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Botta e risposta. Il GPS danneggia l'Enduro?

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Botta e risposta. Il GPS danneggia l'Enduro?

Messaggioda jenk » 28 dic 2011, 11:57

La FMI - giustamente - ci mette sull'avviso: occhio all'uso indiscriminato dei GPS per tracciare percorsi da fare in moto dove questo è vietato. I lettori chiedono - altrettanto giustamente - spiegazioni

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In difesa di chi pratica Enduro e Trial
Negli scorsi giorni abbiamo pubblicato un articolo dedicato agli sforzi profusi dalla Federazione Motociclistica Italiana (FMI) a tutela dei numerosi praticanti di Enduro e Trial.
La Commissione Normative Fuoristrada si trova infatti ad affrontare i più svariati problemi legati ai temi della circolazione in fuoristrada e ai rapporti con le autorità locali.
C'è l'annoso problema del targhino "illegale", messo da molti al posto della targa originale per evitare che questa si rompa nella pratica dell'Enduro (ma il sottoscritto usa regolarmente la targa in lamiera senza troppi problemi, finora ha retto! Nda).
E c'è poi la problematica del rapporto con gli altri fruitori del verde comune, che spesso mal tollerano la presenza delle moto sui percorsi dedicati alle escursioni a piedi, in bici o a cavallo.

Spieghiamoci meglio
Per questa ragione la FMI testualmente afferma: "Le criticità sulle normative di tutela ambientale sono molteplici, a partire dall’inventario dei percorsi escursionistici tramite mappatura GPS, spesso commesso con veri e propri abusi...".
Il nostro lettore disobbediente, al commento nr 11 dell'articolo, ci chiede di spiegare meglio quanto sopra riportato.

Segue la nostra risposta, che pensiamo possa chiarire alcuni aspetti anche agli altri lettori di Moto.it:
"Caro Alessio, significa che i motociclisti spesso utilizzano le mappe ricavabili su Internet per tracciare percorsi da fare in offroad in barba a ogni divieto o permesso di attraversare l'altrui proprietà; sono poi davvero tanti anche quelli che approfittano delle cavalcate autorizzate per registrare col GPS il giro e rifarlo in seguito senza chiedere alcuna autorizzazione agli enduristi locali (che ne pagheranno quindi le conseguenze). Questi comportamenti non fanno bene all'enduro e sono più frequenti di quanto si pensi".

La risposta di disobbediente
disobbediente risponde a sua volta - sennò che botta e risposta sarebbe? - e il suo punto di vista ci pare equilibrato, oltre che interessante.
Eccolo: "Ciao Andrea, grazie della risposta. Ora è più chiaro. Capisco, però io trovo molto bello tracciare dei percorsi con google earth e poi andarli a scoprire. È un modo nuovo di fare avventura. Spesso ci si trova ad attraversare proprietà private, ma basta chiedere il permesso.
In linea di massima credo che l'educazione sia la chiave per la civile convivenza e il non fare rumore aiuta. Fortunatamente vivo in una regione in cui gli enduristi sono tollerati, ma anche rispettati. Capita spesso di fermarsi a chiacchierare con qualche contadino, nelle Marche. Al di fuori delle mulattiere la regola non scritta è "non danneggiare i raccolti", ad esempio passando ai bordi di un campo invece di tagliarlo in due. Ricordo con divertimento la prima uscita che feci con il gruppo marchigiano dei "pistamunno". Per errore uno di loro attraversò un campo di patate. Tornò a sistemare la terra con le mani.

“Senza il contatto umano gli enduristi saranno sempre meno amati e i divieti cresceranno”

Riguardo all'uso del gps credo che non si possa vietare nelle cavalcate (sia tecnicamente che legalmente). Io sono il primo a dire che "registro qualsiasi percorso". Non li distribuisco online e rarissimamente li vado a rifare, però è divertente scoprire dove si è passati ed effettivamente è utile per tornarci con gli amici.
Il fatto che si attraversino luoghi vietati è relativo, si trovano sempre strade alternative. Se invece sono privati si può chiedere cortesemente il permesso.
Un problema spinoso secondo me è la velocità. Se la maggior parte degli enduristi cerca la "prestazione" invece del piacere della "scoperta", se non si ha neanche il tempo e la voglia di fermarsi a conoscere i proprietari delle terre che si attraversano… allora non c'è nulla da fare. Senza il contatto umano gli enduristi saranno sempre meno amati e i divieti cresceranno".

Poche regole per iniziare bene il 2012
Tralasciamo alla fine il discorso sui percorsi ricavabili su Internet e sull'utilizzo del GPS per registrare i percorsi delle cavalcate. Ci piace soffermarci sul rapporto tra enduristi e "resto del mondo" (contadini, escursionisti, ciclisti): non sempre troveremo chi risponderà col sorriso al nostro saluto, ma sforziamoci di rispettare chi non condivide la nostra passione.
Come? Con l'educazione suggerita da disobbediente, che si traduce in pochi, semplici comportamenti. Spegniamo il motore quando incontriamo altre persone, non montiamo inutili scarichi aperti (in montagna sono odiosi!).
E andiamo piano nei centri abitati, col motore che gira al minimo e la mano pronta ad alzarsi per salutare chi incrociamo.

fonte moto.it
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Re: Botta e risposta. Il GPS danneggia l'Enduro?

Messaggioda jenk » 28 dic 2011, 11:58

:clap: Alessio :clap:
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Re: Botta e risposta. Il GPS danneggia l'Enduro?

Messaggioda Fra » 28 dic 2011, 12:54

Continuano a spostare il problema laddove non c'è... l'uso del gsp non comporta nulla di male, non da fastidio a nessuno se non un pochino agli enduristi locali che di sentono un po' invasi e, in questo periodo di aggressioni alla categoria, giustamente ritengono che più gente gira più il problema cresce. A chi da fastidio è alle guide, che invece sono proprio loro un problema, a partire da una notissima scuola che nelle zone che ha frequentato ha fatto terra bruciata. A scanso d'equivoci dico subito che il GPS non l'ho... mi s'è pure rotto da un anno il tom tom dell'auto e non l'ho ricomprato :mrgreen:
Come le targhe, sono un falso problema, sarebbe da dire da ridire e da ripetere... lo è solo e soltanto perchè da la scusa alla stradale di colpire e alla forestale di rompere le balle. Il problema non sono neanche le cavalcate, è vero che spesso ci sono troppe moto (a palanzano 600...) e infatti non le faccio par quello, ma chi si lamenta sono solo i verdi, i residenti e le attività economiche delle zone dove el fanno le vogliono, ne vorrebbero di più. E c'è un bel da dire che le targhe non si rompono: io ho accartocciato perfino la lastra del click clack, altro che la targa!
Chi rompe le balle e crea il problema sono solo i verdi integralisti e il CAI, che non vuole neppure le bici!!! è questo che va detto!

Qualche aneddoto: escursionista CAI si lamenta con noi che passiamo in un sentiero, il nostro sherpa gli fa notare che NON era un sentiero CAI ma una variante aperta delle moto
il CAI di reggio l'anno passato manda una lettera al Motoclub Il Crostolo lamentando il fatto che la loro squadra per il regionale si allenava su un "loro" sentiero creando danni. Il motoclub risponde che PRIMA che iniziassero ad allenarsi erano andati assieme alla PROTEZIONE CLIVILE con pale e picconi a sistemarlo perchè una parte serve al passaggio dei mezzi antincendio
Questa è emblematica: il CAI scrive lettera ai giornali (questa estate) lamentando al presenza di QUAD in una zona dove anche un filo d'erba è più raro di un panda muschiato dall'anatolia centrale. Peccato che il giorno dopo esca un articolo, sullo stesso giornale, che spiega che i QUAD erano una scquadra di volontari che con il placet del comune erano andati a raccoglier rifiuti in una discarica abusiva...

ecco, sono queste le cose che la FIM dovrebbe dire... mia i gipies
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Re: Botta e risposta. Il GPS danneggia l'Enduro?

Messaggioda corry » 28 dic 2011, 17:41

:shock: :shock: :shock:

FORSE ( :roll: ... ! ) sono ben altri da risolvere prima i problemi che ci sono nel mondo dell'Enduro !
:?
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Re: Botta e risposta. Il GPS danneggia l'Enduro?

Messaggioda sgari » 28 dic 2011, 17:54

io sono (ancora per poco) un "escursionista del CAI"... :mrgreen: dire questa frase mi fa rabbrividire :snow:

ma sono anche e sopratutto un motociclista ed endurista, il fatto è che ALCUNI escursionisti (associati CAI e non) sono degli zozzoni: carte, cartacce, fazzoletti, raccogliere fiori protetti ecc ecc e li ho visti di persona camminando fra loro (non sono purtroppo uno 007 della FMI :rotlf: ) ma di questo non ho mai sentito nessuno lamentarsi


gli enduristi dovrebbero fare come me un anno, vedere con i propri occhi e magari documentarlo e poi sfanculare sto c@zzo di CAI :mrgreen:

che là dentro ai piani più alti, ci sono degli "ecologisti" psicopatici che la montagna la vedono solo in foto e gli piace rompere i coglioni


giusto per rigor di cronaca anche agli stessi soci trekker ed agli alpinisti rompono le balle se mettono un piede fuori dal sentiero!
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Re: Botta e risposta. Il GPS danneggia l'Enduro?

Messaggioda Fra » 28 dic 2011, 17:58

Un anno? Non so se ti riferivi a me, ma io sono stato iscritto al CAI sezione di cortina ( avendo i miei casa là) dall'87 al 2002...
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Re: Botta e risposta. Il GPS danneggia l'Enduro?

Messaggioda Eddy » 28 dic 2011, 22:09

educazione gente, tutto nasce dall'educazione
io sono uno di quelli che quando finisce la sigaretta in mezzo al bosco la spegne e si mette il mozzicone in tasca, chi ha girato con me sa :wink:
cacciatori che lascian bossoli (plastica e metallo) in ogni dove e guardie forestali che giran nei prati coi fuoristrada scavando buche fonde quanto una moto :roll:
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Re: Botta e risposta. Il GPS danneggia l'Enduro?

Messaggioda Fra » 29 dic 2011, 8:13

Già ma io stesso, quando ero giovane ed etero, sono andato con la mia sezione e la PC a picconare dei sentieri a fini antincendio: sentieri nel parco delle Dolomiti che sono da anni vietatissimi alle moto e alle auto private. Pero' ci possono passare tutto il giorno a ripetizione i Land dei "tassisti" dei rifugi... Eddai, qui siamo alla bananaggine assoluta!!!
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Re: Botta e risposta. Il GPS danneggia l'Enduro?

Messaggioda bypaco » 29 dic 2011, 8:58

Secondo me il gps potrebbe essere proprio la nostra salvezza........altro che demonizzarlo
Proprio tramite la condivisione in rete e la collaborazione di ogni singolo enduristra, motociclista, appassionato.....
Se la stessa FMI o meglio ancora questo stesso forum o chiunque altro lo voglia fare, creasse una mappa dei sentieri che si posso percorre senza causare alcun tipo di problema o dove si causino potrebbero essere segnalati sulla mappa come punti di attenzione (velocità limite, presenza di campi, animali, pericoli, ecc......) così da rederci tutti un pò meno criminali agli occhi di chi ci vede passare.
C'è la paura che se una strada bianca o sentiero venga divulgata tutti gli enduristi si fiondino e la intasino come il GRA da Lunedì alla Domenica, anzi succede proprio il contrario.
Meno sono i percorsi conosciuti e certi che si possano percorrere tanto più sono li tutti a battere sempre gli stessi.
Vedi Assietta nel week end, poì basta spostarsi solo qualche km da li e di moto ce ne sono veramente pochissime.

Comunque qualcuno che lo sta già facendo c'è già: http://www.iviaggiditaddyegloria.it/endurovie.html :D :D
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Re: Botta e risposta. Il GPS danneggia l'Enduro?

Messaggioda jenk » 29 dic 2011, 10:02

La penso all'opposto.
Finchè saremo considerati "FUORILEGGE" la condivisione delle tracce gps in rete è solo un DANNO (opinione personale).
Molti dei posti che frequentavo ed ero tollerato, sono stati "invasi" da endururisti soprattutto stranieri, che a casa loro sono perfetti e precisini, da Noi diventano "VANDALI" senza alcuna cura/precauzione del terreno che solcano.
Oltre alla rete, parte della colpa è dei locali che hanno "creato" dei profitti, portandoli a spasso dietro compenso, per poi vedersi "flotte" di amici di chi hanno portato in precedenza.
Il rispetto dell'ambiente deve valere per tutti, non che la forestale o chi controlla chiuda un'occhio sugli stranieri, se sbagliano devono pagare come TUTTI, a maggior ragione se a casa loro queste cose non le fanno (meglio non possono farle o hanno seri problemi).
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