xican » 22 mag 2009, 8:35

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”

Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.

La relazione così prosegue:

“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare.
Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.
Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia.

Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

- Relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.
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Re: Una fazza una razza

Messaggioda inigo » 22 mag 2009, 8:44

Tendiamo troppo spesso ad avere crisi di amnesia sociale (e te lo dice un diversamente settentrionale) :wink:
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Re: Una fazza una razza

Messaggioda DakFabri » 22 mag 2009, 9:20

hai scovato un bel documento, e pensare che l'America l'han fatta "loro" :D
vai ad Ellis Island (New York) dove li mettevano in quarantena; oggi e' un museo con tanto di lapide con su qualche milione di nomi di immigrati.
Stessa cosa in Australia.
anche noi oggi tendiamo a generalizzare sulle varie etnie presenti da noi,
certo non si arriverebbe mai a documenti ufficiali dettati dall'ignoranza dell'epoca
pero' a parole si dice anche di peggio :)
e te lo dice un piemontese che ha sposato un' extracomunitaria di paesi "scomodi"
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Re: Una fazza una razza

Messaggioda tocram » 22 mag 2009, 12:47

bel documento va bene per riflettere
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Re: Una fazza una razza

Messaggioda stichluca » 25 mag 2009, 20:06

è un problema se lo posto sul mio sito?
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Re: Una fazza una razza

Messaggioda lespaul » 25 mag 2009, 22:38

I miei bisnonni sono tornati dagli states proprio in quegli anni. Dopo i primi anni bui di lavoro nelle fabbriche mio bisnonno riuscì ad aprire una gelateria nella 5° strada a New York. Furono anni di ricchezza e benessere fino all'avvento delle gang e della mafia, che minacciarono mio bisnonno e la sua famiglia in cambio del pizzo. Al che mio bisnonno decise di tornare in sardegna, portando con loro mia nonna di appena 5 anni, aprirono un piccolo negozio di alimentari a Cagliari e con tutto quello che guadagnarono negli Stati uniti fecero tutto sommato una vita benestante...

Sembrano passati millenni ma ricordo ancora i racconti di mia nonna...e sono solo 3 generazioni. E sentire mia nonna parlare (anche se poco, dopo tanti anni) inglese era il massimo

Cazzarola, sarei potuto essere americano...ma mi sa che vista la statura non ci avrebbe creduto nessuno :s-lol:
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Re: Una fazza una razza

Messaggioda CREG » 25 mag 2009, 22:43

ecco, io sono il piu' PADANO DEI PADANI, eppure mi da fastidio l'idea che gli americani parlino cosi di noi tutti, dal sud al nord, son contento di essermi fatto tutte le americane che ho potuto e comprato quelle che non potevo, fanculo a voi sfigati :mrgreen:
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Re: Una fazza una razza

Messaggioda bradipo ita » 25 mag 2009, 22:53

Si,e' vero negli esodi gli italiani sono stati trattati come oggi noi trattiamo gli extracomunitari.
Il motivo degli esodi era sempre quello,sfamare le famiglie e dare un futuro ai figli.
Intorno al 1870 si verificarono i primi flussi migratori dei nostri compatrioti verso le Americhe.
Gli emigranti, spesso alla ricerca di un illusorio benessere, si dedicarono ad ogni sorta di lavoro
con la tenacia propria delle nostre genti.Sicuramente ci saranno stati anche i malitenzionati
ma la maggior parte della gente era onesta.Chi ando' in America,chi in Argentina,chi in Australia.

L'Australia....ho parenti li.
Mio cugino mi raccontava che i loro genitori per farlo studiare lavoravano nelle piantagioni di pomodori
dall'alba al tramonto ogni giorno e dormivano in una casetta fatta di legno.
Oggi che e' un cinquant'enne,mio cugino ha scritto due libri sulle storie accadute agli esuli italiani,dalmati
e istriani in Australia,per un periodo ne e' stato ambasciatore e dopo la scuola di giornalismo oggi lavora per il governo.
Lui e' uno che ce la fatta. Vive a Melbourne.
Ci sentiamo via mail e forse a settembre viene in Italia a trovarmi dopo 8 anni di assenza.
Il viaggio costa un botto ed e' lunghissimo... :D
"Oggi é ricco chi é padrone del suo tempo. Buona vita.''
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Re: Una fazza una razza

Messaggioda inigo » 26 mag 2009, 8:40

Cello permettimi di dissentire su qualcuno dei concetti da te espressi. Non penso che Mexxican volesse fare polemica esplicita ma semplicemente dare spunti di riflessione (questa è la mia personalissima interpretazione del topic). Ho avuto la fortuna di poter studiare storia con un'ottima insegnante che teneva molto alla lettura dei documenti storiografici per capire gli eventi del passato e credo che quello sia l'occhio giusto con cui leggere quello che gli Stati Uniti pensavano dei nostri progenitori.

Sono terrone al nord e so quanto sia fortunato ad avere fatto questo passo in un'epoca in cui la le "discordie" tra nord e sud siano relativamente un brutto ricordo, ma purtroppo i ragionamenti dei "poco tolleranti" si sono semplicemente spostati verso gli immigrati. Come ho scritto in precedenza mi ritengo un non razzista (secondo definizione canonica da vocabolario) perché se sei un deliquente o uno stronzo per me lo sei a prescindere dalla tua faccia o dal colore della tua pelle, ma dò sempre un minimo di opportunità a chi mi circonda per dimostrarsi stronzo o, al contrario, per esternare la sua onestà. L'errore sta nel preconcetto, non nella punizione dei delinquenti o dei prepotenti. Il documento pecca proprio in questo in quanto "generalizza" sugli immigrati italiani dando delle direttive generiche a proposito di un'intera popolazione (tali sono i numeri di coloro che sono partiti in cerca di fortuna).

Per il resto PEACE&LOVE come sempre :wink:
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Re: Una fazza una razza

Messaggioda dduke » 26 mag 2009, 8:44

cello ha scritto:non riesco a capire perchè:
in un forum con indirizzo MOTOCICLISTICO che ti affanni a riportare un documento vecchio di cent'anni
con chiaro intento polemico relazionato ad eventi di questi giorni nostri ed italiani.
decontestualizzare è una forma di critica ignorante e sterile. Io sono razzista, fortemente razzista. Amo le razze e le diversità insite in esse
rispetto,viaggio,osservo,comprendo e so stare dove mi dicono quando non sono a casa mia.
quando mi dicono che in una moschea non posso entrare STO FUORI e intendo questo come il loro volere..mai pensato di imporre il mio
ma il buonismo e il populismo mi fa incazzare oltre ogni limite..come mi fa incazzare che in una scuola vi sia un qualsivoglia simbolo religioso
in quella che dovrebbe essere una zona dedicata alla formazione OBBIETTIVA.
siamo in italia non nel paese dei balocchi dove ognuno può pensare di fare ciò che c@zzo gli pare! qui si lavora e si è ONESTI
e chi non è di quest'idea si legga la costituzione italiana comodamente seduto sulla poltrona di casa sua nel paese suo.
chi pensa di venire qui e dopo 6 mesi di fottuto asilo politico chiedere una casa a me che lavoro e pago 1000 euro di tasse al mese
e il mio datore di lavoro fa la stessa cosa per pagare la galera a dei delinquenti impietosi quando si tratta di rubare ad anziani
a mio modesto avviso ha sbagliato indirizzo.
e non si paragoni l'immigrazione di gente per bene meridionale e non con quella di avanzi di galera che sperano di avere tutto senza dare niente
ti consiglio un viaggio in nord africa per capire chi effettivamente viene qui.
e non si paragoni persone DIGNITOSE nella loro povertà, siano esse un siciliano che trova lavoro a torino
o un tuareg che vive sperduto nel nulla, con fancazzisti e delinquenti.

Italia... ITALIA MAGGIO 2009.

..quoto tutto al 101% e specialmente la prima regola del saper convivere, quella in arancio. Cello, sia ben chiaro a me piacciono le donne ok? e di tutte le razze :D
Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Dalai Lama 
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