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Merzouga Rally

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Merzouga Rally

Messaggio » 07/12/2011, 14:01

Il bilancio della seconda edizione

Edo Mossi, l'organizzatore, parla che dei programmi per il 2012


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Il Merzouga Rally ha visto alla sua seconda edizione cento mezzi iscritti, undici le nazioni rappresentate e oltre duecentocinquanta partecipanti tra concorrenti, accompagnatori, familiari e staff. Adesso è tempo di bilancio e lo facciamo con Edo Mossi, l'Organizzatore.

Con l'edizione 2011 il Merzouga Rally è cresciuto molto a livello di presenze e si è imposto nel panorama internazionale dei rally africani, è soddisfatto?
Siamo riusciti a dare un segnale forte! Questa è la mia più grande soddisfazione. Lo scorso anno, al nostro debutto, l'evento è stato un vero successo, la vera sfida era ripetersi, migliorare e aumentare i numeri. Sono contento perché il rally è letteralmente raddoppiato a livello di iscritti.

Tanti si aspettavano una gara semplice, mentre si sono dovuti confrontare con alcune tappe fisicamente molto impegnative e tanta navigazione. Come hanno risposto gli amatori?
Un rally in Africa è per definizione duro. Non credo che gli amatori abbiano sofferto troppo, ma sicuramente avranno faticato tanto, questo sì. Le prime gare che ho fatto in Africa come pilota, anch'io faticavo moltissimo, ma quando arrivavo al traguardo, la felicità era proporzionale alla fatica. Oggi purtroppo sono cambiate un po' le cose, ma al Merzouga si faticherà sempre. Mal che vada, un pilota può sempre fare un solo giro, no?

In compenso i chilometri non erano tantissimi, prevede di aumentare il chilometraggio?
In questa edizione sono stati percorsi circa 1.000 chilometri. Jakub Przygonsky, il primo classificato, ha impiegato complessivamente 14 ore e 28'. Al "Faraoni" i chilometri sono 2.700 e Marc Coma quest'anno li ha percorsi in 24 ore. Ciò vuol dire che se il Merzouga fosse stato lungo quanto la gara delle Piramidi, a Przygonsky ci sarebbero volute un po' più di 39 ore per completare il percorso. Questo denota quanto sia impegnativo e tecnico il tracciato del Merzouga Rally: la velocità media molto più bassa infatti è dovuta ad un terreno sabbioso con dune molto alte e tanti cambiamenti di direzione, perché la navigazione è molto difficile.

Quest'anno, per le iscrizione il numero era chiuso a 50 moto e 20 SSV e avete fatto il pieno… Cosa dobbiamo aspettarci per l'anno prossimo?
Quest'anno ci siamo resi conto che avremmo potuto gestire molti più mezzi. Ma, visto che ci piace fare un passo alla volta e privilegiare sempre la sicurezza, per l'anno prossimo pensiamo di poter portare a 70 il numero limite per le moto e 30 per gli SSV.

Parlando di sicurezza mi sembra di capire che sia sempre la vostra priorità, ci dà qualche numero?
La cosa più confortante è che abbiamo avuto un numero limitatissimo d'infortunati, solo due e di livello medio…. E questo è dato da una cura maniacale del percorso e da una seconda segnalazione a terra dei pericoli importanti. Il nostro fiore all'occhiello resta la rapidità d'intervento dell'equipe medica, capace di essere sul posto con un tempo di reazione inferiore ai 10 minuti. Non solo, la presenza sul percorso di una persona dell'Organizzazione ogni 20 km ha messo a proprio agio tutti i partecipanti.

Nell'immaginario collettivo il rally raid è in linea e con un chilometraggio importante, c'è la possibilità che il Merzouga diventi in linea?
Assolutamente no… vorrebbe dire raddoppiare i costi d'iscrizione e dimezzare il confort. Una formula che funziona, non va cambiata!

Pensa che in un futuro il Merzouga Rally possa entrare nel circus del Campionato del Mondo?
Non esiste un Campionato del Mondo di Rally Raid, ma una coppa del Mondo… Ci penserò quando ci saranno almeno 10 piloti che partecipano a tutte le gare.. Non è il caso al momento.

Cosa cambierà nella prossima edizione?
La formula del Merzouga Rally funziona e non credo che vada cambiata, occorre solo affinare qualche dettaglio. La novità sarà una speciale da 300 km del tutto inedita. Non solo, ascoltando i suggerimenti dei concorrenti, vogliamo eliminare la tappa con 3 anelli uguali, cercheremo di differenziare al massimo un anello dall'altro e alcuni giorni andremo in zone nuove.

I costi per il 2012 rimarranno invariati?
Certo, oggi posso confermarlo. Ho fatto e rifatto i conti e a meno non si può. In compenso ci saranno nuovi servizi che aiuteranno i piloti ad abbassare i costi.

Il Merzouga è stato etichettato come un rally low cost, lei è d' accordo?
Questa etichetta proprio non mi piace! Se la domanda è: i rally sono poco frequentati poiché troppo cari, allora la risposta è sì. Noi stiamo molto attenti alla politica dei prezzi e siamo in grado di offrire una quota d'iscrizione non esosa e di gran lunga inferiore agli altri rally africani. Ci stiamo muovendo inoltre per far abbassare gli importanti costi aggiuntivi che un pilota deve affrontare perpartecipare ad un rally.

Ci fa qualche esempio?
Una trasferta in Africa costa: noi offriamo il trasporto dei mezzi ad un prezzo politico e un paddock fisso con vari servizi utili in modo da non spostare mezzi e materiale dall' Europa. L'assistenza è un costo che incide molto, da noi l'iscrizione dell'assistenza è data ad un prezzo da amico. Una moto da Rally (vera o finta) ha un costo elevato, per questo al Merzouga ci si può iscrivere con la moto da enduro.

Qualche anticipazione sui programmi del prossimo anno?
Nel 2012 il nostro impegno raddoppia ed esordiremo con l'Xrally, una gara che si sviluppa in 3 tappe più un prologo da 60 km. Si svolgerà a Marrakesh dal 5 al 9 giugno. La formula è quella del Merzouga, ma grazie alla facilità con cui si raggiunge questa bellissima città, puntiamo ad organizzare anche interessanti eventi promozionali per gli sponsor. Ma non ci fermiamo qui, un'altra gara europea farà da "campionato" con un premio in denaro per la categoria Rally-lite, la classe in cui crediamo e che vogliamo sviluppare.

Cosa pensa del mondo dei rally raid oggi? Come si pone nei confronti di questo mondo?
I rally africani sono in crisi. Il Merzouga Rally è una filosofia, un modo di vivere, che piace ed è seguito. Noi guardiamo al futuro e cerchiamo di trovare soluzioni, non vogliamo stare ad aspettare. Magari sbagliamo, ma almeno ci proviamo.

fonte xoffroad.it
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