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Le sorti della Moto Morini. Il giorno dell’asta

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jenk
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Le sorti della Moto Morini. Il giorno dell’asta

Messaggio » 13/04/2011, 14:44

Oggi, mercoledì 13 aprile, si terrà la prima asta giudiziaria per l’eventuale vendita della Moto Morini. Tra i possibili compratori, fino a poco tempo fa, c’era anche la coreana Hyosung

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Un paio di mesi fa, i coreani della Hyosung avevano preso contatti, tramite un manager milanese che li aveva coinvolti, con lo studio del curatore fallimentare della Moto Morini. Avevano visitato l’azienda bolognese, si erano informati molto dettagliatamente, e successivamente avevano anche presentato un’idea di piano industriale - comprendente un investimento di circa 3 milioni di euro in tre anni, il restyling dei modelli esistenti e nuovi progetti - che i sindacati avevano giudicato “convincente”. A tutt’oggi, però, pare che la cosa sia rimasta, come si suol dire, in stand-by. Come mai?


Ce lo ha spiegato Cristina Pattarozzi, della FIOM-CGIL bolognese. In pratica, la richiesta primaria del curatore fallimentare, che ammonta a 5,5 milioni di euro, prevede la vendita del complesso aziendale, immobile compreso. Tale richiesta è stata giudicata troppo elevata da tutti gli interlocutori. “Anche perché” racconta la signora Pattarozzi “qualunque grossa azienda o multinazionale estera nicchia davanti all’obbligo di acquisto comprendente anche l’immobile, per non rimanere troppo legata al territorio di produzione. Questo è sempre stato l’ostacolo primario al buon fine della trattativa, mentre non lo è stato il vincolo al mantenimento dell’attuale forza lavorativa. Che, anzi, qualcuno aveva giudicato anche sottodimensionata.
Tra l’altro, lo stabilimento andrebbe anche sensibilmente ristrutturato, quindi il prezzo globale richiesto è stato ritenuto a maggior ragione elevato, e l’interesse di Hyosung e di altri interlocutori si è raffreddato. Tra l’altro, viene da pensare che con l’eventuale acquisizione della Morini da parte di Hyosung avremmo potuto magari vedere anche delle Moto Morini 650, equipaggiate con il noto bicilindrico ad L coreano…
La seconda opzione di vendita dell’azienda bolognese, ovviamente, è invece quella che prevede la cessione disgiunta del complesso aziendale dall’immobile, per un importo di circa 2,6 milioni di euro, comprendenti l’affitto dell’immobile stesso per un periodo di due anni, garantito dal curatore fallimentare, dottor Aicardi. Solo che il limite ultimo, per gli eventuali offerenti, di versare a titolo di deposito cauzionale il 20% dell’importo richiesto è scaduto alle ore 12 di oggi, martedì 12 aprile 2011…


Quanto all’interessamento dimostrato per la Moto Morini da parte dell’industriale austriaco Thomas Bleiner e dal suo socio italiano Gianni Farneda (che prevedeva l’allestimento di un potente impianto fotovoltaico sul tetto dello stabilimento di Casalecchio di Reno, per vendere l’energia elettrica e finanziare in parte il riavvio della produzione motociclistica: leggi l'articolo), Cristina Pattarozzi ci ha rivelato che le garanzie offerte sono state giudicate insufficienti, anche perché Bleiner non ha mai presentato un vero piano industriale.

Insomma, al momento pare che la situazione non sia rosea per la nostra cara Moto Morini. Tuttavia, se l’asta di oggi si rivelerà inconcludente, certamente ne verrà fissata una più avanti. Nel frattempo, qualcosa di positivo potrebbe anche succedere. O perlomeno ce lo auguriamo vivamente, come lo auguriamo di cuore anche a tutte le maestranze della Casa bolognese. Incrociamo le dita!

fonte moto.it
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Re: Le sorti della Moto Morini. Il giorno dell’asta

Messaggio » 13/04/2011, 14:48

Moto Morini: asta deserta, ma… Come previsto, alla prima asta istituita dal Tribunale di Bologna per la vendita della Moto Morini non ci sono state offerte. Tuttavia confidiamo in un esito positivo per il mitico Marchio bolognese

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Come ipotizzato nel nostro precedente articolo, non è stata presentata alcuna offerta per l’acquisto della Moto Morini, all’asta tenutasi oggi presso il Tribunale di Bologna. Nessuno, insomma, parrebbe interessato alla cosa. Tuttavia, sotto sotto, vogliamo credere che non sia proprio così, e che mediando sui prezzi fissati per l’eventuale transazione la nostra Morini troverà un acquirente che voglia salvarla. Insomma, noi la pensiamo come il dottor Piero Aicardi, curatore del fallimento (decretato nel maggio dello scorso anno) della Casa di Casalecchio di Reno, che ha dichiarato oggi alla redazione bolognese de La Repubblica: "Non abbiamo offerte ma non disperiamo, entro l'estate faremo un'altra asta e sono sicuro che questa volta andrà bene". Aicardi racconta anche che tre gruppi industriali del settore auto motive (due stranieri ed uno italiano), non avrebbero ottenuto in tempo dalle banche i finanziamenti necessari a formalizzare le loro offerte antro le ore 12 di martedì 12 aprile, cioè 24 ore prima dello svolgimento dell’asta, che proprio per motivi “tecnici” non avrebbe quindi avuto esito.

Nel nostro articolo, tra l’altro, abbiamo citato un manager milanese che aveva coinvolto i vertici di Hyosung nell’idea di acquisire la Moto Morini. La signora Cristina Pattarozzi, della FIOM-CGIL di Bologna, non ce ne aveva detto il nome, ma si tratta di Giovanni Bassi, che gentilmente ci ha scritto quanto segue:

“Sono Giovanni Bassi, il manager che ha portato Hyosung ad interessarsi a Moto Morini. Posso confermare che il racconto della Signora Pattarozzi corrisponde al vero. La "cordata" da me costituita per rilanciare Moto Morini include Hyosung, un imprenditore italiano produttore di aerei ultraleggeri ed un fondo d'investimento, tuttavia le condizioni onerose richieste in sede d'asta, soprattutto a causa dell'acquisto forzoso dell'immobile, ci hanno costretto a rinunciare, almeno in prima battuta.
Il piano industriale da me presentato, sia ai sindacati, sia alla Provincia di Bologna, prevede il mantenimento della produzione in Casalecchio di Reno (magari non nello stesso capannone che presenta numerosi problemi) e la riassunzione progressiva entro un anno di tutti i lavoratori della vecchia Moto Morini. La presenza di Hyosung nella società sarebbe minoritaria e volta a rafforzare un accordo produttivo e commerciale, stipulato soprattutto per ottimizzare i costi di produzione delle Moto Morini (vero tallone d'Achille della passata gestione). Il piano prevede l'aggiornamento tecnico della gamma 1200 cc, il lancio di nuovi modelli di cilindrata 850 cc, più un linea di moto monocilindriche 450 cc sviluppate in collaborazione con Hyosung. Per un investimento complessivo di 8,5 milioni di euro in tre anni.
Non ci sarebbe quindi lo stravolgimento del marchio, né la sua "esportazione" all'estero.
Il vero problema della vicenda Moto Morini è che in Italia nessuno è più interessato a fare impresa: non si trovano capitali di rischio, né esistono imprenditori coraggiosi che vogliono scommettere su progetti di lungo periodo. Anche le autorità che governano il territorio, nazionali o locali che siano, non attuano politiche di sostegno e finanziamento alle imprese; in questo stato di completo abbandono rischiamo di perdere un patrimonio culturale ed industriale di grande valore. Ricordo che oltre a Moto Morini, rischiano di scomparire Malaguti, Verlicchi, Paioli ed altri ancora. Un pezzo dell'industri motociclistica italiana.
Indipendentemente dalla mia posizione personale, spero che oggi qualche imprenditore serio si faccia avanti, in caso contrario riprenderemo a negoziare l'acquisto dell'azienda, magari su basi più ragionevoli.
Sono a sua disposizione per raccontarle del mio progetto e la ringrazio per aver dato spazio a queste righe nella sua rubrica. Cordiali saluti
Giovanni Bassi”.

Ovviamente ringraziamo molto il dottor Bassi per la sua gentile disponibilità a raccontarci come stanno le cose, specificando nel contempo che la rinuncia all’acquisizione di Morini non è definitiva, visto che ha sottolineato la cosa con quell’ “almeno in prima battuta” che in effetti lascia spazio a ulteriori possibilità di trattativa, come del resto era logico immaginarsi. Il piano industriale proposto dalla cordata imprenditoriale costituita da Bassi, infatti, ci sembra molto interessante (così è stato giudicato anche a livello sindacale), visto anche che, secondo quanto dichiarato, l’operazione prevedrebbe la riassunzione di tutto il personale nell’arco di un anno.
Ed è questa, se permettete, la cosa più importante.

fonte moto.it
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Re: Le sorti della Moto Morini. Il giorno dell’asta

Messaggio » 15/06/2011, 22:14

Moto Morini. Nuova asta a metà luglio
Gli organi della procedura fallimentare Moto Morini hanno fissato la seconda asta per il 19 luglio prossimo. Le precedenti basi d’asta, chiaramente, sono state ridimensionate


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Lo studio bolognese Aicardi, che segue la procedura fallimentare della Moto Morini, comunica che il 19 luglio prossimo, alle 10,15, presso la sala delle udienze del Tribunale di Bologna, si terrà la seconda convocazione d’asta, che tutti ovviamente ci auspichiamo non vada deserta come la precedente. I nuovi termini dell’asta contemplano anche questa volta due opzioni di vendita. Si tratta quindi dell’intero complesso aziendale, immobile compreso, ad una base d’asta di 4.650.000 euro (contro i precedenti 5,5 milioni), oppure del solo complesso aziendale - mobiliare, escluso quindi l’immobile – a 1.950.000 euro (anziché 2,6). La seconda ipotesi prevede, compreso nel prezzo, la disponibilità dell’immobile in comodato per due anni.

Le offerte per il solo complesso aziendale mobiliare verranno ovviamente prese in considerazione solo in mancanza di offerte valide per il “pacchetto” completo.
Il suddetto complesso aziendale comprende i marchi “MotoMorini” e “Morini Franco Motori”, i disegni, i progetti, lo “know how”, la clientela, l’avviamento e altri beni immateriali in generale. Ma anche gli impianti, le attrezzature, i macchinari, i mobili e le macchine d’ufficio, le autovetture, gli automezzi e i cespiti in genere. E poi le scorte di magazzino, comprendenti componenti, motori, ricambi, accessori, abbigliamento, imballi e componentistica in genere che saranno ancora in fabbrica alla data della vendita. Ovviamente non ci saranno più le moto, già tutte vendute da tempo, per la gioia degli appassionati che se le sono aggiudicate a prezzi appetibilissimi.

Il Curatore – come del resto tutti noi, immaginiamo - si augura che questa nuova asta possa finalmente andare a buon fine: nonostante il periodo non facile per l’industria in generale, e per quella motociclistica in particolare, i soggetti interessati alla Moto Morini in effetti nel corso degli ultimi mesi sono stati numerosi. E tra questi citiamo anche lo stesso Giacomo Agostini, che proprio con una Moto Morini Settebello 175 iniziò a vincere nelle gare in salita, per poi diventare nel 1963 pilota ufficiale in sella alla prodigiosa 250 bialbero da Gran Premio: ovvero la monocilindrica più veloce del mondo a quei tempi.
E svariati imprenditori che hanno già visitato lo stabilimento stanno lavorando sul dossier fornito loro dalla curatela, nella speranza che il salvataggio del Marchio bolognese possa realizzarsi quanto prima.

Maggiori dettagli sulle modalità di partecipazione all’asta si troveranno sul sito www.astebologna.it


Una nuova speranza?
A corollario di questo articolo, pubblichiamo quanto ci aveva scritto giorni fa il Dottor Giovanni Bassi - il manager milanese specializzato in operazioni finanziarie di questo tipo, che avevamo citato in un nostro precedente articolo riguardante il fallimento della Moto Morini - il quale ulteriormente motivato dal fatto di essere lui stesso un appassionato motociclista, si sta dando parecchio da fare per far si che la Moto Morini riprenda l’attività.
Ecco quanto ci ha raccontato il Dottor Bassi:


“...intanto mi sono dato da fare su altri fronti e sto tentando di coalizzare diversi soggetti investitori, mantenendo intatta l'ipotesi di progetto, costruita intorno ad un accordo produttivo/commerciale con Hyosung. So che la prossima asta sarà intorno alla metà di luglio, e spero per quella data di aver combinato qualcosa; mi creda è veramente difficile perché gli incoraggiamenti sono tanti, ma nessuno vuole rischiare soldi in progetti industriali, al dunque diventano improvvisamente diffidenti e prudenti.
È un vero peccato, perché la fabbrica è tuttora intatta e tenuta in ordine perfetto, l'ho visitata recentemente con un altro potenziale investitore ed appare come chiusa per la pausa del week end, è tutto pulito ed in ordine, pronto a rianimarsi con naturalezza, in un possibile ed auspicabile Lunedì, come se nulla fosse accaduto. Fa veramente piacere visitarla e, al tempo stesso, fa stringere il cuore il pensarla smantellata.
Sarebbe interessante per voi visitarla e farci un articolo, c'è molto da dire, perché è una storia di moto e di uomini emblematica, specchio della crisi che attanaglia L'Emilia dei motori e forse è, nel suo piccolo, un simbolo delle difficoltà che attanagliano il nostro Paese.
È una storia di uomini, perché ci sono ancora tante persone appartenenti alla vecchia gestione, tecnici ed operai, che ad un segnale tornerebbero a lavorarci, mettendo ingegno e cuore; alcuni li ho conosciuti, e sono sicuro che tornerebbero anche rischiando del proprio, è anche per questo che sto insistendo nel tentativo”.

Chi ha orecchie per intendere...


fonte moto.it
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Re: Le sorti della Moto Morini. Il giorno dell’asta

Messaggio » 19/07/2011, 19:30

Comprata all'asta la Moto Morini
La Casa motociclistica è stata battuta ad un prezzo di 1.960.000 euro. Il nuovo gruppo ha acquistato l'azienda ma non lo stabile che avrà comunque in comodato per due anni


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Per un milione e 960 mila euro se la sono aggiudicata due imprenditori milanesi, Sandro Capotosti, ex presidente di Banca Profilo, e Ruggeromassimo Jannuzzelli, ex vicepresidente e ad del gruppo Camuzzi. I due sono a capo della newco 'Eagle Bike', creata per l'occasione.


L'unica offerta arrivata ha permesso agli imprenditori di acquisire il complesso aziendale-mobiliare, escluso l'immobile, un capannone industriale in via Porrettana. Questa era la seconda ipotesi prevista, per la quale era fissata una base d'asta di 1.950.000 euro (ridotta rispetto ai 2,6 milioni dell'asta precedente) con, compresa nel prezzo, la disponibilità dell'immobile in comodato per due anni. Ed è stata presa in considerazione in quanto nessuna offerta era arrivata per il pacchetto completò,azienda e immobile, per il quale era fissato un prezzo di 4.650.000 euro.

Il notaio Marco Orlandoni ha dato così lettura dell'offerta, nell'udienza al tribunale fallimentare. Presenti, oltre ai compratori, il curatore fallimentare Piero Aicardi, la rappresentante della Fiom-Cgil Cristina Pattarozzi e un gruppetto di lavoratori della Morini. Al momento sono una trentina quelli che non hanno trovato una nuova occupazione, in mobilità, e che sono disponibili a ripartire.

"Dopo un intenso lavoro durato tre mesi siamo contenti - ha detto al termine dell'udienza Capotosti - di aver concluso l'operazione. Un'operazione di questo tipo, in questo momento economico, deve essere fatta con il cuore. Io da ragazzo ho avuto prima il Corsarino, poi lo Scrambler. E ancora me li ricordo. Credo tutti gli italiani sopra i 50 anni abbiano avuto una Morini".


fonte moto.it

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Re: Le sorti della Moto Morini. Il giorno dell’asta

Messaggio » 19/07/2011, 19:51

"Dopo un intenso lavoro durato tre mesi siamo contenti - ha detto al termine dell'udienza Capotosti - di aver concluso l'operazione. Un'operazione di questo tipo, in questo momento economico, deve essere fatta con il cuore. Io da ragazzo ho avuto prima il Corsarino, poi lo Scrambler. E ancora me li ricordo. Credo tutti gli italiani sopra i 50 anni abbiano avuto una Morini".


Anche quelli sotto i 50... Morini KJ125 Kangurino la mia Infaticabile con cui ho fatto veramente di tutto, pure un'escursione su un campetto da motocross :wink:
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Re: Le sorti della Moto Morini. Il giorno dell’asta

Messaggio » 20/07/2011, 19:02

Forse (anzi, sicuramente) era meglio la Josung, al di là di qualunque discorso nazionalista. Questi due sono di quei tipi che badano solo a far girare soldi, con lo scopo di farne rimanere una parte nelle proprie tasche. :roll:

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