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Intervista a Simone Zecchina

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Intervista a Simone Zecchina

Messaggio » 14/12/2011, 22:27

Pronto per il Mondiale!

Quest'anno ha vinto tutto: Europeo 125, Italiano e Internazionali d'Italia. Ora, il grande salto al Mondiale MX2


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Il 2011 per Simone Zecchina e stato un anno fantastico. Tre campionati vinti, praticamente tutti quelli a cui ha partecipato, lasciando stare la parentesi mondiale arrivata quasi come premio. Campione Europeo 125, Campione Italiano 125 e vincitore degli Internazionali d'Italia Under 17. Questo il biglietto da visita di un ragazzo considerato da molti una delle piu concrete speranze azzurre per il futuro.
Cosi, siamo andati a trovarlo a Medicina, nella pianura bolognese, terra di motori dove ha sede il Team Castellari, che lo ha supportato e aiutato a raggiungere questi risultati. Simone ha 17 anni, e nato a Canneto sull'Oglio, in provincia di Mantova. Ha cominciato ad andare in moto a 6 anni e a fare qualche gara un anno dopo, nel regionale lombardo e quindi nell'Italiano Minicross. Ma i risultati non sono mai arrivati, nemmeno nell'anno in cui ha corso con la maglia azzurra. Simone alla fine del 2009 arriva da Bertino Castellari e nel 2010 comincia a dargli il gas in maniera piu concreta. Fa secondo agli internazionali d'Italia Under 17, ma poi si frattura e deve star fermo 5 mesi. Rientra per l'Europeo e chiude secondo a pari punti con il vincitore, trionfando comunque nell'ultima prova di Genova.

Ciao Simone, per te un 2011 strepitoso. Raccontaci...
Sono partito con l'obiettivo di dare il meglio e di vedere strada facendo come sarebbe andata. Non mi aspettavo di vincere facilmente, ma dopo le prime gare ho cominciato a crederci. L'Europeo e stato difficile, anche a causa di un piccolo infortunio sul finale di stagione. Certo, nelle ultime gare non ho piu vinto come all'inizio, ma ho raccolto i punti che mi servivano senza rischiare.

Il tuo grande rivale è stato Bernardini. Com'è il vostro rapporto?
Con Samuele in pista abbiamo avuto grandi duelli e anche qualche contatto, come a Cingoli. Ma non ci sono stati strascichi. Fuori pista siamo amici, ma e logico che una volta in gara ognuno fa la sua strada.

Lui corre nel team Italia ed anche tu ne hai fatto parte, nel 2009. Raccontaci la tua esperienza.
Purtroppo non e stata positiva. Non ho trovato il feeling con il team e soprattutto con il manager Filippo Lamotte.

Come mai hai deciso di non partecipare all'Europeo SX? Avresti potuto cercare di portare a casa il quarto titolo in una stagione!
Ho qualche problema al dito che mi sono fratturato. In piu e stata una stagione molto lunga e faticosa e ho preferito non parteciparvi. Anche se mi e dispiaciuto.

L'Europeo si e corso sulle tecniche piste del Mondiale. Hai trovato difficolta o sei comunque riuscito ad allenarti sulle piste italiane?
Quest'inverno mi sono allenato bene perche comunque anche dalle nostre parti, quando fa brutto tempo, si trovano delle piste bucate e impegnative. Nel periodo estivo e stata piu dura, effettivamente e piu difficile trovare piste bucate dove allenarsi. Per fortuna noi ne abbiamo un paio, tipo Marradi e Porcioantico, che non vengono troppo spianate e vanno bene per allenarsi.

Parlaci della tua esperienza nel Mondiale con la Suzuki di Geboers...
All'inizio non ci credevo e in realta non ne ero davvero convinto, fino a quando non mi sono trovato sopra la moto ufficiale. Pensavo che avrebbero scelto qualche pilota piu forte di me, e devo ringraziare anche Enzo Valenti per l'interessamento. E stata un'occasione unica.

Cosi ti sei trovato dietro al cancello con i piloti piu forti del mondo. Cosa pensi ti manchi ancora per raggiungerli?
Innanzitutto la preparazione fisica. Mi sono reso conto che i piloti che finivano intorno al decimo posto non erano poi tanto piu veloci di me, ma riuscivano ad essere piu costanti per tutta la manche. Certo, i primi anche tecnicamente sono su un altro pianeta e vanno davvero piu forte. Mi ha impressionato Roczen, ovvio, ma anche Tonus ha una grande tecnica. E migliorera ancora.

Come vedi i piloti italiani della MX2?
Lupino in questo momento e il piu veloce. Nelle ultime gare, quando anche la moto e migliorata, ha dimostrato di andare forte e di poter stare li davanti, partendo bene.

Avete una pista di SX a due passi. E importante per crescere?
Assolutamente si. E fondamentale per crescere tecnicamente e per diventare piu agili e svegli. Noi qua al team ci giriamo tutte le settimane, almeno una volta.

Com'è Bertino con i suoi ragazzi?
E' bravissimo, non c'è molto da aggiungere, si fa in quattro per noi, Bertino è Bertino!

Il prossimo anno hai firmato con il team 3C per il Mondiale MX2. Non era forse piu giusto fare prima un anno di Europeo MX2?
Si, anch'io all'inizio avrei voluto partecipare all'Europeo. Sono andato molto vicino a firmare con Kawasaki Bud ma, quando mi hanno presentato il contratto, non mi sembrava piu cosi vantaggioso: mi avrebbero tenuto nel 2013 solo nel caso in cui avessi vinto l'Europeo nel 2012. Non so che livello ci sara il prossimo anno nell'EMX2 e non volevo rischiare di buttare via tutto se magari non fossi riuscito a vincerlo. Tutte le altre proposte erano per il Mondiale e alla fine ho deciso per il Team 3C.

Cosa ti ha spinto a scegliere loro?
Ho parlato con Gabriele Rinaldi, il cugino di Michele, che e entrato da poco nel team, e mi ha fatto una buona impressione. Mi hanno dato delle garanzie tecniche.

Però in Bud ci sarebbe stato Jacky Vimond ad allenarti...
Si, in effetti sarebbe stato molto bello. Ma anche qua abbiamo fatto il contratto con Antonio Scalabrino, il preparatore atletico di Philippaerts. Non sono mai stato seguito da nessuno da quel punto di vista e quindi cerchero di dare il massimo. Per me sara tutto nuovo.

Quali sono i tuoi programmi per il 2012, oltre al Mondiale?
Faremo lo Starcross e gli Internazionali d'Italia di Motocross. In piu a fine anno, se vorro, potro partecipare a qualche gara di Supercross.

E gli obiettivi?
Non sono uno che si pone degli obiettivi. Anche quest'anno sono partito senza sapere bene quale fosse il mio livello. Poi, man mano che vedevo i risultati, ci ho creduto. Daro il massimo e vedro dove mi portera.

Non hai paura di cambiare team e di non trovare piu un ambiente famigliare come quello che vivi qua da Bertino Castellari?
Beh, sicuramente il clima che c'è qua e ottimo, la cosa piu bella e che si ride sempre, sia quando si vince che quando si perde. Mi manchera, ma sono certo che andra bene anche la mia nuova avventura.

Ma hai provato a rimanere con Bertino, ne hai parlato con lui?
Mi dispiace davvero molto andare via da qua, ma... forse ve lo dira Bertino stesso.

Simone si imbarazza un po, non sa piu cosa dire. Cosi interviene Castellari. Per Bertino partecipare a tutto il Mondiale non è fattibile, principalmente per una questione di costi (anche se, per Simone e per gli altri ragazzi, quest'anno ha fatto uno sforzo notevole: tra Europeo 125 ed Europeo MX2 è come se avesse fatto un mondiale intero!). E poi Bertino non crede che Simone sia già pronto per il Mondiale, lui gli avrebbe fatto fare ancora un anno di Europeo. Anzi, già in questo 2011 avrebbe voluto far correre Zecchina nell'Europeo MX2 sulla 250 4T, ma poi, visti i risultati di inizio stagione con il 125, ha (giustamente) deciso di andare avanti per quella strada... Inutile negarlo, a Castellari sarebbe piaciuto fare ancora un anno insieme, ma augura comunque a Simone tutto il bene possibile. E se le cose non dovessero andare nel modo sperato, dice che non sarebbe la prima volta che un pilota torna indietro da lui! Bertino è un fiume in piena, parla a ruota libera con il suo accento romagnolo che lo fa assomigliare tanto a quel comico di Zelig, l'assessore... parla della sua pista, parla del suo team (sotto la sua tenda ogni gara si contano una decina di piloti, alcuni dei quali si sono giocati fino all'ultimo i vari campionati di categoria, come Muratori e De Bortoli).
Tornando a Zecchina, Bertino ci fa anche capire che Simone in fondo è ancora un ragazzo, e forse c'è chi decide per lui. E spera che non finisca nelle mani di qualcuno che, nel caso non arrivassero i risultati, potrebbe decidere di metterlo da parte. Ne ha visti troppi di ragazzi che sono stati bruciati in questo modo, ed è l'ultima cosa che vorrebbe. Ma tutti noi speriamo che questo non accada. Il primo che ci deve credere è Simone stesso, perché - per fortuna - nel Motocross dietro al cancello c'è sempre il pilota con le sue qualità. E queste, a Simone, di sicuro non mancano.

fonte xoffroad.it
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