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Dal Rallye des Pharaones

Commenti e curiosità dalle competizioni.

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Dal Rallye des Pharaones

Messaggioda thecapitan » 5 ott 2009, 21:32

Gli amici di Desertwins [http://www.desertwins.it/] pubblicano quotidianamente un feedback relativo alle performace dei nostri prodi, ovvero Furio Modena & Stefano Turchi o se preferite Stefano Turchi & Furio Modena.
Ecco una breve intervista di oggi rilasciata da Furio.

5 Ottobre – Intervista a Furio Modena

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Come è andata oggi?
Furio: oggi abbiamo dato tanto gas!

Raccontami qualcosa di più! Parliamo di emozioni:

Furio: c’è un’emozione diversa passaggio, dalla distesa di sabbia che mi porta ad aprire tutto il gas ai passaggi tecnici come le mulattiere.

Cosa pensi quando corri?

Furio: nonostante l’impegno che mi chiede la performance, penso di dare il massimo, con la consapevolezza che non posso rovinare il sogno di quelli che nel beneo nel male stanno credendo in me.

Ti capita di pensare anche a qualcosa di lontano dalla gara?

Furio: nei tratti tranquilli mi capita di pensare a tutti gli sforzi fatti per arrivare fin qui.

Sono solo pensieri, non c’è tempo per altro, perché davanti c’è la strumentazione ed il deserto.

A volte capita di avere un po’ più di tempo e allora pensi anche ad altro.

Che suoni si sentono?

Furio: il solo rumore è quello della moto.

Cosa ti arriva in viso

Furio: Arriva il mondo, concretamente sabbia e vento.

Che cosa ti ha spinto a correre nel deserto e non in pista?

Furio: il deserto non è mai monotono come può esserlo una pista o un campo da cross. È ogni volta diverso. Colori, profumi, velocità. Tutto.

Torniamo alla gara. Ieri sei caduto ed eri in settima posizione. Cosa è successo?

Furio: la caduta è stata una sottovalutazione di quello che stavo facendo. Ciò che è fondamentale è il deserto. Quando pensi che sia una parte conosciuta. Ti castiga e ti castiga bene.

Oggi invece?

Furio: oggi uno spettacolo. VERO!

Domani stiamo a vedere, ma me la gioco tutta.

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Notare il casco brandizzato myKtm :wink:
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Re: Dal Rallye des Pharaones

Messaggioda thecapitan » 5 ott 2009, 21:39

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Il grande Guido, meccanico del team 8)

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Come potrete osservare il prode Furio corre con moto e casco su cui campeggia il logo myKtm :clap: :up:

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Re: Dal Rallye des Pharaones

Messaggioda alp650 » 6 ott 2009, 6:19

bella la foto di guido :D :) ,dai furio in bocca al lupo.......
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Re: Dal Rallye des Pharaones

Messaggioda thecapitan » 6 ott 2009, 19:50

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6 Ottobre – Dakhla-Abu Mingar – Km 539
6 ottobre 2009 Dopo un risveglio sulle dune con un’alba cristallina, inizia la giornata.
Alle cinque al bivacco del Pharaons sembra di essere nel negozio di un orologiaio.
Mille sveglie ognuna con un suono diverso ricordano a tutti che bisogna prepararsi per una nuova sfida.
Gran fermento. Tutti si preparano alla terza giornata di gara.

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Dopo soli tre kilometri dalla partenza eccole prime cadute.
Nonostante le precisissime segnalazioni del roadbook un pilota prende sottogamba i suggerimenti e cade rovinosamente procurandosi fratture multiple, esposta avambraccio sinistro, omero destro etc.. . Furio Modena è il primo a fermarsi per soccorrerlo, attiva i suoi sistemi di segnalazione e prontamente arriva l’elisoccorso che scarica i medici.
Furio non se la sente di lasciare solo Massimo, Il tempo passa e ormai sono raggiunti anche dai camion.
Non c’è più storia! Non è possibile continuare la gara in questo modo. Furio si ferma e rientra al campo.
E’ sotto la tenda che lo vediamo arrivare, casco in mano e passo deciso. Ci racconta tutto, ancor fortemente colpito. Ci parla anche di un pilota giapponese che non ha voluto dargli ascolto e ha deciso di proseguire lo stesso.
Ma non fa in tempo a raccontarci l’accaduto che ecco entrare in tenda il giapo.
A questo punto un sorriso illumina il viso di Furio. Si può leggere benissimo il suo pensiero: “ te l’avevo detto brutta testa di m…nchia ovale che non puoi correre dietro ai camion”.!
Oggi la giornata è iniziata così.

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Sono le nove ed al sole si potrebbero già friggere le uova. IL caldo oggi sarà insopportabile.
Il deserto non perdona.
Questo Faraoni comincia a mietere le sue vittime.
La nostra squadra vive di un affiatamento indescrivibile. Tutti hanno un ruolo ben preciso, i piloti sono coccolati e questo li carica di un’energia speciale.
Il nostro Frederic Su Africa Twin 750 RD07 è già pronto alle sfide di oggi.
Guido Guerrini, instancabile meccanico, riesce a sistemargli la moto, soprattutto grazie alla sua forte esperienza ( ha con se i ricambi che Frederic ha lasciato a casa ).
Attendiamo con ansia la fine della giornata. Chi non lo ha provato non può neanche immaginarlo.
Si attende impazienti i propri piloti come un padre ed una madre aspettano il proprio figlio alla finestra, attendendo il rientro.

Ore 15.30 ABU MINGAR

Siamo a campo. Montiamo le tende sotto un sole arrabbiato che confonde e brucia i colori.

45 gradi!

Si fanno le interviste, si scrivono articoli e si inviano foto.

I piloti sono quasi tutti rientrati. Frederic è molto soddisfatto della prova di oggi ed anche Danilo. Furio si prepara per domani.

Fino al tramonto poco si potrà fare. Poi l’attenzione sarà tutta sulle moto.

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Fonte http://www.desertwins.it/

Grandissimo Furio ... in tutti i sensi !!!!
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Re: Dal Rallye des Pharaones

Messaggioda thecapitan » 7 ott 2009, 16:33

7 Ottobre – Abu Mingar – Baharija – 435 km
7 ottobre 2009 ABU MINGAR ore 4.30 7 ottobre.
Suona la sveglia, fuori è ancor buio e la luna alta nel cielo. Oggi è una giornata particolare: il Gran Premio Egiziano e due speciali, ci attendono e tutto in una tappa sola! Davanti al bivacco ci sarà la partenza di un vero GP, prima di moto e quad, poi di auto e camion, con uno start in linea per due giri di 32 km ciascuno.
Neanche a questa ora proibitiva ci si muove a rilento, l’adrenalina è già nel sangue. Furio Modena è la maschera della concentrazione.
Si impacchetta tutto e via a far colazione. Intanto il sole si affaccia all’orizzonte e la pianura rinprende l’aspetto marziano.
Oggi l’arrivo è a Baharya. Sabina viaggia sulla jeep, incrociando in più punti la gara ed esplorando il territorio, Imerio va sul camion scopa e lo rivedremo a notte fonda.
Mancano pochi minuti alla partenza e tutti i piloti portano le loro moto su una sola linea, rivolte verso il deserto. La tensione è altissima. Si alza il cartello dei 4 minuti, poi 2 ed ecco il via! Sembra la cavalcata delle Valchirie, o un esercito lanciato all’attacco. Che spettacolo da pelle d’oca. La sabbia si alza, i motori rombano…è tutto un attimo…non fai in tempo a realizzarlo che sono già passati oltre. Emozionante!
Ed ora le altre partenze, la nostra jeep ed il camion scopa.
Sabina va verso l’oasi di Farafra. È la più piccola delle oasi del Deserto Occidentale, il cui nome deriva dal forte della cittadina. Oggi poco rimane. La cittadina è piccola e semplice, regna una calma irreale. Tappa al Museo di Badr, dove sono esposte le opere di un artista molto espressivo, ma poco originale. Poi si va a vedere due delle 100 sorgenti di questa oasi. Bir Sitta: sorgente termale calda solforosa e Ain (che in arabo vuol dire sorgente) Bishay: fonte romana in mezzo ad un lussureggiante palmeto. E una passeggiata tra le vie diafane del villaggio e nelle rovine del Qasr (il forte).
Si riparte verso Baharya e si attraversa il Deserto Bianco, in arabo Sahra al-Beida. Sembra di stare in un altro mondo: formazioni di roccia dal bianco abbagliante costellano il deserto, modellate dal tempo e dal vento. Le forme sono reali e surreali: funghi, gabbiani, struzzi…una sorta di Grand Canyon egiziano. Poi il paesaggio cambia e per 50 km si attraversa il Deserto Nero. Qui i colori del deserto vanno dal beige al nero. Sembra di essere fuori dal mondo. Siamo fuori dal Mondo.
Il silenzio è rotto dal rumore dell’elicottero…qualcuno si è fatto male, ma difficile dire4 chi, lo si saprà stasera.
Ecco che si raggiunge un CP: sotto il sole già bruciante delle 11 alcuni piloti sono in arrivo, altri si riposano, sdraiati all’ombra della moto, altri ripartono.
Ecco Furio Modena! Scende dalla moto e si sfila il casco. È di poche parole: la concentrazione è alta. È abbastanza soddisfatto, ma lamenta qualche cigolio alla moto che Guido staserà dovrà sistemare. Due chiacchere con Boano: una vera leggenda!
Ancora una quarantina di minuti di viaggio ed il bivacco all’oasi di Baharija che attende l’arrivo della gara.

Oggi è stata una brutta giornata per il nostro Frederic Michot, che corre su Africatwins nel team di Furio Modena. Problemi, non ancora chiari legati alla moto, lo hanno costretto a terminare la tappa di oggi in tarda mattinata. E così è stato caricato dal nostro Imerio sul balai. Si farà un bel viaggetto sotto il sole cocente!

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fonte: http://www.desertwins.it
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Re: Dal Rallye des Pharaones

Messaggioda thecapitan » 8 ott 2009, 21:17

8 Ottobre – Baharija-Sitra – Km 387
8 ottobre 2009 In viaggio da Baharya a Sitra.

Si parte alla volta del deserto, dopo una sveglia decisamente più morbida: le cinque.

Ci aspettano qualche centinaia di km nel nulla. Deserto e solo deserto, prima di arrivare a Sitra.

Partiti da poco, lasciati alle spalle i palmeti di Baharya, raggiungiamo il primo CP.

Si sente prima il rumore, come se la moto fosse già a pochi metri, poi si intravede un punto scuro con una grande nuvola di sabbia alle spalle e dopo pochi attimi il pilota passa davanti a noi. Sembrano marziani in questo mondo irreale!

Ripartiamo. Makhmud è costretto più volte a fermarsi, affinché si possa fare le foto.

Lo sguardo si perde all’orizzonte: infinite distese di sabbia dalle sfumature del beige dorato al bianco. Se si dovesse dare una forma al nulla…sarebbe questa. Il cielo sfuma nel beige all’orizzonte e tutto sembra senza limiti. Siamo nel Sahara!

Arriviamo ad un CP e ci fermiamo ad incitare i rallisti. Si riprende.

Stiamo viaggiando in mezzo al nulla, ci sono solo le tracce di chi è passato prima di noi. Niente strada!

La storia dell’uomo qui comincia nel Pleistocene, quando tribù nomadi si stabiliscono qui. Il clima era umido, vi erano laghi e paludi. Sembra impossibile vedendo le aride distese di oggi!. E prima ancora, in un tempo in cui l’uomo non esisteva, vi era il mare.

Quando Sabina la racconta alla giornalista americana, Katreen, ed a Sandro di Sky2, sport che viaggiano con noi…strabuzzano gli occhi. E allora caccia un urlo “ARAG”, che in arabo vuol dire fermati! Il paziente Makhmud si ferma, così che tutti possano scendere. La superficie è coperta di conchiglie!

Che scossoni! Ogni tanto sembra di saltare fuori dalla jeep o per lo meno di uscirne fuori con la testa.

Si vede proprio che siamo in una depressione, che è quella in cui si trova anche la famosa oasi di Siwa. 60 metri sotto il livello del mare.

Ecco che cominciamo a vedere qua e là in pieno deserto degli arbusti: come faranno a sopravvive viene da chiedersi. L’acqua c’è ma non si vede, corre sotto! È anche segno che ci stiamo avvicinando. Ecco Sitra con il suo lago salato! D’estate si prosciuga, lasciando affiorare il fondo rosso scuro e le marcite di sale.

La visione della grande tenda del bivacco è rassicurante. Ora non resta che attendere i nostri eroi.

Ecco che cominciano ad arrivare i primi e raccontano l’apocalisse! Dune alte, altissime, con sabbia molle. “Un percorso difficilissimo, il più difficile fino ad oggi – aggiunge Danilo Cucito, che corre nel team di Furio Modena – una prova veramente da uomini duri”.

Certamente i nostri lo sono! Arriva anche Frederic. Furio ha il ginocchio dolorante, gonfio e molto viola, ma tiene duro.

Fuori dal tendone ci saranno sicuramente più di 40 gradi e trovandoci accanto ad un lago c’è anche tanta umidità. Queste temperature non agevolano la preparazione della nostra zona campo.

Scarichiamo le casse dal camion e prepariamo la zona officina. Anche se i nostri piloti sono rientrati tutti a casa c’è ancora molto da fare. Le moto vanno sistemate anche se sembrano in ordine.

Stasera ospite d’onore della nostra officina è Roberto Boano che viene a sistemare il serbatoio di Frederic che è stato spaccato sul camion scopa.

Inutile confermare la bravura di Roberto

Anche la prova di oggi è passata, i nostri ragazzi, come tanti altri, cominciano a sentire la stanchezza. Non possiamo fare altro che ricordargli tutti i giorni che in loro risiedono i nostri sogni.


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Re: Dal Rallye des Pharaones

Messaggioda thecapitan » 12 ott 2009, 20:41

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10 Ottobre – Il Cairo
10 ottobre 2009 Sembra impossibile ma è arrivato l’ultimo giorno di gara. Ci svegliamo prima del sorgere del sole, con le chiacchere, gli scherzi e le battute che fanno ormai parte della routine mattutina. Siamo ormai un gruppo molto unito, una sorta di strana famiglia.

Da Baharya al Cairo sarà un viaggio carico di emozione e trepidazione.

Raggiungiamo i nostri piloti alla partenza. Furio, Frederic e Danilo concentrati attendono il loro turno. Noi con loro. Partiti! Ora c’è solo il silenzio del deserto e la luce radente del sole.

Anche noi partiamo alla volta del Cairo. I paesaggi lentamente cambiano, fino all’apparire della periferia del Cairo e poi alle cuspidi delle piramidi. Segno tangibile che siamo all’arrivo.

Noi siamo tra i primi con i giornalisti e le tv. Sappiamo di dover attendere e sappiamo che sarà un’attesa trepidante.

Là dove c’era la partenza solo una settimana fa, ora c’è l’arrivo. Siamo emozionati. In questo luogo carico di storia, aggiungiamo anche la nostra, quella di una settimana unica, vissuta in simbiosi. È stato diviso tutto e per questo è solo nostro: di Furio, Frederic, Danilo, Guido, Imerio e Sabina.

Ecco che arrivano i primi:……………………………………. Strette di mano e champagne a pioggia! Sono i vincitori dell’edizione 2009.

La nostra trepidazione cresce, non vediamo l’ora di vedere i nostri lassù sul podio.

Il tempo sembra non passare più! Intanto il sole è alto e fa caldo. Soffia un vento leggero che rende il caldo più sopportabile…ma forse è solo l’agitazione.

All’unisono urliamo: eccolo! Furio in arrivo. Sale sul podio a raccogliere gli applausi e noi facciamo un tifo da stadio. Stefano Turchi gli corre incontro e si abbracciano forte. Due grandi amici, due grandi motociclisti, una bella dimostrazione di rispettosa competizione, stima e grande affetto. Siamo tutti commossi, loro per primi.

Poco dopo arriva Frederic! Non fa in tempo a togliere il casco che sua moglie gli corre incontro e si abbracciano sul podio. Una scena da film!

E poi è la volta di Danilo! Sorridente stringe la mano ai presidenti e raccoglie gli applausi. Noi si stiamo “sgolando”.

Baci, pacche sulla spalle, grandi abbracci non si risparmiano per i nostri eroi. Poi è la volta delle foto di rito.

È davvero finita la grande avventura nel deserto occidentale. Anubi è stato con noi, riportandoci all’ombra delle piramidi.

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