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Dakar 2013

Commenti e curiosità dalle competizioni.

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Bu-BU EL Franz
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Dakar 2013

Messaggio » 05/01/2013, 22:03

Possibile che sportitalia non abbia in palinsesto la dakar?????



Brutti, sporchi e AFFAMATI!
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 05/01/2013, 23:52

Ma e' roba da pazzi!!
In Sudamerica c'e' un interesse da paura, milgliaia e migliaia di persone che seguono costantemente la gara.
L'organizzazione che deve respingere parecchie richieste di partecipazione per over booking-
Piloti, case, sponsor italiani e qui bisogna fare i salti mortali per vedere qualche stralcio su Eurosport :roll:
Non ho parole!
"L'unico limite a quanto in alto possiamo andare e' quanto crediamo di poter salire."
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Bu-BU EL Franz
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 06/01/2013, 0:19

Facciamo ridere come al solito.....
Comunque, da automoto.it


Dakar 2013: diamo i numeri!
È solo un prologo, al termine del trasferimento tra Lima e Pisco di 250 km. 13 chilometri soltanto, che lasciano lontana la Capitale che ha ospitato la carovana e inaugurano la 34ma edizione della Dakar, ma è una prova che ha l’effetto di un detonatore, perché finalmente sprigiona e diluisce tutta la carica accumulata in un anno di attesa, e negli ultimi giorni di Lima, al villaggio Dakar di Magdalena, spiaggia a Nord della Capitale, appositamente allestito con un il lavoro per tre mesi di 1.500 uomini. Sono stati tre giorni di verifiche finali, di protocolli da rispettare, di ultimi e ultimissimi preparativi, di iniezioni di adrenalina che si accumulano e che i Piloti non vedevano l’ora di scaricare sulla pista.
L'emozione del podio di partenza
Alle 20:00 del 4 gennaio il primo briefing ufficiale, ultimo appuntamento protocollare e burocratico. Le ultime regole e raccomandazioni, poi a letto presto per un sonno breve e certamente agitato, prima dell’alba del 5. Dopo il sempre emozionante podio di partenza di Agua Dulce a Lima, tanta gente, le massime autorità del Paese e di ASO, danzatori sul podio, il festival degli acrobati dell’aria e l’acrobazia di Robby Gordon che inizia con un volo oltre il palco, si comincia blandamente, con un lungo trasferimento alla volta di Pisco ed una prova che è soltanto un prologo.

Qualche momento di panico, una moto che non parte, il Quad dell’argentino Tom Maffei, uno dei favoriti della categoria, che sembra avere un problema più serio, ma la carovana è lanciata sulla fenomenale parabola di quattordici giorni di gara e di avventura che l’aspetta. L’inizio è una lunga cavalcata lungo le rive del Pacifico, maestosa, affascinante e… intelligente mossa d’avvio, senza rischi e senza colpi di scena.

La partenza della Dakar è sempre una grande emozioni sia per i piloti che per il pubblico
I big si accontentano di posizioni di arrivo secondarie
Normalmente il prologo è destinato allo spettacolo, e la località prescelta è una valle sabbiosa che gli spettatori, una marea, hanno invaso allegramente, ma anche ordinatamente. Lo spettacolo rituale serve anche per stabilire l’ordine di partenza della tappa successiva, e per questo normalmente i piloti, soprattutto i big, non forzano e cercano una posizione di arrivo secondaria, che li favorisca con una partenza arretrata il giorno successivo. Partendo indietro, i piloti possono sfruttare gli apripista, recuperare sui battistrada della prima tappa “vera”, e dare la miglior forma iniziale possibile alla loro Dakar.

Negli anni sono stati inventati vari tipi di accorgimenti per evitare il “danno” d’immagine, con formule complicate (come il diritto di scelta della posizione di partenza) o inefficaci come l’ordine inverso alla classifica del prologo. Finalmente, quest’anno, sorpresa. L’idea l’hanno avuta gli organizzatori ed è semplice e geniale. Il tempo del prologo è moltiplicato per cinque, così dieci minuti diventano 50, ma anche i distacchi si dilatano di conseguenza, diventando eventualmente importanti anche su una base chilometrica così breve. E lo spettacolo è assicurato, perché tutti ce l’hanno messa tutta, ripristinando gli obiettivi istintivi.
“I piloti, soprattutto i big, non forzano e cercano una posizione di arrivo secondaria, che li favorisca con una partenza arretrata il giorno successivo”
Nelle moto vince l'idolo sudamericano Francisco Lopez
Non a caso la prima speciale è vinta dall’idolo sudamericano, Francisco Lopez, che batte sul traguardo di Pisco l’olandese Hans Verhoeven ed il cileno Pablo Quintanilla. Per “Chaleco” è una importante iniezione di fiducia. I distacchi sono irrisori, anche moltiplicati per cinque, ed il prologo ha sortito in pieno l’effetto desiderato. Il Campione in carica, Cyril Despres, è quinto davanti a David Casteu, Alessandro Botturi undicesimo rallentato da una piccola caduta. Non forzano i Piloti Honda del Team HRC, Pizzolito è ottavo e Rodrigues diciassettesimo, e neanche Joan Barreda, decimo e che “anticamente” avrebbe fatto carte false per aggiudicarsi il piccolo motocross del deserto di apertura. Ignacio Flores è il primo nome nella prima classifica della Dakar dei Quad.

La prima tappa può essere considerata come un prologo. La gara vera e propria inizia domani
Sainz domina da subito con il suo Buggy
Tra le auto, la prima nota che vorremmo considerare sensazionale è la partenza bruciante degli inediti Buggy di Carlos Sainz e di Nasser Al-Attiyah, giunti nell’ordine sul traguardo di Pisco con l’interposizione dell’argentino Alvarez e del francese Chicherit. Per il Pilota del Qatar è anche il lasciapassare per una Dakar che si annuncia interessante e all’altezza di un vincitore sostenuto dal proprio Paese. La macchina, che non ha mai corso prima, arriva e vince. Non vuol dire che la strada, anzi il deserto, sia ora una passeggiata, certo, ma è pur sempre il migliore, e beneaugurale, degli inizi.

Anche Stephane Peterhansel, come Despres, ha optato per un avvio “sobrio” ed il vincitore dell’edizione scorsa è ottavo, in formazione compatta con gli altri Piloti Mini All4 Racing. Il piccolo colpo di scena viene dall’americano Robby Gordon che, dopo il salto tradizionale dal palco, è rimasto fermo per otto minuti dopo cinque chilometri soltanto dalla partenza di Lima, ed ha ottenuto un tempo altissimo anche a Pisco, oltre il 90° posto con un tempo di quasi tre minuti (dopo la conversione del x5) superiore a quello del primo leader della Dakar 2013.
Da domani si fa sul serio
Per oggi non c’era da aspettarsi di più, non volendo certo auspicare i colpi di scena. Domani si inizia a fare sul serio, ed i chilometri della Speciale in programma, su un tracciato ad anello attorno a Pisco, sono oltre 240, quasi tuti nella sabbia (e con il fesh-fesh in agguato). Sono partiti!


Dakar 2013, Tappa 1. La classifica delle Moto:

1
LOPEZ (CHL)
KTM
00:39:15
-
-
2
15
VERHOEVEN (NLD)
YAMAHA
00:39:20
00:00:05
-
3
183
QUINTANILLA (CHL)
HONDA
00:39:40
00:00:25
-
4
160
CABRERA (CHL)
KAWASAKI
00:40:10
00:00:55
-
5
1
DESPRES (FRA)
KTM
00:40:20
00:01:05
-
6
10
CASTEU (FRA)
YAMAHA
00:40:30
00:01:15
-
7
11
FARIA (PRT)
KTM
00:40:50
00:01:35
-
8
30
PIZZOLITO (ARG)
HONDA
00:41:00
00:01:45
-
9
8
ULLEVALSETER (NOR)
KTM
00:41:25
00:02:10
-
10
5
BARREDA BORT (ESP)
HUSQVARNA
00:41:40
00:02:25
-
11
17
BOTTURI (ITA)
HUSQVARNA
00:41:40
00:02:25

Dakar 2013, Tappa 1. La classifica delle Auto:

Pos.

Name
Mark
Time
variation
Penalty
1
303
SAINZ (ESP)
GOTTSCHALK (DEU)
BUGGY
00:07:40
-
-
2
306
ÁLVAREZ (ARG)
GRAUE (ARG)
TOYOTA
00:07:48
00:00:08
-
3
309
CHICHERIT (FRA)
GARCIN (FRA)
SMG
00:07:50
00:00:10
-
4
300
AL-ATTIYAH (QAT)
CRUZ (ESP)
BUGGY
00:07:50
00:00:10
-
5
316
CHABOT (FRA)
PILLOT (FRA)
SMG
00:07:52
00:00:12
-
6
310
HOLOWCZYC (POL)
PALMEIRO (PRT)
MINI
00:08:14
00:00:34
-
7
307
NOVISTKIY (RUS)
ZHILTSOV (RUS)
MINI
00:08:14
00:00:34
-
8
302
PETERHANSEL (FRA)
COTTRET (FRA)
MINI
00:08:14
00:00:34
-
9
301
DE VILLIERS (ZAF)
VON ZITZEWITZ (DEU)
TOYOTA
00:08:15
00:00:35
-
10
305
ROMA (ESP)
PÉRIN (FRA)
MINI
00:08:17
00:00:37
-
11
320
DELAHAYE (FRA)
WINOCQ (FRA)
BUGGY MD RALLYE
00:08:19
00:00:39
-
12
328
THOMASSE (FRA)
LARROQUE (FRA)
BUGGY MD RALLYE
00:08:19
00:00:39
-
13
312
VOS (ZAF)
HOWIE (ZAF)
TOYOTA
00:08:24
00:00:44
-
14
336
MALYSZ (POL)
MARTON (POL)
TOYOTA
00:08:26
00:00:46
-



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Re: Dakar 2013

Messaggio » 06/01/2013, 0:52

Si ma neanche un immagine... Un video.... :(

Bu-BU EL Franz
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 06/01/2013, 1:20

Le immagini ci sono ma con sta cippa i IPad ci impiego un'ora a caricarle :crycry:
Le metti tu??? :mrgreen:



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Dakar 2013

Messaggio » 06/01/2013, 2:14

Io sto vedendo la registrazione di euro sport su ski... Devo dire che fanno un ottimo servizio, solo che inizia alle 11... Questo era il palinsesto di oggi Immagine

tocram
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 06/01/2013, 9:58

Io sono con il cell....


Ma per chi non ha sky...

Bu-BU EL Franz
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 06/01/2013, 10:23

Stage 1







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Re: Dakar 2013

Messaggio » 06/01/2013, 10:25

Si, alla fine l'unica certezza rimane Eurosport.
Soltanto che per quanto i servizi siano ben realizzati non mi appagano come vorrei.
Mi spiego meglio, il servizio dura mezz'ora ed e' equamente suddiviso tra moto, camion, auto,
mettiamoci pure i quad, la parte vintage, la presentazione della tappa sucessiva e la pubblicita' .. :cry:
in definitiva lo spazio dedicato alle moto risulta piuttosto risicato e certamente non in grado di
soddisfare l'ingordigia di notizie e immagini degli appassionati.
Inoltre per esigenze di tempo ovviamente si concentrano sui soliti noti, i piloti leader in classifica,
lasciando ben poco spazio a tutti gli altri privati inclusi, che sono la vera anima della manifestazione.
Io davvero non capisco che senso possa avere una volta acquisiti i diritti dedicare così poco spazio
a una manifestazione che in altri Paesi e' mediaticamente seguitissima.
E dire che tra Eurosport 1 e 2 per coprire le programmazione giornaliera di spazio agli sport cosiddetti
minori ne lascia in abbondanza: l'altra sera ad esempio hanno mandato in onda delle gare di bigliardino
con tempistiche davvero ragguardevoli in rapporto al potenziale bacino d'utenza .. :?
Bah ... valle a capire certe logiche.
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 07/01/2013, 0:00

Un milione di persone presenti fisicamente durante la tappa di ieri per assistere alla gara ...

e qui ci si agrappa agli specchi per trovare qualche straccio di servizio ... :roll:

Roba da matti! :wow:
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 07/01/2013, 0:11

:mrgreen: Provate a mandare mail a silviobanana@arcore.it , se gli promettete che lo votate......... :mrgreen:
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Non importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi.
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 07/01/2013, 0:51

Piccolo riassunto di oggi


Guardate Barreda(5) come scende lalla duba al minuto 2.09 :shock: :shock: :shock:

Jolly!!!!




Da motocross.it

Poco meno di tre ore di gara da Pisco a Pisco per 242 chilometri di speciale e 85 di trasferimento introducono la Dakar sudamericana nel vivo della gara. La speciale prevalentemente a fondo sabbioso ha creato il primo problema ai big ed in particolare a Despres che nel tentativo di recuperare sul leader di ieri, Lopez, al chilometro 75 ha cercato una strada diversa attorno a una duna col risultato di dover tornare sui propri passi con otto minuti circa di perdita di tempo; al contrario Joan Barreda non si è fatto distrarre dalla navigazione arrivando a fine giornata a ottenere la seconda vittoria di tappa della sua carriera di dakariano.



Da omnicorse.it

Sulla carta quella di oggi non doveva essere una tappa particolarmente insidiosa per i protagonisti della Dakar, invece il percorso che ruotava intorno a Pisco ha riservato almeno un paio di sorprese tra le moto.

La prima, ma fino ad un certo punto, è il nome del vincitore di giornata: Joan Barreda Bort. Il portacolori della Husqvarna non ha sbagliato un colpo ed ha completato gli oltre 240 km cronometrati in 2.42'31", precedendo di 3'16" la KTM di Juan Pedrero. Per lui si tratta della seconda vittoria di tappa alla Dakar.

In questo modo però si è portato anche in vetta alla classifica generale della corsa, mettendo ben 5'36" tra sé e l'altra KTM di Ruben Faria, oggi quarto di tappa alle spalle del sorprendente Matt Fish: l'australiano della Husqvarna ha "coperto le spalle" al battistrada e ne ha approfittato anche lui per portarsi nelle posizioni di vertice.

Come detto, le sorprese però sono state diverse e le altre riguardano gli errori di navigazione dell'ex leader Francisco "Chaleco" Lopez e del vincitore dell'edizione 2012 Cyril Despres: entrambi sono finiti fuori rotta intorno al 75esimo km e poi hanno perso parecchio tempo prima di ritrovare la retta via.

Per questo ora il francese è quinto nella classifica generale, ma a 8'50" dal leader, mentre Lopez è addirittura 20esimo a 15'49". Purtroppo poi tra coloro che hanno perso parecchio terreno c'è anche Alessandro Botturi, 30esimo di tappa e scivolato quindi al 27esimo nella classifica generale.

Tra i Quad invece oggi è tornato a fare la voce grossa l'argentino Marcos Patronelli, che con la sua Yamaha si è aggiudicato la tappa, prendendo anche la vetta della classifica generale con un margine di 46" nei confronti della Honda di Sebastian Husseini, secondo proprio come nella giornata di ieri.




Da infullgear.com

La seconda tappa della Dakar 2013 è stata vinta da Joan Barreda (Husqvarna), giunto per primo all’arrivo di Pisco con il tempo di 2h 42’31″, seguito da Juan Pedrero (KTM) a 3′ 16″, e da Matt Fish (Husqvarna) a 5’53″. Barreda passa quindi in testa nell’assoluta, davanti a Faria (KTM) , Pedrero, Casteu (Yamaha) e Desprès (KTM).

Rodrigues (HRC) chiude 15° sia in stage sia in assoluta, mentre Lopez (KTM) e Goncalves (Husqvarna) scivolano oltre la 20° posizione a circa 16′ di distacco.

La tappa di oggi consisteva in un percorso ad anello con partenza ed arrivo a Pisco: dopo un trasferimento di 85 km nell’entroterra partivano i 250 km di stage cronometrato, interamente articolati tra le dune del deserto.
Il primo scoglio della giornata si è verificato al km 75, dove una duna particolarmente difficile ha posto qualche problema sul modo di affrontarla: Lopez, giunto per primo sul punto, ha tentato di aggirarla seguito a ruota dagli immediati inseguitori, mentre alcuni optavano per la via più diretta tentando di scavalcarla e finendo insabbiati. Tra questi ultimi troviamo il polacco Przygonski e il portoghese Goncalves, che hanno perso parecchio tempo prima di tornare in marcia.

In tutto questo hanno tratto il maggior vantaggio Cyril Desprès e Joan Barreda i quali, partiti indietro dopo la prova di ieri, si sono portati subito a ridosso delle prime posizioni.

Barreda ha poi trovato facilmente la bussola superando agilmente il punto critico e spingendo negli ultimi settori, tagliando per primo il traguardo di Pisco, vincendo la tappa e portandosi al comando della generale.
“Mi sono perso all’inizio della speciale” ha dichiarato Joan all’arrivo, ” Ma non ero l’unico che aveva bisogno di tempo per trovare la propria strada. Sono subito tornato in pista e tutto è andato liscio da allora in poi. E ‘stata una grande giornata . “



Desprès ha invece seguito le tracce sbagliate, faticando a tornare in pista e lasciando a Barreda circa 8′ nonostante i due fossero molto vicini, Lopez paga invece molto caro il lavoro di battipista e la successiva indecisione nelle fasi iniziali, che gli sono costate ben 18′ di ritardo dal nuovo leader.



Ristabilite le gerarchie tra i quad: Marcos Patronelli (Yamaha) vince la tappa davanti a Husseini (Honda) e Casale (Yamaha). Maffei (Yamaha) chiude con il 4° tempo ma scivola in 7° posizione a causa di una penalità di 15′ assegnata a fine tappa.




Da automoto.it
Finalmente un resoconto come si deve con anche un'intervista al Bottu!!!


Pisco, 6 gennaio. Per la sua festa la Befana ha portato ai “dakariani” la giostra delle dune. 100% sabbia, sette way point, “boe” ravvicinate di una regata nel mare di onde di sabbia, pochissimi riferimenti e il primo scenario autenticamente espressivo della Dakar appena partita… e già nel vivo. (A proposito, la Vendée Globe, regata a vela per solitari a cui abbiamo accennato all’inizio dei nostri report, sta per incrociare il meridiano dove si trova ora la Dakar, ma in Atlantico, François Gabart sempre in testa).
Una tappa nella sabbia
Dakar nel vivo, dicevamo. Ce lo aspettavamo, così come ci aspettavamo quelle piccole, eloquenti sorprese che hanno fatto della prima giornata “vera” dell’edizione 2013 uno spettacolo all’altezza del biglietto pagato. La Pisco-Pisco, un anello ad Ovest della città che da il nome ad una Storia… e a un modo di bere che è tipico della fascia andina del Sudamerica, è più vicina ad un immenso tour di questo angolo di Paradiso (soprattutto per gli amanti della sabbia), che ad una tappa “classica” della Dakar.

La storia del Rally racconta, infatti, che sono ben poche le tappe con partenza e arrivo nello stesso luogo, e che l’opzione è riservata alle occasioni speciali, altrimenti è più in generale trascurata in favore di una spiccata tendenza a “massacrare” i suoi ospiti in tappe spesso interminabili. Comunque gli ospitali peruviani meritavano uno spettacolo del genere, 85 chilometri di trasferimento e 242 di Prova Speciale, tutto nella sabbia, ed un superbo colpo d’occhio. La Pisco-Pisco verrà probabilmente ricordata per le sue caratteristiche, oggi speciali se consideriamo che tra qualche giorno la sabbia lascerà il posto a piste sempre più dure, e che grosse difficoltà non se ne sono ancora viste (ma sono attese già per la tappa successiva).

La seconda tappa si è svolta interamente nella sabbia

L’equilibrata formula della prima prova-prologo ha sortito il suo effetto. Non ha sacrificato lo spettacolo inaugurale e, altrettanto equilibratamente, ha influenzato la seconda prova speciale del Rally in corso. I Piloti più attenti alla prospettiva Santiago l’hanno interpretata in maniera sobria, ma non “loffia”, traendo il massimo profitto dalla posizione di partenza determinata da quel corto rush di tredici chilometri. È in virtù di questa scelta che Joan Barreda ha potuto agevolmente fare sua la ben più impegnativa speciale di oggi. Dopo un quarto d’ora lo spagnolo del Team Husqvarna by SpeedBrain ha recuperato sugli apripista, per poi guidare e controllare il gruppetto di testa che, come accade in queste situazioni, ha proseguito compatto sino all’arrivo. Nessun “colpo di testa”, ovvero nessun tentativo di fuga. Dopo mezz’ora la classifica finale aveva già assunto la sua fisionomia definitiva.
Alessandro Botturi si perde tra le dune
O quasi. Sì, perché c’è sempre il diavolo che ci mette lo zampino, creando quel differenziale che in taluni casi diventa un vero e proprio colpo di scena. Dopo due way point, infatti, il terzo del KM 71 era più complicato da trovare. In questi casi bisogna passare ad una certa distanza dal punto, che non è noto, e solo allora lo strumento rivela la posizione fornendo il consenso a proseguire. Alessandro Botturi era sesto al secondo WP, ma a quello successivo il GPS non “apriva” il punto. Il meccanismo di funzionamento dei WPM (Way Pont Mascherato) e dei WPS (Way Point di Sicurezza) è semplice. Il punto viene evidenziato quando il concorrente entra nel raggio, rispettivamente, di 3KM e di 800 metri, e il passaggio è validato quando il Pilota entra nel raggio concentrico di 90 metri, o 200 metri rispettivamente. Botturi ha così cercato a lungo il passaggio corretto, finendo per “pascolare” insieme al compagno d Squadra Paulo Gonçalves per una ventina di minuti. Ecco spiegato il trentesimo posto finale del Bresciano (di Lumezzane).

Alessandro Botturi. «Ero partito bene, e senza forzare mi sono portato sul gruppo dei primi. Quinto all’inizio, poi sesto, ma ero lì e mi divertivo. Poi è arrivato il terzo Way Point e, pur passando dove ritenevo dovesse trovarsi, lo strumento non lo attivava mai. Passa e ripassa ho iniziato a perdere tempo, poi ho allargato il campo di ricerca. Si vede che la prima volta sono passato a pochissimi metri dal “consenso”, o che lo strumento ha avuto un ritardo. Sta di fatto che mi sono perso ed ho lasciato tra le dune almeno una ventina di minuti. Mi sono poi ripreso ed ho cercato di recuperare nella parte finale del percorso, ma senza forzare troppo per evitare rischi inutili. Il tempo che si perde per strada non si può recuperare subito, ci vuole altro tempo e non vale la pena di mettere a repentaglio la sicurezza e la gara per un obiettivo impossibile. Domani sarà un altro giorno, e vedrò di recuperare un altro “pezzetto” del tempo perso oggi».
“Cyril Despres e Francisco Lopez, dal canto loro, attesi ad una prova di “conferma” e di “rivincita”, hanno commesso invece un analogo errore di navigazione, sempre nella zona “incriminata” cercando di contornare un tratto di dune”

Botturi non è stato comunque il solo a cadere nella prima trappola della Dakar 2013. Insieme a lui, come abbiamo visto, Paulo Gonçalves, ma anche Helder Rodrigues, testa di serie Honda, ha perso una diecina di minuti, rimanendo anche senza carburante a pochi km dalla fine, e altri hanno accusato piccoli problemi, per fortuna non gravi, come Ruben Faria, portatore d’acqua di Despres, cui si è spenta la moto in vista del traguardo. “Garone”, invece, per un altro portatore d’acqua, in questo senso disoccupato poiché era l’assistente di Marc Coma. Joan Pedrero, partito molto indietro, oltre la quarantesima posizione, ha rischiato un poco nella sua lunga serie di sorpassi nella polvere, ma ha chiuso la Speciale al secondo posto, davanti al sorprendente australiano Matt Fish, al debutto con il Team di Barreda e Botturi.
Errori di navigazione anche per Despres
Cyril Despres e Francisco Lopez, dal canto loro, attesi ad una prova di “conferma” e di “rivincita”, hanno commesso invece un analogo errore di navigazione, sempre nella zona “incriminata” cercando di contornare un tratto di dune. A Lopez va la parziale scusante di aver dovuto aprire la pista in virtù della vittoria nel prologo ma, chiudendo rispettivamente in 12ma e, addirittura, 29ma posizione, entrambi i Piloti pagano una bella cifra in termini di tempo, e sono quinto e ventesimo, ben “ridossati” dal leader provvisorio, ma autorevolmente in grado di “reggere”, Joan Barreda Bort.

La navigazione è stata la chiave di questa seconda tappa della Dakar 2013
Peterhansel inizia ad imporsi fin da subito
Anche tra le auto la navigazione è stata la chiave di volta della seconda tappa, che ha mostrato così una doppia facia, all’inizio ed alla fine della Speciale. Partiti in tromba, i Buggy Red Bull Qatar di Nasser Al-Attiya e Carlos Sainz hanno dominato la prima parte della giornata, distanziando tutti gli avversari e trascinando dietro di loro il solo Guerlain Chicherit, alla guida di un potente Buggy motorizzato da un V Chevrolet di ben 6.200 cc di cilindrata. Giunti nella zona calda della tappa, però, tutti i battistrada hanno commesso analoghi errori di navigazione, perdendo tempo e posizioni e lasciando passare i “maestri”.

Neanche a dirlo, ad approfittare della situazione, ma diremmo meglio facendo la loro gara, Stephane Peterhansel e Jean-Paul Cottret hanno inciso un’altra tacca sul loro palmares, vincendo la Speciale davanti a De Villiers e a Ronan Chabot (l’altro SMG), ed insediandosi in testa alla generale con un piccolo ma rassicurante margine sugli stessi avversari di giornata. Per Al-Attiya e Sainz, sesto e undicesimo, il discorso non è certo chiuso, ma è un peccato che soprattutto il Pilota del Qatar non abbia potuto approfittare di una tappa 100% a lui congeniale. Di rassicurante c’è comunque il fatto che il loro Buggy, pur ancora “grezzo”, si va rivelando sicuramente competitivo.

In termini numerici niente è ancora perduto per nessuno, ma anche uno sfidante “loquace” e provocatore come Robby Gordon è oltre la trentina, dietro all’analogo, spettacolare Trophy Truck, anch’esso motorizzato Chevrolet, di Eric Vigoroux sicuramente. L’americano è inferocito, e “minaccia” vendetta! Più “regolare”, invece e infine, la gara dei Camion. I Mostri del Deserto possono anche perdersi, ma per motivi tutt’altro che tattici. Se sbagliano è un errore e basta. Gli Elefanti, infatti, passano ovunque e non si fermano davanti a nulla, può essere la duna più alta del Mondo.

L’imperativo è, semmai, evitare di fermarsi, perché un Camion non lo tiri fuori, eventualmente, con la stessa facilità di una moto. E la sfida dei Camion è già abbastanza chiara. Gerard De Rooy ha vinto ed è in testa alla generale, ed un altro IVECO sinceramente per noi assai più interessante, il New Trakker Evolution 2 di Miki Biasion, Umberto Fiori e Michel Huisman, è al terzo posto. Tra i due compagni di Squadra e di Marca, il Tatra di Ales Loprais.

Da xoffroad.it

Dakar 2013 - 2^ tappa

Per Barreda tappa e leadership
Il pilota dell'Husqvarna precede il due della KTM, Faria e Pedrero. Attardato Botturi
Results Stage Two

Pisco to Pisco– total distance 327 km: 85 km liaison and 242 km special
1, Joan Barreda Bort, Spain, Husqvarna 2 hours 42.31
2, Joan Pedrero, Spain, KTM, 2:45.47
3, Mathew Fish, Australia Husqvarna 2:48.24
4, Ruben Faria, Portugal, KTM 2:48.57
5, Kurt Caselli, USA, KTM 2:49.41
6, Darryl Curtis, South Africa, KTM 2:50.20
7, David Casteu, France, Yamaha 2:50.39
8, Jordi Villadoms, Spain, Husqvarna 2:50.46
9, Israel Esquerre, Chile, Honda, 2:50.50 10, Pal-Anders Ullevalseter, Norway, KTM 2:52.13
11, Olivier Pain, France, Yamaha 2:52.41
12, Cyril Despres, France, KTM 2:52.41
30, Alessandro Botturi Italy, 18:52

Overall standings after two stages
1, Barreda, Husqvarna 3 hours 24.11
2, Faria, KTM, 3:29.47
3, Pedrero, KTM, 3:30.47
4, Casteu, Yamaha 3:31.09
5, Despres KTM, 3:33.01
6, Fish, Husqvarna 3:33.29
7, Curtis, KTM 3:33.30
8, Ullevalseter KTM, 3:33.38
9, Villadoms, Husqvarna 3:33.46
10, Esquerre, Honda 3:33.50

Interviste ai vincitori di tappa




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Re: Dakar 2013

Messaggio » 07/01/2013, 19:52

Un forum trovato per caso dato che ho un'africa ma pieno di appassionati!

Grandi!!! Seguire la dakar cosi ha un altro sapore!

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Re: Dakar 2013

Messaggio » 08/01/2013, 1:37

Da automoto.it


Dakar 2013, Tappa 3. Vincono Lopez e Al-Attiya
Dakar 2013. Terza tappa. Cyril Despres (KTM) e Stephane Petehansel in testa. Balzo in avanti di Lopez, e indietro di Barreda, che paga alla sfortuna un forte ritardo. Vittoria di Al-Attiya nelle auto (Buggy Qatar-Red Bull)


Nazca, 7 gennaio. Si riparte dalle stesse dune della Speciale Pisco-Pisco, ma in una selezione più “appuntita”. Le difficoltà iniziano subito dopo il brevissimo trasferimento iniziale (4 chilometri) della terza tappa della Dakar 2013. La Speciale è lunga 243 chilometri, con un finale su piste più scorrevoli, e la tappa si conclude a Nazca dopo un trasferimento finale da Pampa di cento chilometri scarsi. Mentre i Piloti sono già avviati a “scontare” la terza pena, rimbomba sulla tappa l’eco della riunione serale della giuria della Dakar, che ha ripreso in mano la classifica del giorno precedente e rivoluzionato la classifica delle auto.

L’errore di navigazione attribuito a Carlos Sainz sarebbe in realtà dovuto al malfunzionamento del suo GPS, il cui standard è imposto dagli organizzatori. Il sospetto che qualcosa potesse non funzionare alla perfezione ce lo aveva già ispirato Alessandro Botturi, inspiegabilmente intrappolato tra le dune alla ricerca del terzo way point della giornata che non si decideva a spuntare sullo strumento di navigazione. Per il momento il caso di Botturi non è stato richiamato alla sbarra, ma quello di Sainz è stato analizzato in profondità, ed allo spagnolo bi-mondiale Rally WRC è stato scontato il tempo perso alla ricerca del punto e non attribuibile ad un errore del copilota.
Sainz in testa alla classifica generale provvisoria
Il verdetto della giuria fornisce una nuova fotografia della seconda tappa. Sainz non solo diventa il vincitore della seconda Prova Speciale, ma è catapultato in testa alla classifica generale provvisoria, e con il Matador va in testa anche il neonato Buggy Red Bull Qatar voluto da Nasser Al-Attiya. Stephane Peterhansel passa al secondo posto, oltre cinque minuti di ritardo. Boh, non si capisce perché ci debba volere così tanto tempo per verificare delle cose che la tecnologia dovrebbe risolvere in automatico. Forse l’errore umano di tempi ormai lontani e rifiutati non era poi tanto male.

Ma l’errore di navigazione (o del sistema GPS) si ripete anche nella terza tappa, ed a farne le spese sono i Piloti meglio piazzati nella tappa precedente e che hanno avuto l’ingrato compito di aprire la pista. Joan Barreda, Joan Pedrero e Ruben Faria fanno fatica a districarsi dalle insidie della difficile navigazione, e pagano pesantemente, scomparendo dalla parte alta della classifica generale. Il più sfortunato è l’ex leader della corsa, che distrugge una ruota dopo un salto e deve attendere l’arrivo di Matt Fish per poter riparare e ripartire.

Il verdetto della giuria fornisce una nuova fotografia della seconda tappa. Sainz non solo diventa il vincitore della seconda Prova Speciale, ma è catapultato in testa alla classifica generale provvisoria, e con il Matador va in testa anche il neonato Buggy Red Bull Qatar voluto da Nasser Al-Attiya
Lopez
Cose della Dakar, ma certamente molta sfortuna, e il ritardo è pesante. Barreda passa dalla prima addirittura alla diciottesima posizione, a venti minuti dalla testa della corsa. La gara delle moto ripristina così, in un certo senso, l’ordine naturale delle cose. Francisco “Chaleco” Lopez guida di forza l’intera Speciale e, favorito anche dal fato di partire indietro, va a vincere a Nazca la sua seconda Speciale di questa Dakar davanti a Paulo Gonçalves e Cyril Despres. Quest’ultimo sale, dopo soltanto tre tappe, in quella posizione che è maggiormente congeniale al Pilota francese, e può controllare la corsa dall’alto. Giusto due minuti e mezzo su “Chaleco”, ma quel tanto che basta per dare alla corsa la sua impronta caratteristica.

E dire che proprio alla vigilia Despres aveva messo in guardia sulle difficoltà della tappa odierna, evidentemente non ascoltato, soprattutto dagli avversari diretti. Dopo tre tappe, insomma, la Dakar premia, come sempre, i più attenti (e fortunati, certo), quelli che non hanno forzato la partenza sapendo quanto è lungo il Rally. Piloti mai fattisi sentire, come Pal Anders Ullevalseter, Olivier Pain e David Casteu, che occupano ora le prime posizioni della generale. Suo malgrado protagonista ieri di una tappa sfortunata, Alessandro Botturi si è ripreso in fretta. Ha chiuso al quarto posto una tappa perfetta, non ostante una piccola caduta, e risale in 12ma nell’assoluta.
Prospettive di gara sempre più ardue
Tappa difficile (e la quarta sarà ancora peggio), e insidiosa. Ne sa qualcosa il norvegese Ullevalseter, che ha rischiato di finire in una voragine scavata da qualcuno e non segnalata. Di nuovo in corsa Gerard Farres, che ha chiuso nei primi dieci dopo aver perso sette ore ieri per sostituire il motore della sua Honda, in pista.

Anche la Dakar dei Quad è su binari abbastanza tradizionali. Oggi ha vinto Marcos Patronelli, davanti ai polacchi Rafal Sonik e Lukasz Laskyawec. L’argentino è in testa con un margine di oltre venti minuti sul secondo, un po’ a sorpresa il Pilota degli Emirati Sebastien Hosseini. Camelia Liparoti, unica donna e italiana nella categoria, ha chiuso la sua terza tappa al 15° posto, e mantiene l’analoga posizione nella generale.

Ancora un terzo posto per L’IVECO di Miki Biasion, che festeggia con il terzo posto provvisorio nella generale il suo compleanno, e leadership dell’olandese Gerard De Rooy nella corsa degli elefanti del deserto
Auto: vince Al-Attiya, ma Peterhansel è in testa
!Quien dices que las Minis son coches para senoritas! Chi dice che le Mini sono auto da signorine? Lo dice Robby Gordon all’indirizzo di Peterhansel, e aggiunge un commento anche sul buggy Al-Attiya e Sainz, che considera brutto perché evidentemente disegnati da Nasser. Ed ecco che Stephane Peterhansel si è stufato. Prima i Buggy di Nasser Al-Attiya e Sainz che sono davanti, e dietro, e poi davanti di nuovo dopo essere passati dal tribunale della Dakar. E poi quell’americano, Robby Gordon, che non sta zitto un attimo e non risparmia le sue frecciate gratuite al Campione dei Campioni. Chissà perché, poi, proprio indirizzate a “Monsieur Dakar”.

Insomma, la Dakar di Peterhansel e della sua Mini All4 Racing sembra in un’onda di fastidioso disturbo. Probabilmente lo stile Gordon è una specie di necessario urlo di battaglia, il modo di lanciarsi all’attacco all’indiana, e probabilmente Robby non è così pestifero come lo si dipinge. Di sicuro è un Pilota coraggioso, che ha imparato a gestire la sua Dakar a modo suo, sempre strafacendo. I risultati sono contrastanti e spesso contraddittori. Fermo un giorno, o anche due volte al giorno, all’improvviso il suo Hummer arancione salta sul palcoscenico e da spettacolo.

E di solito è uno spettacolo da brivido. Alle spalle di Al-Attiya, che ha vinto la speciale, per esempio oggi c’è proprio Gordon, il quale ha battuto a sua volta di misura “Peter”. Carlos Sainz, premiato dai commissari ieri, perde una mezz’ora per problemi di varia natura alla sua auto, soprattutto elettrica, e indietro finisce anche Giniel De Villiersm, che lascia il posto alla Toyota dell’argentino Alvarez. Quello che conta, naturalmente, è la sommatoria dei risultati, soprattutto nella sommatoria delle 14 tappe da Lima a Santiago. Stephane Peterhansel risponde con poche parole, ma con fatti assai più eloquenti. Al termine della terza tappa il francese è in testa alla corsa, di misura su Al-Attiya ma già chiaramente in vantaggio, soprattutto tatticamente.

Corsa sfortunata, e ulteriore riprova delle difficoltà della tappa, per il Pilota Mini Krzysztof Holowczyc, vittima di un incidente al quarantesimo chilometro. Per il polacco, rimpatriato all’infermeria della Dakar, alcune costole fratturate ed una gran botta alla schiena. Ancora un terzo posto per L’IVECO di Miki Biasion, che festeggia con il terzo posto provvisorio nella generale il suo compleanno, e leadership dell’olandese Gerard De Rooy nella corsa degli elefanti del deserto.





Da infullgear.com
Dakar 2013, seconda vittoria per Lopez. Desprès leader della Classifica



Dopo i problemi al GPS che l’hanno rallentato nella tappa di ieri, Chaleco Lopez (KTM) si è subito riscattato, partendo dalle retrovie e strappando all’arrivo il miglior tempo di giornata, 2h37’54″, con cui il cileno si è aggiudicato la terza tappa della Dakar 2013. Desprès (KTM) continua a fare la sua gara, chiudendo in terza posizione e saltando al comando della classifica generale.

Ottima prestazione anche per Goncalves e per il nostro Botturi, entrambi su Husqvarna, che dopo i problemi di ieri hanno tratto vantaggio numero di partenza elevato, proprio come Lopez, terminando la terza speciale rispettivamente al secondo e al 4° posto, e recuperando terreno in classifica generale.

La terza tappa di questa Dakar 2013 era stata annunciata come ancora più impegnativa della seconda, che ieri aveva già seminato il panico tra molti concorrenti, indistintamente dai mezzi, e in effetti così è stato.

A farne le spese è stato soprattutto il vincitore di ieri, Joan Barreda (Husqvarna), che oggi era quindi destinato a battere la pista per tutti in una tappa così difficile: lo spagnolo aveva messo in conto di perdere qualcosa (come da prassi per chi parte davanti) ma mai avrebbe pensato di lasciare ben 33 minuti sui 243 km di speciale tra Pisco e Nazca. Colpa della rottura di alcuni raggi del cerchio posteriore in seguito a un brusco atterraggio: lo spagnolo ha tentato di riparare in qualche modo ma il danno non era risolvibile, Joan è stato quindi costretto a terminare la speciale a ritmo rallentato. Tutto sommato alla luce del fatto la mezzora persa ha un sapore un po’ meno amaro, quando ci sono di mezzo guasti meccanici si sa che può andare anche molto peggio!
La “regola del battipista” non ha risparmiato neanche gli immediati inseguitori di Joan, così che insieme a lui sono sprofondati nella sabbia (e in classifica) anche Faria (KTM), Fish (Husqvarna) e Campbell (Honda), tutti rallentati da fermate per insabbiamenti e/o problemi tecnici.

Il rovescio della medaglia sono le ottime prestazioni di chi partiva indietro ed ha quindi potuto sfruttare il gran numero di tracce lasciate dai concorrenti precedenti, concentrandosi più sul polso destro che sul roadboook. Un dato che dà la misura di quanto cambi l’approccio alla navigazion in base al numero di partenza è la velocità di transito al primo checkpoint: mentre Barreda ed il gruppo di testa sono passati a non più di 50 km/h, Lopez è piombato sul punto ad oltre 100 km/h!



Lopez ha poi continuato a spingere senza mollare un attimo, segnando il miglior tempo in tutti gli intermedi e vincendo la tappa con 1’08″ di vantaggio su Goncalves (Husqvarna), anch’egli autore di una gara “full gas” persa per un soffio.

Desprès nel frattempo ha condotto la sua tappa seguendo quella che sembra ormai essere la sua strategia per il 2013, correre “con i paraocchi” senza curarsi degli avversari sul percorso. E sembra che stia funzionando, perchè facendo “nulla di straordinario”, come ha detto Cyril stesso a fine tappa, l’ufficiale KTM si è portato in testa alla classifica assoluta, che ora guida con quasi 3 minuti di vantaggio su Lopez.
Da notare anche la costanza di Ullevalseter (KTM) e dei francesi Pain e Casteu (Yamaha), che nonostante non svettino tra le primissime posizioni di stage si trovano dal 3° al 5° posto dell’assoluta, ampiamente entro i 10 minuti di gap.

Risale in classifica anche il nostro Botturi (Husqvarna) che con il 4° posto di oggi scala al 12° posto della generale dopo i problemi di ieri.



Tra i quad la tappa è stata vinta da un Marcos Patronelli (Yamaha) spaziale, che ha rifilato ben 15 minuti al secondo classificato, Sonik Rafal. La seconda posizione assoluta rimane nelle mani di Husseini, il cui ritardo però aumenta fino a circa 20 minuti.



Da xoffroad.it
Tappa a Lopez, leadership a Despres
La gara entra nel vivo e i campioni scoprono le loro carte. Ottimo quarto posto per Alessandro Botturi


Quarta tappa e seconda vittoria per Chaleco Lopez in questa Dakar 2013. Sulla soffice sabbia che ha caratterizzato la prova odierna, il cileno ha preceduto Paolo Gongalves e Cyril Despres che grazie al terzo posto è diventato leader della classifica generale. Ottimo quarto il nostro Alessandro Botturi, staccato di 5 minuti dal vincitore.
Ora Despres guida con 2 minuti 51 secondi di vantaggio su Chaleco Lopez (KTM), mentre il norvegese Pal-Anders Ullevalseter è salito al terzo posto, a quattro minuti e 59 dal leader.
Domani la quarta tappa porterà i piloti da Nazca ad Arequipa per una distanza totale di 343 km, di cui 243 km di prova speciale.

Results Stage Three
Pisco to Nazca – total distance 343 km: 100 km liaison and 243 km special
1, Chaleco Lopez, Chile, KTM 2 hours 37.54
2, Paolo Goncalves, Portugal Husqvarna, 2:39.02
3, Cyril Despres, France, KTM, 2:42.02
4, Alessandro Botturi, Italy, Husqvarna 2:42.59
5, Jakub Przygonski, Poland, KTM 2:43.14
6, Daniel Gouet, Chile, Honda, 2:44.29
7, Gerard Farres Guell, Spain, Honda, 2:44.52
8, Frans Verhoeven, Netherlands, Yamaha 2:45.16
9, Olivier Pain, France, Yamaha 2:45.22
10, Javier Pizzolito, Argentina, Honda 2:45.33

Overall results after Stage Three
1, Despres, KTM 6 hours 15.03
2, Lopez, KTM 6:17.54
3, Ullevalseter, KTM 6:20.02
4, Pain, Yamaha 6:21.06
5, David Casteu, France, Yamaha 6:21.11
6, Israel Esquerre, Chile, Honda 6:21.22
7, Verhoeven, KTM, 6:23.11
8, Jordi Villadoms, Spain, Husqvarna 6:24.11
12, Alessandro Botturi, Husqvarna 6:26.02



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Re: Dakar 2013

Messaggio » 08/01/2013, 1:52

Da notare
- Honda ha già cambiato 1 motore, chissà se sapremo mai che cosa ha avuto e se l'iniezione ha avuto il suo peso.

- Sono già cominciate le rettifiche di classifica :roll:


- Depres la Sa Lunga :mrgreen:


- Botturi ha un bel manico



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Re: Dakar 2013

Messaggio » 08/01/2013, 1:59








Il volo del giorno :mrgreen:






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Re: Dakar 2013

Messaggio » 08/01/2013, 22:36

Da automoto.it

Dakar 2013, Tappa 4. Vincono Barreda (Husqvarna) e Al-Attiya (Red Bull Buggy)
Vittorie di Barreda (Husqvarna) e Al-Attiya (Qatar-Red Bull Buggy). Olivier Pain (Yamaha) per la prima volta in testa alla generale moto, Peterhansel (Mini) davanti al Principe del Qatar nelle auto | P. Batini





Arequipa, 8 gennaio. Il mistero delle Linee di Nazca, i geoglifi tracciati dalla Civiltà Nazca in un’area di cinquanta chilometri, e che rappresentano 800 gigantesche figure stilizzate di animali visibili solo dall’alto, sono niente in confronto con il mistero della Dakar che ha appena lasciato questa zona e che mostra un’altra dei suoi innumerevoli ed indecifrabili volti.
Una tappa lunghissima ha messo a dura a prova la tenacia dei piloti
La Nazca-Arequipa è, dall’inizio della 34ma edizione, la tappa più lunga, ben 720 chilometri, che i concorrenti abbiano sin qui affrontato, ed è stata tracciata su quel percorso del gran finale dell’edizione 2012, al contrario, che i concorrenti avevano scoperto particolarmente impegnativo, e che aveva mietuto non poche vittime a torto convinte di essere già in “discesa” verso il traguardo.

Quest’anno molti conoscevano la zona e il terreno, ma per contro la Speciale, 289 chilometri, si è rivelata da subito ancor più difficile. In fuoripista tra le dune, i concorrenti partiti per primi hanno immediatamente incontrato le prime difficoltà, rallentando la marcia di apertura e favorendo il ritorno dei concorrenti alle loro spalle. Lopez, Gonçalves e Despres al rallentatore nel deserto peruviano, dunque, e andatura a fuoco, invece, per Pizzolito e Barreda, l’ex leader partito questa mattina dalla 24ma posizione.
Il grande protagonista diventa Barreda
Mentre va delineandosi un nuovo scenario agonistico, globalmente più equilibrato, il protagonista assoluto diventa Joan Barreda, lanciato nella rincorsa di avversari e tempo perso per l’incidente della tappa precedente. Partito indietro e con la strada in chiaro segnata dalle tracce di apripista autorevoli quali Despres e Lopez, “Bang Bang” Barreda demolisce dune, avversari e cronometro, e vince la tappa a mani basse, oltre otto minuti di vantaggio sul secondo. È a questo punto che entrano in scena quei Piloti fino ad oggi nell’ombra, come Olivier Pain, David Casteu e Jordi Viladoms, o appena sollecitati dalla mancanza di risultati, come Helder Rodrigues con la prima delle Honda e finalmente 5° al traguardo di Arequipa.

La quarta tappa della Dakar 2013 ha impegnato i piloti per ben 720 km

La sorpresa è grande, ma logica. Olivier Pain, trentunenne francese di Niort alla sua settima Dakar e autore di una gara perfettamente regolare e senza intoppi, passa al comando del Rally, davanti a Casteu e Despres. Disarmante il candore del nuovo, inedito leader che ammette, essendo partito indietro, di aver potuto ottimizzare la propria rotta prendendo come riferimento la polvere degli avversari davanti a lui. Entusiasmante ed incerta, la gara si presenta di nuovo estremamente equilibrata alla vigilia della tappa che porta la carovana oltre confine, in Cile. Despres, terzo in generale a tre minuti da Pain e a un minuto da Casteu, ha la possibilità di controllare la corsa, ma non ancora il Barreda visto oggi e tornato in quinta posizione assoluta a cinque minuti dal nuovo leader.

Dopo oltre dieci ore di infernali prove speciali tutti big, inclusi Lopez, in difficoltà con la navigazione (solo 19° con oltre venti minuti di ritardo a Arequipa) e Botturi, sono in un “fazzoletto” di poco più di dieci minuti. Dietro a Rodrigues un altro redivivo, Gerard Farres, e Alessandro Botturi è 12°. Notevolmente rallentati, invece, David Fretigné, molto probabilmente costretto al ritiro, Joan Pedrero, James West e Frans Verhoeven, tutti con problemi meccanici o di insabbiamento. Marcos Patronelli e Sebastian Husseini, all’arivo nell’ordine, continuano a far da padroni nella gara dei Quad, e Camelia Liparoti si mantiene tenacemente in 17ma posizione nella generale.
Auto: il Valzer giuridico e tecnico di Sainz non distrae Al-Attiya
Giornataccia per Carlos Sainz. All’alba la notizia che il suo ricorso in un primo accolto era stato poi cancellato. Al nulla di fatto “giuridico” lo spagnolo due volte Campione del Mondo Rally WRC deve aggiungere un profilo di tappa tappa del tutto insoddisfacente. Partito fortissimo, Sainz è afflitto da problemi di natura elettrica al Buggy Qatar-Red Bull, e resta ancora fermo in pista per oltre venti minuti, con un altro problema questa volta meccanico.
“Partito fortissimo, Sainz è afflitto da problemi di natura elettrica al Buggy Qatar-Red Bull, e resta ancora fermo in pista per oltre venti minuti, con un altro problema questa volta meccanico”

Per il Matador Dakar intrappolato dalle sabbie dalla Nazca–Arequipa, tappa in gran parte sabbiosa o con terreni misti terra-sabbia (e fesh-fesh), la Dakar è adesso decisamente in salita. Sorti ancora peggiori per l’americano Robby Gordon, che vola nella prima parte della tappa ma è vittima della propria audacia, e per un problema di atterraggio si ferma sul tetto al chilometro 29. Per l’estroverso Pilota e costruttore americano il presente è qualche ora in pista per riparare i radiatori “offesi” dell’Hummer, con un futuro immediato comunque ugualmente incerto.
Giornata al top della forma per il Principe del Qatar
Se Sainz è costretto a mordere il freno in una tappa avvilente, il rovescio della medaglia è la giornata fantastica del suo compagno di Squadra Al-Attiya che, partito per primo da Nazca, conduce l’intera tappa in testa, aprendo la pista senza un solo errore di navigazione, e si presenta a Arequipa per primo.

I piloti hanno avuto non pochi problemi di navigazione

I tempi risentiranno dell’ordine di partenza ma lo premieranno comunque vincitore, di pochissimo davanti a Guerlain Chicherit, mezzo minuto, e Stephane Peterhansel. Per il Principe del Qatar, secondo in generale a cinque minuti da Peterhansel, questa è stata una tappa modello, perfettamente in linea con il suo potenziale su questo genere di terreni.
Camion: vincono i Kamaz
Anche la gara dei Camion risente delle difficoltà della giornata. Vincono i Kamaz, con una doppietta di Mardeev e Karginov, e a farne le spese è principalmente il leader fino alla vigilia. L’IVECO Powerstar (il “musone” Strator Torpedo) di Gerard De Rooy, che si è fernato due volte e ha lasciato sulla pista mezz’ora in pista, lascia ora la strada al Tatra di Ales Loprais, in testa alla corsa, neanche un minuto il distacco. Ancor più sfortunato Miki Biasion, che ha perso oltre mezz’ora già nei primi cinquanta chilometri, e che perde la terza posizione della vigilia. Migliore degli IVECO è oggi il Trakker dell’olandese Hans Stacey.

Fortunatamente la quinta tappa è più breve, con due prove speciali distinte per le moto e per le auto. Moto e Quad entreranno in Prova quasi subito, mentre le auto e i camion dovranno spostarsi più verso Sud verso il confine con il Cile, dove la carovana si riunirà a Arica. 136 chilometri per le moto, 172 per le auto, prove speciali brevi e nuovi scenari, questa volta con molti sassi sulla pista ed insidiosi letti di fiume in secca.
Classifiche
Leggi la classifica generale e l'ordine di arrivo della quarta tappa della Dakar 2013.



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Re: Dakar 2013

Messaggio » 08/01/2013, 22:44

Vacca che mine!!!





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Re: Dakar 2013

Messaggio » 10/01/2013, 0:22

Da infullgear.com


Dakar 2013, Casteu vince la quinta tappa. Botturi 4°, Barreda rompe


Cambia lo scenario alla Dakar 2013, e con esso cambiano anche i leader: nella 5° tappa, da Arequipa ad Arica, i piloti hanno abbandonato le morbide dune del deserto per gettarsi nelle dure e rocciose piste dei paesaggi a ridosso delle Ande, tra valli, fiumi in secca e passaggi montani fino ad oltre 2000 metri di quota.

Lo stage è stato dominato da David Casteu (Yamaha) che pur partendo nel gruppo di testa, è riuscito a segnare i migliori crono in tutti gli intermedi, mantenendo la leadership fino al traguardo.
Il tipo di percorsi, meno “navigati” e decisamente più enduristici, ha favorito i piloti provenienti appunto dall’enduro, così che, appena fuori dal podio, dove troviamo Olivier Pain (Yamaha), e Juan Pedrero (KTM) si è classificato il nostro Alessandro Botturi (Husqvarna), decisamente più a suo agio su questi fondi rispetto alla sabbia, dove comunque si è difeso egregiamente. Il “Bottu” si è tolto lo sfizio di mettersi dietro un tris d’assi del calibro di Cyril Desprès (KTM), Francisco Lopez (KTM) e un Helder Rodrigues (Honda) che sembra finalmente aver trovato il proprio ritmo dopo un avvio a rilento nelle prime tappe.

La “bomba” della giornata è però un’altra: Joan Barreda potrebbe aver detto addio ai sogni di vittoria al km 72, dove si è fermato per oltre mezzora a causa di un guasto alla pompa dell’iniezione. Il ritardo in classifica generale sale ora verso e oltre l’ora, rendendo molto difficile, a meno di nuovi colpi di scena, un rientro in lotta del catalano.

Invariato il podio provvisorio della classifica assoluta, dove Pain continua a guidare davanti a Casteu e Desprès. Dopo Faria e Viladoms, rispettivamente 4° e 5°, troviamo il nostro Alex Botturi in 6° posizione, che risale la classifica portandosi a 14 minuti dal leader, addirittura davanti alle HRC ufficiali di Pizzolito e Rodrigues.



Nei quad invece, cambiano i percorsi ma non cambia il vincitore: Marcos Patronelli (Yamaha) sembra ormai senza rivali, dopo aver vinto anche la 5° tappa ed aver incrementato il proprio vantaggio in classifica generale, anche grazie ai problemi tecnici di Husseini. Il podio di giornata è completato da Laskawiec e Casale.




Classifica 5^ tappa
Results Stage Five Arequipa to Arica: total distance 411 km – liaison of 275 km and 136 km of timed special
1, David Casteu, France, Yamaha 1:39.42
2, Olivier Pain, France, Yamaha 1:40.51
3, Joan Pedrero, Spain, KTM, 1:43.07
4, Alessandro Botturi, Italy Husqvarna, 1:43.09
5, Cyril Despres, France, KTM, 1:43.49
6, Stefan Svitko, Slovakia, KTM 1:444.22
7, Chaleco Lopez, Chile, KTM 1:44.27
8, Helder Rodrigues, Portugal, Honda 1:44.34
9, Alain Duclos, France, Sherco 1:44.43
10, Ivan Jakes, Slovakia, KTM 1:45.27

Overall Standings after Stage Five
1, Pain, Yamaha, 11:51.29
2, Casteu, Yamaha, 11:52.44
3, Despres, KTM, 11:57.36
4, Faria, KTM 12:05.03
5, Villadoms, Husqvarna, 12:05.05
6, Lopez, KTM, 12:05.08
7, Botturi, Husqvarna, 12:05.29
8, Przygonski, KTM 12:10.29
9, Svitko, KTM 12:12.14



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Re: Dakar 2013

Messaggio » 10/01/2013, 0:26

Possibile che oggi solo infullgear.com scriva qualcosa sulla dakar :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:



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Re: Dakar 2013

Messaggio » 10/01/2013, 0:45

Bu-BU EL Franz ha scritto:Possibile che oggi solo infullgear.com scriva qualcosa sulla dakar :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:

Perchè ti complichi la vita?
http://xoffroad.dueruote.it/index.cfm?
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 10/01/2013, 8:27

Cerco di smuovere le acque :mrgreen:



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Re: Dakar 2013

Messaggio » 10/01/2013, 11:49



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Re: Dakar 2013

Messaggio » 11/01/2013, 0:16

Da automoto.it


Dakar 2013, tappa 6. A Calama vincono Lopez (KTM) e Al-Attiya (Qatar-Red Bull)
Dakar 2013. Sesta tappa. A Calama terza vittoria di Francisco Lopez (KTM) e Al-Attiya (Qatar-Red Bull). Fragili leadership nelle mani di Pain (Yamaha) e Peterhansel (Mini All4 Racing. | P Batini



Calama, 10 gennaio - Verso il terzo di gara. La Dakar 2013 inaugura in Cile una trilogia infernale. Tre tappe in successione, tutte tra i 700 e gli oltre 800 chilometri, con prove speciali per oltre 1.100 chilometri complessivi. Solo ai Camion il terzo volume della trilogia concede un abstract di 150 km di prova cronometrata. S’inizia con la Arica-Calama, interamente in Cile alla vigilia dello “sconfinamento” in Argentina, dove la carovana disputerà cinque tappe prima di tornare in Cile per la terza ed ultima fase del Rally.
I piloti devono ancora affrontare tappe micidiali
Un programma semplicemente micidiale, considerato anche che i concorrenti portano già dentro le ossa la durezza della prima parte della corsa, che non ha loro risparmiato fatica, imprevisti e tensioni allucinanti. Per la sesta tappa si comincia con un lungo trasferimento di quasi 300 chilometri che i motociclisti hanno attaccato in piena notte, alle 04:30!

La Speciale, 454 km, è tracciata nel Deserto di Atacama, definito il più arido del Mondo, ed è divisa in due parti con una neutralizzazione centrale tra il Salar de Llamara e il Rio Loa, per il rifornimento e una breve tregua. La tappa attraversa la magnifica Riserva della Pampa del Tamarugal e passa non lontano dalla miniera di Chuquicamata, impressionante voragine dalla quale il rame è estratto a cielo aperto.
La gara delle moto
Tappa da affrontare con circospezione, magari mandando in scena un po’ di fifa. Troppi chilometri e un ventaglio di trappole che riunisce tutto il “best of” delle cinque tappe peruviane. Giusto che gli interessati alla classifica si tengano fuori dai guai, eloquentemente rappresentati dalla navigazione, dalla sabbia molle, e dal fesh-fesh. I primi a partire rallentano subito l’andatura e consentono ai loro inseguitori di ottenere i migliori parziali cronometrici. Per Olivier Pain e David Casteu il compito di aprire la pista e contemporaneamente proteggere la propria classifica è, oggi, un autentico supplizio. Si mettono in luce il cileno Israel Esquerre e soprattutto l’americano Kurt Caselli. Javier Pizzolito ancora una volta è il più attivo dei Piloti Honda.

In Cile i piloti stanno affrontando tappe massacranti

A metà del tratto che precede la neutralizzazione, rinviene il portoghese Paulo Gonçalves e ne approfittano per avvicinarsi alla testa della corsa Francisco Lopez e Jordi Viladoms. La classifica generale si compatta. Cyril Despres è indietro di cinque minuti, e non forza pensando alla corsa “che conta”. I suoi diretti avversari nella generale, infatti, sono ben più indietro. Al termine della prima metà della Speciale David Casteu è già “riassorbito” e la distanza del francese dalla leadeship si è ormai dimezzata. Olivier Pain conserva a fatica meno della metà del vantaggio iniziale di oltre sei minuti, e intanto si è avvicinato anche Lopez, che tallona Gonçalves.

C’è solo un Pilota che può adottare una tattica diversa, esclusiva, perché corre nel “patio di casa sua” nel suo deserto dell’Atacama che conosce come le sue tasche, e può tenere un ritmo impossibile per gli altri con il minimo dei rischi: è il cileno Francisco Lopez. Gonçalves si ferma una prima volta al km 330, e Chaleco rompe gli indugi alla ripresa delle ostilità oltre il chek point del Rio Loa raggiunge facilmente gli apripista, passa in testa e vince la Speciale, la terza del cileno in questa Dakar. Grande!
Il piccolo capolavoro di Botturi in sella alla Husqvarna
Fuori dalla mischia, Alessandro Botturi ha compiuto un piccolo capolavoro: ha capito perfettamente che era una di quelle giornate in cui mantenere intatto il patrimonio è già di per sé una conquista. Il bresciano si è riunito al gruppo che apriva la pista ed ha proseguito sino al traguardo facendosi trascinare in una nuova, eccellente performance. Il quinto posto alle spalle del Rookie che sembra destinato a succedergli, Kurt Caselli, vale al Gigante di Lumezzane la sesta posizione assoluta, a 12 minuti dal leader Olivier Pain.
“Fuori dalla mischia, Alessandro Botturi ha compiuto un piccolo capolavoro: ha capito perfettamente che era una di quelle giornate in cui mantenere intatto il patrimonio è già di per sé una conquista”

Salta all’occhio, oltre all’incredibile potenziale tecnico e atletico, l’abilità di Despres nel gestire il gioco della sua squadra. È evidente che nella tappa precedente Cyril ha fatto rallentare il compagno di Squadra Ruben Faria, il quale ha avuto così la possibilità di inserirsi al secondo posto all’arrivo di Calama. Despres, terzo oggi, si è costruito un’impagabile opportunità. Con un apripista del valore di Lopez, il compagno a tirargli la volata e Caselli verosimilmente pronto a guardargli le spalle, la Calama-Salta può offrire al quattro volte vincitore, non a caso, della Dakar, il primo matchpoint.
Giornata storta per Jordi Viladoms, che perde oltre mezz’ora e il 5° posto, per Paulo Gonçalves, un’ora dal primo, e per Joan Barreda, ex protagonista sfortunato, quasi mezz’ora e l’anonimato della trentesima posizione. Si rivede Alex Zanotti, finalmente senza problemi.

La riprova, se necessaria, della convenienza di adottare una tattica prudente ce la da Marcos Patronelli, pilota sostanzialmente di solito molto esuberante che, forte di un notevole vantaggio in testa al Rally, lascia spazio agli avversari che ne approfittano a turno. Oggi è la volta del cileno Ignacio Casale, secondo nella generale provvisoria a oltre un’ora alla guida di un Raptor 700 Yamaha, che vince la tappa dei quad.

Giornata da dimenticare per Carlos Sainz
La Gara delle auto
Joan “Nani” Roma parte per primo con il compito di aprire la pista. Sembra cavarsela egregiamente, poi resta insabbiato poco oltre il chilometro 70. Ci vorranno tre quarti d’ora perché il vincitore in moto della Dakar 2004, il primo spagnolo della Storia, possa ripartire. Ad approfittarne sono i Buggy Qatar-Red Bull. Al-Attiya e Carlos Sainz, consapevoli che il terreno sabbioso favorisce la loro corsa, hanno sferrato l’attacco e prendono il volo. Prova a resistere Giniel De Villiers, ma poi la Toyota del sudafricano rimane intrappolata a sua volta nella sabbia per due volte, la seconda poco oltre la macchina di Joan Roma ancora ferma.

Prima di uno stop forzato si avvicina anche la SMG di Guerlain Chicherit. Grandi scosse, spunti senza dubbio elettrizzanti, ma alla fine l’unico a capitalizzare la tappa risulta essere ancora lui “Mister Dakar”, Stephane Peterhansel che, pur aprendo la pista e sacrificando una parte del suo vantaggio, controlla la corsa a distanza e pensa al domani. Quattro minuti “venduti” in cambio della tranquillità di non correre troppi rischi sono un buon affare!

In queste condizioni, i colpi di scena non tardano a farsi largo e ad coinvolgere i meno prudenti. Al chilometro 180 si ferma il Buggy di Carlos Sainz, con un problema di motore, e uno degli “animatori” permanenti della Dakar è di nuovo, e questa volta definitivamente, fuori gioco. Non c’è pace neanche per i camion, solitamente meno in difficoltà sulla sabbia. L’IVECO del vincitore della Arequipa-Arica Hans Stacey va in tonneau ai “seventies”, l’area di sosta forzata particolarmente frequentata tra i chilometri 70 e l’80, il leader del Team, Gerard De Rooy, è in ritardo, e Miki Biasion dietro di lui.
“Ci sono tappe in cui bisogna attaccare, ed altre nelle quali è necessario difendersi. Nessun dubbio che Al-Atiya abbia deciso di attaccare, e nessun dubbio che “Peter” si sia difeso in maniera perfetta. Gran bella Dakar!”
Vince ancora una volta il buggy Red Bull
A metà tappa, dunque, prima della neutralizzazione, Al-Attiya allunga ancora e riduce ulteriormente lo svantaggio da Peterhansel, Sainz è fuori gara e l’Hummer di Robby Gordon sale al quarto posto provvisorio alle spalle dell’SMG di Chicherit. Le due ruote motrici reggono all’assalto della sesta tappa e, pur con esiti contrastanti, sono protagoniste.
L’andamento del finale non si discosta dalla tendenza dell’intera tappa, e la prima parte si proietta direttamente sull’epilogo di Calama. Al-Attiya continua a recuperare su Peterhansel, e il Principe del Qatar va a vincere con un buon margine sulla prima delle Mini All4 Racing. Robby Gordon è terzo.

Dei quasi dieci minuti di vantaggio che aveva alla vigilia, Peterhansel ne ha conservato poco più di uno. La gara delle auto azzera il contachilometri facendo sparire i tremila sin qui percorsi e si riapre totalmente, come se partisse domani. D’altra parte, come dice proprio Peterhansel, ogni tappa ha la sua storia. Ci sono tappe in cui bisogna attaccare, ed altre nelle quali è necessario difendersi. Nessun dubbio che Al-Atiya abbia deciso di attaccare, e nessun dubbio che “Peter” si sia difeso in maniera perfetta. Gran bella Dakar!
Classifiche
Leggi la classifica generale e l'ordine di arrivo della sesta tappa della Dakar 2013

Con l'odierna sesta tappa, la Dakar 2013 è entrata nella fase decisiva per quanto riguarda la lotta per la vittoria finale. La tappa di oggi ha portato i piloti da Arica, al confine cileno, a Calama. E' stata una prova di resistenza fisica e mentale, con i suoi 767 km, di cui 464 km di prova speciale attraverso il famoso deserto di Atacama, il luogo più arido del pianeta. Anche oggi tanta sabbia e dune e la famigerata polvere fesh fesh che tanti problemi sta creando ai piloti. Terza vittoria di tappa per il cileno Chaleco Lopez, davanti a Ruben Faria e Cyril Despres. Quarto miglior tempo per KTM Kurt Caselli, il pilota americano che sostituisce l'infortunato Marc Coma, che ha preceduto il sempre ottimo Alessandro Botturi, rimasto ormai il pilota di punta del Team Husqvarna Speedbrain, vista la giornata storta dei suoi compagni di squadra Jordi Viladoms, Paulo Gonçalves, e Joan Barreda, ormai fuori dalle posizioni che contano.
In classifica generale guida sempre il francese Pain, davanti a Despres e Casteu. Botturi ora è sesto a 12 minuti dalla testa della classifica.
Domani tappa marathon, da Calama a Salta (in Argentina) su una distanza totale di 806 km, di cui 202 km di speciale.

Results Stage Six
Arica to Calama total distance 767 km – 313 km liaison and 464 km special
1, Chaleco Lopez, Chile, KTM three hours 36.21
2, Ruben Faria, Portugal KTM 3:38.55 (at 2.22)
3, Cyril Despres, France, KTM 3:40.099.32 ((at 3.48)
4, Kurt Caselli, USA, KTM 3:41.09
5, Alessandro Botturi, Italy, Husqvarna, 3:41.56
6, Israel Esquerre, Chile, Honda, 3:42.34
7, Frans Verhoeven, Netherlands, Yamaha, 3:43.02

8, Helder Rodrigues, Portugal, Honda, 3:43.02
9, Joan Pedrero, Spain, KTM, 3:43.43
10, Olivier Pain, France, Yamaha, 3:43.43

Overall Standings after Stage Six
1, Pain, Yamaha 15:35.23
2, Despres, KTM, 15:37.45
3, Casteu, Yamaha 15:40.11
4, Lopez, KTM, 15:41.29
5, Faria, KTM, 15:43.58
6, Botturi, Husqvarna 15.47.25
7, Przygonski, KTM, 15:54.38
8, Svitko, KTM, 15:57.31



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Re: Dakar 2013

Messaggio » 11/01/2013, 0:42






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Re: Dakar 2013

Messaggio » 11/01/2013, 16:23

Purtroppo una bruttissima notizia in questa tata funesta...
Parigi-Dakar: morto Thomas Bourgin, pilota francese di soli 25 anni .
Sembra che il pilota francese durante il trasferimento per recarsi alla partenza della prova speciale, abbia fatto un frontale contro un auto della polizia cilena che procedeva in senso opposto. Subito soccorso da i medici del rally, ma non hanno potuto far altro che constatare il decesso del giovane pilota, probabilmente morto sul colpo all'impatto con la vettura.
Thomas Bourgin, guidava una KTM, era 68° in classifica.
La notizia della morte è stata data dalla televisione C5N.
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 11/01/2013, 16:46

..bruttissima storia...
..su moto.it hanno messo il video di presentazione che il pilota si era fatto per la dakar....
giovane e pieno di aspettative...

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Re: Dakar 2013

Messaggio » 11/01/2013, 17:44

Oggi Kurt Caselli ha vinto la tappa a quasi 130 Kmh di media :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:
conoscevo già questo pilota, che ha anche fatto qualche gara di enduro, e partecpato alla Six Days col team USA.........e avrei scommesso su di lui che , ricordiamo, sta sostituendo nientepopodimeno che sua maestà Coma...... :up: :up:
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 11/01/2013, 19:15

Nulla da togliere alla vittoria di Caselli (una vittoria è sempre una vittoria), però vediamo come finisce domani che deve aprire la pista (quindi navigare e tracciare per chi gli è dietro).
Oggi tappa marathon senza assistenza, quindi parecchi hanno risparmiato moto e gomme per domani :wink:
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 11/01/2013, 19:34

E un GRANDE applauso al nostro BOTTU..sempre coi primi e sempre più a suo agio in questa gara, dopo un anno pieno di problemi...una bella rivincita :up: :up:
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 11/01/2013, 19:44

Grandissimo Bottu, che senza il jolly del cambio motore (cosa che tutti i primi faranno pagando 15' a loro volta) sarebbe 5° nella generale.
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 11/01/2013, 20:56

Bottu sta andando davvero forte!
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Re: Dakar 2013

Messaggio » 11/01/2013, 23:49

Dakar 2013, Settima tappa. Prima vittoria di Kurt Caselli, problemi per Cyril Despres. Impressionante gara delle auto e dei camion. Tragedia nel trasferimento: il francese Thomas Bourgin ha perso la vita in uno sfortunato incidente| P. Batini.


Dakar 2013, tappa 6. A Calama vincono Lopez (KTM) e Al-Attiya (Qatar-Red Bull)

Salta (Argentina), 11 gennaio. Una speciale relativamente corta, 218 chilometri, e due lunghi trasferimenti. Il primo, di oltre 400 chilometri porta la carovana in Argentina attraverso il Passo Jama, sulle Ande al confine tra Cile e Argentina e non lontano dalla Bolivia, il secondo, di 116 chilometri si conclude ai due bivacchi di Salta, distinti per auto e moto, dopo la disputa della Speciale.

Quest’ultima è tracciata interamente ad un altitudine variabile tra i 3.400 e i 3.600 metri. Durate il primo trasferimento, questa mattina, ha perso la vita il venticinquenne Pilota francese Thomas Bourgin, vittima di uno scontro tra la sua moto e un'auto che proveniva in senso contrario. Tutta la tappa è molto faticosa, non solo per la lunghezza ma anche per l’altitudine e le temperature, drasticamente scese dopo i giorni del Perù e del Deserto di Atacama.
American Ace
A vincere la speciale delle moto è Kurt Caselli, l’americano chiamato all’ultimo momento a sostituire Marc Coma sulla KTM 450 Rally che brucia così le tappe della sua carriera nei Rally-Raids. Alle sue spalle Lopez, quindi Olivier Pain. Vistoso ritardo, invece, per Cyril Despres, trentacinquesimo al traguardo di Salta con oltre 13 minuti di ritardo da Caselli, che scende al quinto posto nella generale a quasi 15 minuti dal leader, per la terza giornata consecutiva Olivier Pain.
Imprevisti di gara
Brivido in testa alla Dakar. Cyril Despres ha avuto più di un problema nel corso della tappa, principalmente al cambio. L’ufficiale KTM è rimasto fermo in Prova Speciale e a lungo anche nel trasferimento finale, limitando i danni che potevano essere anche più gravi. Per il detentore della corsa la beffa si aggiunge al danno, poiché il francese difficilmente potrà presentarsi al meglio alla partenza della seconda parte della tappa marathon. Ai concorrenti, infatti, è vietato ricevere assistenza stasera al bivacco di Salta.
“Brivido in testa alla Dakar. Cyril Despres ha avuto più di un problema nel corso della tappa, principalmente al cambio. L’ufficiale KTM è rimasto fermo in Prova Speciale e a lungo anche nel trasferimento finale, limitando i danni che potevano essere anche più gravi”

A fare il colpo del giorno è ancora Francisco Lopez. “Chaleco”, vincitore ieri e secondo al traguardo davanti a Pain, apre così la Dakar 2013 a un nuovo scenario ovviamente, in parte almeno, annunciato. Il cileno balza in seconda posizione nella generale, a sei minuti da Pain. David Casteu è alle costole, ma non è verosimilmente un problema e, con Despres dietro di otto minuti, il fuoriclasse cileno ha la possibilità di amministrare le tappe argentine e rilanciare ulteriormente le proprie quotazioni al ritorno in Cile, dove è imbattibile.

Despres non è il solo a rammaricarsi per la brutta giornata di oggi. Jordi Viladoms si ferma al KM 40 della prova speciale. Per lo spagnolo, quarto al traguardo di Lima lo scorso anno e che era quinto al termine della quinta tappa, continua l’odissea di quest’anno dopo il guasto che ha attardato la sua Husqvarna nel corso della sesta tappa. Si ferma anche Gerard Farres e ancora problemi per Paulo Gonçalves. Joan Barreda, ormai fuori gioco, è ripartito questa mattina dopo aver manifestato l’intenzione di ritirarsi, ma ormai ha la testa altrove. Al contrario, Alessandro Botturi mantiene altissimo il livello di concentrazione.

Nessun colpo di testa nella tappa veloce e solo pericolosa, e uno sguardo avanti e alla classifica, che vede il bresciano ora al nono posto a mezz’ora dal leader. Tuttavia c’è da tener presente che Botturi ha già giocato il “jolly” sostituendo per sicurezza il motore alla sua Husqvarna, cosa che nessun altro dei primi ha ancora fatto. Considerando che tutti, prima o poi, cambieranno il propulsore a loro volta, oggi Botturi “vale” la quarta, quinta posizione della generale di una Dakar peraltro ancora lunghissima. Un rapido aggiornamento finale. Paolo Sabatucci si è ritirato ieri nel corso della sesta tappa per un inconveniente meccanico. A rincarare la dose il guasto al suo camion di assistenza, ancora lontano da Calama a tarda notte. Marcos Patronelli imprendibile, ma è il cileno Sebastian Palma che vince la sua prima tappa nella gara dei Quad. Camelia Liparoti, tenacissima, sale in 14ma posizione.

La sfida dei camion è paurosa. Difficile immaginare che gli elefanti del deserto possano essere, in un contesto come quello di oggi su un terreno estremamente veloce, rapidi quasi quanto un’auto
La gara delle auto
Tris di Stephane Peterhansel e nuova vittoria dell’IVECO di Gerard De Rooy.
Al-Attiya parte all’assalto della settima tappa delle auto, riprogrammata dagli organizzatori con un ritardo di mezz’ora rispetto all’orario iniziale. Per il Buggy Qatar-Red Bull è il terzo tipo di collaudo “ufficiale”. Dopo la sabbia e le piste WRC, è l’ora della prova in altura. La tappa è favorevole alle Mini All4 Racing, ma il Principe del Qatar ha riservato più di una sorpresa alle coronarie degli appassionati già abbondantemente sollecitate nella prima parte della corsa.

E infatti fino a metà della Prova Speciale Al-Attiya continua a condurre respingendo l’attacco degli avversari, a turno Guerlain Chicherit (SMG) e Robby Gordon. Stephane Peterhansel si tiene indietro, aspettando il suo turno. Distacchi ridottissimi. Quando la pista si distende in un tratto più veloce il fuoriclasse francese sferra il suo attacco decisivo, sorpassa Gordon e passa a condurre. Il suo margine di vantaggio è sempre molto esiguo ma la tappa prende un’altra piega. Si corre quasi a vista in una speciale che sembra una prova del WRC, velocissima. Tre stili differenti. Al-Attiya, che è stato più vicino ai Rally tradizionali, è perfettamente a suo agio, Gordon fa come sempre del coraggio e dell’esuberanza la sua arma migliore, e Peterhansel si presenta in una veste abbastanza insolita, promosso a maestro anche in questo difficile tipo di sfida.
Finale mozzafiato
Il finale è allo sprint. Al-Attiya sbaglia e perde il contatto, lasciando sfilare gli avversari, e Stephane Peterhansel va a vincere all’impressionante media di oltre 120 chilometri/ora. Al secondo posto Guerlain Chicherit (SMG), con il miglior intermedio nella parte finale della speciale, e al terzo Robby Gordon (Hummer). L’argentino Orlando Terranova inserisce la sua BMW davanti alla Toyota di De Villiers. Solo sesto Al-Attiya, che comunque non concede più di due minuti a Peterhansel.

“Peter” e il “Principe”, che hanno vinto tre tappe ciascuno (la restante settima è stata appannaggio di Joan Roma), restano a distanza ravvicinatissima e nell’ordine al comando della Dakar. La battaglia è tutt’altro che conclusa e resta molto franca e avvincente. Tre minuti di differenza dopo sette tappe sono niente. Sul podio virtuale della Dakar delle auto ancora tre auto diverse, ma la Toyota di Giniel De Villiers è più indietro, a tre quarti d’ora.
“Il finale è allo sprint. Al-Attiya sbaglia e perde il contatto, lasciando sfilare gli avversari, e Stephane Peterhansel va a vincere all’impressionante media di oltre 120 chilometri/ora”
I camion
La sfida dei camion è paurosa. Difficile immaginare che gli elefanti del deserto possano essere, in un contesto come quello di oggi su un terreno estremamente veloce, rapidi quasi quanto un’auto. La deriva dei pesanti mezzi gioca un ruolo chiave nella guida, e lo spettacolo offerto è da brivido. Gerard De Rooy, che con un finale incredibile ha sovvertito le sorti della tappa precedente arrivando a Calama da vincitore e riconquistando la leadership della Corsa, è ormai scatenato. L’olandese vince la sua quinta speciale e porta l’IVECO Powerstar ad una nuova prestazione eccellente. Anche in questo caso la media del vincitore, non lontana dai 110 KM/h, ha dell’incredibile.

Miki Biasion, provato dai problemi che lo hanno afflitto nelle tappe precedenti, ritrova lo smalto dei tempi migliori sui terreni che gli ricordano l’epopea della sua carriera e, pur mantenendosi in curva di sicurezza, punta a un piazzamento che risollevi, se non il risultato complessivo, almeno il morale. Il quinto posto ottenuto a Salta, a poco più di due minuti dal compagno di Squadra, è uno di questi.

Miki Biasion: «Una tappa corta ma molto bella, interamente sulla Cordigliera delle Ande e sempre in quota. Mai sotto i 3.000 metri di altitudine. In queste condizioni ci si deve abituare all’aria un po’ rarefatta, e anche i mezzi soffrono un pò perchè perdono parte della loro potenza. Ho cercato di controllare situazione e avversari, e soprattutto di non commettere errori, mantenendo un buon ritmo ma senza mai forzare più di tanto l'andatura.


Ancora una tragedia alla Dakar, esattamente otto anni dopo la morte di Fabrizio Meoni. Durante il primo trasferimento, dopo il via della settima tappa, che stava portando i concorrenti in Argentina, il francese Thomas Bourgin si è scontrato con la sua KTM 450 contro un auto della polizia locale, perdendo la vita. Incredibilmente l'ennesima tragedia in gara è successa esattamente nello stesso giorno in cui 8 anni fa perse la vita il nostro Fabrizio Meoni.
A vincere la prima tappa marathon di questa edizione è stato il "rookie" Kurt Caselli. L'americano, chiamato a sostituire l'infortunato Marc Coma sulla KTM 450 Rally ufficiale, ha preceduto Chaleco Lopez e Oliver Pain, che rafforza così la sua leadership nella classifica generale. Cyril Despres è arrivato infatti al traguardo con circa 13 minuti di ritardo a causa di un problema al cambio della sua KTM. Trattandosi di una tappa Marathon non ci sarà per lui la possibilità di assistenza meccanica e rimane il dubbio sull'efficacia della sua moto nella tappa di domani. Ancora ottima gara per Botturi che è giunto 10° a 4 minuti da Caselli e ora è 9° in classifica a 30 minuti dalla vetta, dopo la penalizzazione di 15 minuti subita ieri per la sostituzione del motore.
Ora Pain guida con 6 minuti di vantaggio su Lopez e 6 minuti e mezzo su Casteu.

Classifica 7 tappa
1 CASELLI (USA) KTM 01:51:31
2 LOPEZ (CHL) KTM 01:52:54
3 PAIN (FRA) YAMAHA 01:52:54
4 VERHOEVEN (NLD) YAMAHA 01:53:01
5 FARIA (PRT) KTM 01:54:01
6 PEDRERO (ESP) KTM 01:54:13
7 PRZYGONSKI (POL) KTM 01:54:22
8 CASTEU (FRA) YAMAHA 01:54:43
9 SVITKO (SVK) KTM 01:55:37
10 BOTTURI (ITA) HUSQVARNA 01:56:10

Classifica generale
1 PAIN (FRA) YAMAHA 17:28:17
2 LOPEZ (CHL) KTM 17:34:23
3 CASTEU (FRA) YAMAHA 17:34:54
4 FARIA (PRT) KTM 17:37:59
5 DESPRES (FRA) KTM 17:42:24
6 PRZYGONSKI (POL) KTM 17:49:00
7 SVITKO (SVK) KTM 17:53:08
8 CASELLI (USA) KTM 17:56:03
9 BOTTURI (ITA) HUSQVARNA 17:58:35
10 ISRAEL ESQUERRE (CHL) HONDA 17:58:52



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Re: Dakar 2013

Messaggio » 12/01/2013, 0:07





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Re: Dakar 2013

Messaggio » 12/01/2013, 6:49

occhio a lopez... che quello spacca!!

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