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m3xican
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ti stimo fratello!

Messaggio » 04/11/2010, 13:05

L'idea di un 28enne italiano, partito l'8 maggio da New York con la sua "Corazzata", una 150 SV degli anni '70. Centomila chilometri attraverso le Americhe. Ora è nel Guatemala. "Perché questo è il vero viaggiare"

Le stime iniziali erano di 70 mila chilometri, ma già ora Ilario si sta allargando e va per cifre tonde: 100 mila. Centomila chilometri da percorrere con lei, la sua Vespa, compagna di una vita. Modello Sprint Veloce (si fa per dire, ovvio) del 1970, un Vespone verde con tocchi di bianco e di rosso, tanto per non passare inosservati. La povera Corazzata (alias Amerigo Vespuccia) è carica come un mulo - tra zaino, kit da campeggio e qualche strumento essenziale per provvedere a se stessa - ma finora sta facendo più che bene il suo lavoro, malgrado qualcuno l'additi come "that thing", "quel coso".

Il progetto di Ilario Lavarra, globetrotter ventottenne, è il giro in sella delle tre Americhe: da New York all'Alaska, passando per il Canada, poi giù lungo la costa ovest degli Stati Uniti fino alla frontiera con il Messico. Da qui Panama, El Salvador, Nicaragua. E ancora Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Cile, Capo Horn e risalire lungo Argentina, Uruguay, Paraguay, Brasile, Guyana francese e Venezuela. Ripartenza da New York, così da chiudere il cerchio. Per ora Ilario, che è partito l'8 maggio, è ancora a meno di metà percorso: girati gli USA, attraversato il Canada e raggiunta l'Alaska, si trova in Centro America, dove sta puntando la sua Corazzata verso il profondo Sud. "Il mio non è un sogno impossibile", racconta a Repubblica.it da un caffè di Antigua Guatemala. Ecco come lo sta realizzando e qualche chicca dal viaggio: invidiosi, non leggete oltre.

"Ho capito che dovevo farlo durante un viaggio in Turchia", ricorda Ilario. "Ero arrivato in Cappadocia, sempre con Corazzata e sempre in solitaria. Ho provato delle emozioni molto profonde e mi sono reso conto che era arrivato il momento di darmi da fare per avverare ciò che sognavo ormai da anni: girarmi le Americhe". Detto fatto: dopo la laurea in Economia, Ilario ha passato i successivi quattro anni a lavorare e risparmiare il più possibile. "Ho lavorato per quattro anni nell'ufficio vendite di una fonderia di Modena. Ho ridotto al minimo le spese, eliminando tutto ciò che mi sembrava superfluo. In questo modo sono riuscito a mettere da parte più di 30 mila euro: il budget che avevo fissato per la partenza".

Trentamila euro su un viaggio di un anno e mezzo/due significa una spesa quotidiana di 40/50 euro massimo. "Un'impresa quasi impossibile in un paese come gli Stati Uniti", confessa Ilario. "Tra benzina, cibo, pernottamenti e spese per visite a parchi e musei, mi sono accorto che stavo uscendo dal budget. Anche dormire in un ostello o in un campeggio privato voleva dire spendere sui 30 dollari a notte. Così ben presto ho iniziato a dormire dove capitava: buttavo la tenda nei boschi, nei parchi, nei giardini delle scuole". Ora che ha raggiunto il Centro America, però, è tutta un'altra storia: "La benzina costa meno e per pranzare e cenare riesco a stare sotto i dieci euro al giorno. Stessa cosa vale per ostelli e alberghetti: va detto che non sono un tipo dalle grandi pretese!". D'altronde, l'opzione di partire con più "sicurezze" Ilario l'ha avuta, ma ha deciso di rifiutarla. "Giuro che non ho nessuno sponsor", tiene a precisare. "Ho preferito non avere costrizioni mentali di nessun genere. Volevo che questo viaggio fosse solo mio, un'avventura dettata dalla passione e dalla necessità di scoprire, stupirmi, imparare". Per questo nel suo blog, Vespanda.com, il diario da cui racconta passo passo i suoi spostamenti, alla voce "sponsor" c'è solo una scritta, sprezzante e provocatoria: "Libero da tutto. Free of all".
Tra i posti che, finora, lo hanno ispirato di più c'è senz'altro l'Alaska. Anche perché qui ha assistito all'avventura più importante: quella di un uomo contro la morte. "E' stato il momento più intenso del mio viaggio", ricorda Ilario. "Dovevo incontrare Italo Barazzuti, famoso globetrotter italiano che con la sua moto ha girato mezzo mondo. Il caso ha voluto che lo conoscessi ad Anchorage, in una stanza d'ospedale". Era 10 giugno, infatti, quando il "navigatore di Terra" (come lo chiamano fan e amici) è stato trovato in fin di vita sul ciglio della Highway 2, in direzione Fairbanks. Aveva raggiunto la sua meta - Prudhoe Bay e Dead Horse, il punto più a nord del continente americano - quando ha avuto l'incidente. "E' stato in coma farmacologico per dieci giorni", racconta Ilario. "Si è svegliato quando ero lì, abbiamo rivisto la luce insieme. Ho fatto da tramite tra lui e la sua famiglia in Italia: emozione allo stato puro".

Anche per Ilario e la sua Vespa l'Alaska è stata estrema. "Già prima di partire mi ero messo in testa che dovevo arrivare fin lì, a Dead Horse. Corazzata doveva essere la prima Vespa (forse il primo scooter) a toccare la punta degli USA. E' stata un'esperienza incredibile, fuori dal mondo, difficile e unica... Ho raggiunto il Mar Artico dopo oltre 600 chilometri di duro sterrato, in mezzo alla tundra e ai karibou, con attorno nient'altro". Corazzata - lo ammette - ha subito qualche colpo, ma con un po' di lavoro è tornata come nuova (quarant'anni a parte, ovvio). Fatto sta che i due hanno proseguito la discesa lungo la Best Coast, con deviazioni in Utah, Arizona e Nevada per ammirare la zona dei canyon.

Le disavventure, ovviamente, non sono mancate, come quando si è rotto un ammortizzatore vicino al Grand Canyon. Ma suoi vantaggi di viaggiare in Vespa Ilario non ha dubbi. "Mi definisco viaggiatore e vespista: per me le due cose vanno di pari passo, non posso fare l'una senza l'altra. Se vogliamo, viaggiare su una Vespa ha qualcosa di filosofico: la sua non-velocità ti permette di guardarti intorno, di intrufolare lo sguardo in spezzoni di vita altrui, di annusare gli odori, i profumi... Ti bagni con la pioggia e ti sciogli sotto il sole: a 70 chilometri orari non puoi scappare da nessuna intemperia. E pensi, pensi, hai tanto tempo per pensare".

Progetti per il futuro? Per ora Ilario non ne ha idea. Anzi, ci scherza su. "Ho ancora tutto il Sudamerica da girare, non mi sembra poco! Non è da me fare progetti sulla lunga distanza. La vita è così bella e piena di cose inaspettate: che senso avrebbe rovinarmi la sorpresa?". Poi, però, non resiste e la butta lì: "Qui lo dico e qui lo nego: mi piacerebbe un giorno visitare l'Asia. Certo che con Corazzata. Con chi sennò?".


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Re: ti stimo fratello!

Messaggio » 04/11/2010, 18:17

:giorno: :giorno: :giorno: :giorno: :giorno: :giorno: :giorno: :giorno: :giorno: :giorno: :giorno: :giorno: :giorno: :giorno:
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Re: ti stimo fratello!

Messaggio » 04/11/2010, 18:29

:up: :up: :up:


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