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Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Commenti e curiosità dalle competizioni.

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jenk
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Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 20/09/2011, 21:02

Mancano ancora diversi mesi alla Dakar 2012, ma la macchina organizzativa è partita! Nel 2012 seguiremo il 23enne Manuele Lucchese e la sua Husaberg sin dai nastri di partenza del rally sudamericano

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Manuel Lucchese racconterà la sua Dakar ai lettori di Moto.it
Ci piacciono da matti le sfide. Per questa ragione nel 2012 Manuel Lucchese racconterà ai lettori la sua gara alla mitica Dakar. Manuel ha infatti solo 23 anni e già per questo conquista un primato, a pari merito con Edi Orioli: essere il più giovane concorrente italiano in corsa alla Dakar.
Seguiremo la sua gara passo passo, scoprendo i segreti di un pilota semi-professionista che si prepara a correre una delle competizioni più difficili sia a livello fisico che mentale.
Scopriamo direttamente da Manuel chi è e quali sono le sue aspirazioni. Nei prossimi mesi sarà lui stesso ad aggiornarci sulla preparazione e della sua Husaberg 450 in vista della Dakar 2012.

Seguitemi su Moto.it, vi racconto la mia Dakar!
Mi chiamo Manuel Lucchese, sono un ragazzo romano di 23 anni che ha deciso di giocarsi tutto per inseguire un sogno su due ruote.
La mia dipendenza per le due ruote è iniziata nel lontano 1996 all’età di 8 anni, quando mio padre mi ha regalato la mia prima moto da cross. E' stato subito un colpo di fulmine e pochi giorni dopo ero già nel parco di Villa Ada (noto parco del centro di Roma) a imparare a guidare. I primi anni di minicross sono stati disastrosi, ero veramente negato e nonostante mio padre mettesse un sacco di dedizione e passione, non c’era verso che io dessi gas! Fortunatamente da adolescente mi sono svegliato un po’ e sono arrivati i primi risultati nel campionato italiano minicross. Ma non pensavo fosse questo il mio futuro.

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Proprio questa settimana partirò per l’Australia per correre un importante rally e per valutare la preparazione fisica e mentale

Non mi sono mai voluto vedere come un semplice pilota ma come un esploratore, per me la moto non è solo un mezzo da competizione, è qualcosa di molto più grande, la moto è un mezzo che mi permette di esplorare, scoprire, evadere.
Nel 2004 dopo vari infortuni ho abbandonato il cross e ho provato per curiosità l’enduro e i motorally: il primo approccio è stato molto positivo con entrambe le discipline e subito alla prima stagione ho chiuso il campionato italiano enduro nei primi 5 e ho persino vinto quello motorally.
Ho continuato a correre in entrambe le discipline fino al 2007 quando ho abbandonato l’enduro per concentrarmi interamente sui rally.

Il fascino unico dei Rally
Nel mondo dei rally vivi immediatamente qualcosa di diverso, riesci ad appagare la voglia di vera avventura come nessun’altra disciplina per diversi motivi, primo su tutti la velocità, qui si sfreccia a manetta con la moto raggiungendo punte massime anche di 170km/h, cosa impensabile nel cross o enduro.
Anche dal punto di vista mentale i rally richiedono uno sforzo non indifferente per resistere a tanti giorni di gara nei quali l’inconveniente è sempre dietro l’angolo.
I rally sono diventati la mia vita ed in questi anni sono riuscito a vincere 1 gara di campionato del mondo, 7 titoli europei e 4 italiani.
Però nella vita non corro e basta, oltre alle gare frequento l’università, lavoro come tester per la rivista Endurista e ogni tanto faccio i normali lavori da studente per tirare su qualche soldo in più (cameriere, promoter, barman).
Quest’anno la stagione è iniziata in modo strano; dovevo correre il campionato italiano ma io volevo esordire nel deserto, in un modo e nell’altro sono riuscito a trovare la soluzione per andare ad Abu Dhabi per la mia prima volta sulle dune ed è stato amore alla prima smanettata.
Incredibilmente alla fine sono riuscito a correre tutte le prove del mondiale quest’anno grazie all’aiuto dei vari organizzatori che mi hanno supportato in qualità di pilota più giovane del mondiale.
E ora mi trovo 5° assoluto e migliore degli italiani.

Cinque mesi fa la svolta: è tempo di Dakar
Pochi mesi fa ho preso una pazza decisione, quella di iscrivermi alla Dakar, una cosa che desideravo da tempo ma le possibilità economiche mi avevano sempre bloccato. Quest’anno senza budget e senza sponsor mi sono buttato, ho preso tutti i miei risparmi e ho mandato l’iscrizione senza pensarci due volte, anche perché quest’anno entrerei nel mio piccolo nella storia della Dakar come il pilota italiano più giovane di sempre assieme a Edi Orioli che partecipò per la prima volta a 23 anni.
Ammetto di essere molto preoccupato anche perché sarà davvero una grande sfida percorrere 9.000km di gara in 14 giorni e ho ancora quasi tutto da organizzare!
Un mix di emozioni mi sta accompagnando da quando ho mandato l’iscrizione, sento un’enorme carica e voglia di impegnarmi.
Con il passare dei mesi sto riuscendo a ridurre al minimo i costi, ad allenarmi e prepararmi per questa incredibile avventura, inoltre sto scoprendo una grandissima solidarietà tra motociclisti di tutto il mondo che mi stanno dando il loro supporto.
Proprio questa settimana partirò per l’Australia per correre un importante rally e per valutare la preparazione fisica e mentale, il tutto grazie ad una persona conosciuta casualmente su Facebook, ma questo ve lo racconterò la prossima volta.
Intanto seguitemi su Moto.it e sul mio blog www.ladakar.com
Nei mesi che verranno condividerò con voi tutto ciò che comporta organizzare la propria partecipazione alla Dakar, spero di ispirare altri giovani come me a buttarsi in questa fantastica disciplina!

Manuel Lucchese

fonte moto.it
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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 24/09/2011, 11:58

caspità che fortuna,non è da tutti partecipare ad una gara cosi esclusiva.anche se preferisco l"africa race
aprilia scarabeo 50 per le rapine,per fare lo scemo transalp 650

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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 24/09/2011, 14:44

Grande Manuel!
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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 24/09/2011, 15:03

da facebook di lucchese
"Vaff...... gara gia finita, la gomma ha ceduto, ho provato ad andare sul cerchio e basta ma con 180km da fare ancora era impossibile. Mi prende malissimo ero in testa anche alla mia classe..."

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peccato mi spiace molto
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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 24/09/2011, 16:40

:roll: Il ragazzo va forte, ma se non comincia a collegare il cervello.....
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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 25/09/2011, 9:17

mchanic ha scritto::roll: Il ragazzo va forte, ma se non comincia a collegare il cervello.....


Per me, è colpa delle merendine.
Chissà che scorta ne devrà portare per la Dakar ...
:roll:
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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 25/09/2011, 12:35

Mai vista una gomma "tranciata" in quel modo.
Che mousse usa??
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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 25/09/2011, 15:02

Che mousse usa??

:pray: Ti assumi la responsabilità , uno dei suoi sponsor è la nuova ditta bresciana, poi che le usi veramente.... :bugiardo:
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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 25/09/2011, 15:22

jenk ha scritto:Mai vista una gomma "tranciata" in quel modo.
Che mousse usa??



usa le T......... :silence: :silence: :silence: :silence:
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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 25/09/2011, 17:25

Foto tratta dal suo blog : www.ladakar.com

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... grazie sponsor !!! :evil: :evil: :evil:

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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 25/09/2011, 18:08

:shock: :shock: :shock: :shock: :shock:

ma gli hanno messodentro della dinamite??

:naughty: :naughty: :naughty: :naughty:

da far ammazzare il pilota
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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 25/09/2011, 21:40

:shock: non sembra la technomousse, di solito sono grige, a meno che la rally sia stata fatta nera :roll:
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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 27/11/2011, 16:39

Come ci si iscrive alla Dakar?
Iscriversi alla gara più dura del mondo è molto più facile di quello che uno possa pensare, ora vi spiego come ho fatto io


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La Dakar è considerata una delle manifestazioni sportive più importanti al mondo e nonostante i costi spropositati che abbiamo visto nello scorso articolo, ogni anno il numero di iscrizioni è ben superiore al numero massimo imposto dalla ASO. Quest’anno le iscrizioni si sono aperte il 16 Maggio ed in poche settimane le richieste hanno oltrepassato il limite massimo imposto costringendo l’organizzazione a rifiutare ben oltre 100 piloti.

La prima parte di iscrizione è molto semplice, basta collegarsi al sito ufficiale ed entrare nella sezione dedicata ai concorrenti ed accedere alla pagina registrazioni. Da questo momento il sito ci guida nella creazione di un proprio personale dossier dove è obbligatorio inserire tutti i nostri dati, le competizioni alle quali abbiamo partecipato negli ultimi anni, le nostre cordinate bancarie e via discorrendo. Una volta completato il dossier bisogna effettuare il pagamento della prima rata d’iscrizione di € 4.500, a questo punto si viene messi in attesa fino a Luglio, mese nel quale i piloti ricevono la conferma o il rifiuto della propria iscrizione.

Quali sono i criteri di scelta adoperati dagli organizzatori?
La prima cosa che viene analizzata è il curriculum sportivo, in teoria è obbligatorio aver partecipato ad almeno 1 prova del Campionato del Mondo Cross Country Rallies o eventi di risonanza internazionale ed ovviamente più sono le gare di mondiale alle quali si è preso parte e maggiori sono le speranze di essere ammessi. Questo però non è l’unico criterio con il quale viene effettuata la scelta, di cruciale importanza è l’aver compilato il lungo dossier con precisione senza errori ed aver effettuato il pagamento subito. Una volta effettuate queste relativamente semplici procedure bisogna attendere lunghe settimane di ricevere la lettera nella cassetta della posta. Ho fatto giorni e giorni a controllare la posta e mi sentivo come un ragazzo che ha appena dato gli esami di maturità ed attende impaziente l’esito! Arriva il 15 Luglio e ricevo finalmente la conferma e per qualche giorno mille emozioni scorrono dentro di me perché una volta che la propria iscrizione viene accettata non ci si può più tirare indietro, pena l’esclusione dalla Dakar per i seguenti 5 anni.

Iniziano i preparativi
Dopo aver ricevuto la lettera si deve effettuare il secondo pagamento di € 4.200 entro il 15 settembre, momento nel quale le cose iniziano a farsi più calde e complicate. Da questo momento in poi si inizia a ricevere molte email nelle quali vengono inviati parecchi moduli da compilare e vi posso assicurare che per capire tutto quello che bisogna fare ci vuole un po’! La prima cosa importantissima da fare è effettuare l’ordine dell’Iritrack e GPS, sistemi obbligatori da avere sulla moto che sono inclusi nell’iscrizione. Successivamente bisogna effettuare diverse assicurazioni per il trasporto dei veicoli, rimpatrio in caso di infortunio ed eventuali visti da ottenere che dipendono dalla nazione dalla quale provenite. I moduli sono veramente molti e bisogna stare attenti a fare tutto giusto se si vuole partire tranquilli.

La puntualità è importante
Arriva l’ 1 novembre e le cose si fanno serie, bisogna effettuare l’ultimo pagamento di € 5.700 e compilare alcune carte per l’imbarco dei mezzi per l’Argentina. Avendo speso tutti i miei risparmi e non avendo raccolto in tempo i soldi necessari ho dovuto chiedere un prestito ad amici e parenti ed ho effettuato il pagamento in ritardo di 10 giorni….e l’organizzazione non me l’ha fatta passare liscia! Nonostante quest’anno abbia finito 5° nel Campionato del Mondo e mi spettava un numero di gara basso e la possibilità di partire nei primi 50 anche se alla prima esperienza, il fatto che ho pagato in ritardo ha fatto si che fossi penalizzato ricevendo il numero 172 su 189.

Per concludere, iscriversi alla Dakar sembra semplice perché lo si può fare interamente dal proprio pc, ma in realtà sbagliare a compilare un modulo o ritardare in un pagamento può tradursi in complicazioni! Giustamente l’organizzazione è molto fiscale perché le richieste sono sempre molte e gestire oltre 400 piloti tra moto, quad, macchine e camion non è facile.

La moto in nave
Pochi giorni fa, il 21-22 Novembre, sono stati imbarcati tutti i mezzi per l’Argentina sulle navi a Le Havre (Nord della Francia). Ora sono relativamente più tranquillo perché anche solo il riuscire ad arrivare là con tutto fatto e pagato è stato molto complicato, nel prossimo articolo vi racconterò la mia pazza avventura per andare ad imbarcare la mia moto ed i miei ricambi!

Manuel Lucchese

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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 27/11/2011, 20:05

mchanic ha scritto::shock: non sembra la technomousse, di solito sono grige, a meno che la rally sia stata fatta nera :roll:


Sul fianco si legge la marchiatura "cross"....non è che qualcuno ha montato la mousse sbagliata?
O bianco o nero...ma sempre orange...
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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 13/12/2011, 21:52

Dakar 2012, moto e ricambi a destinazione!
Vi siete mai chiesti come viene mossa tutta la carovana dall’Europa al Sud America degli oltre 500 equipaggi partecipanti alla Dakar? Io l'ho vissuta in prima persona, vi racconto come ho spedito moto e ricambi in Argentina


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Vi siete mai chiesti come viene mossa tutta la carovana dall’Europa al Sud America degli oltre 500 equipaggi partecipanti alla Dakar? Io sì, parecchie volte e quest’anno la curiosità me la sono tolta in prima persona visto che 2 settimane fa ho dovuto fare le corse per riuscire a spedire la mia moto ed i miei ricambi!

Partiamo dall’inizio, in totale stile italiano ero in ritardissimo con la preparazione della moto. Sebbene fosse stata presentata all’Eicma in versione quasi definitiva, tutte le modifiche e gli accertamenti interni non erano ancora stati effettuati. Con pochissimo tempo a disposizione ed alcuni pezzi arrivati solo 2 giorni prima di spedirla, mi sono ritrovato con la moto completamente smontata nella cucina di casa dei miei nonni! Io, mio papà, mio nonno e anche mia nonna per quasi 48 ore a fare le corse per riuscire a fare l’essenziale sul mezzo prima di imbarcarlo per l’Argentina. Eravamo molto in ritardo sul programma, avremmo infatti dovuto spedire la moto da Le Havre (estremo nord della Francia) lunedì 21 Novembre... erano le 20:00 di Domenica ed eravamo ancora a casa!

Fosse stato solo il problema di trasportare la moto a Le Havre, ma avevo un altro grosso ostacolo da superare che era trovare qualcuno che mi caricasse i ricambi e le gomme perché, come avrete potuto immaginare, il mio budget risicato all’osso non mi avrebbe permesso di appoggiarmi ad un’assistenza che in media chiede tra gli 8.000 ed i 12.000 euro per il trasporto del materiale.

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E’ già domenica sera sono disperato, quindi provo a chiamare l’amico ed organizzatore del Sardegna Rally Race, Antonello Chiara e gli chiedo se magari lui conosce qualcuno che può aiutarmi. Con grande stupore ed onore si mette subito in moto per cercare di aiutarmi e dopo neanche mezz’ora mi chiama con la stupenda notizia che avrei potuto caricare tutto, anche i miei ricambi su un camion! La parte più bella è che il camion che mi avrebbe trasportato le cose sarebbe stato il camion assistenza di Camelia Liparoti, pluri Campionessa del Mondo Quad!!!
Uno non si aspetterebbe mai che una campionessa del suo calibro si sarebbe filato me, uno qualunque. Camelia mi chiama dopo qualche ora, parliamo per parecchio tempo e lei con una disponibilità unica mi spiega molte cose della Dakar e mi riempie di consigli, dicendomi che alla Dakar mi terrà sott’occhio e che per qualsiasi cosa cercherà di aiutarmi. Avere una persona con tutta quella esperienza sicuramente mi fa partire con una tranquillità molto più grande rispetto a quella che invece proprio non avevo fino a qualche ora prima.

Si parte per la Francia
Sono le 23:00 di domenica ed ho appena finito di caricare tutto sul furgone, mi aspettano 1.300 chilometri per raggiungere Le Havre (Francia) con il mio primo controllo orario della Dakar entro le 13:00 di lunedì, quando il camion assistenza di Camelia verrà imbarcato (per gestire il grande numero di mezzi da caricare sulle navi, ad ogni mezzo viene assegnata una convocazione al porto con un’orario ben preciso da dover rispettare per non ricevere una penalità di tempo in gara).

Io e mio papà non abbiamo scelta, guidare ininterrottamente tutta la notte dandoci il cambio alla guida e l’obbligo di tenere una media di velocità elevata (ovviamente rispettando i limiti del codice della strada!).
Un viaggio assurdo, partiti da Verona troviamo subito per circa 300 chilometri una nebbia fittissima (guardare la photogallery) e come se non bastasse arriviamo al traforo del Monte Bianco e troviamo il confine chiuso. Fortunatamente dopo mezz’ora di attesa lo riaprono e proseguiamo nel lungo trasferimento nel quale effettuiamo solo 2 soste per benzina e bagno. In tutto questo riesco anche a costantemente aggiornare la pagina Facebook dove tutti gli amici mi regalano costante supporto morale, partecipando anche loro alla mia avventura.

Sensazioni ed emozioni continuano a scorrere dentro di me mentre viaggio, per assurdo il non aver dormito nulla nelle ultime 56 ore quasi non mi pesa perché continuo a pensare "A 23 anni sto andando ad imbarcare la mia moto per la Dakar!" è difficile da spiegare cosa si provi, ma dopo tanto duro lavoro e sacrifici l’essere lì in viaggio con la moto pronta ad essere imbarcata non so... è come se fosse il primo giorno di scuola.

Dopo 14 ore di viaggio arriviamo al pelo al porto, proprio mentre stanno verificando il camion di Camelia ed in fretta e furia scarichiamo tutto dal furgone e mio papà si mette a cambiare rapidamente gomme e mousse (non avevamo fatto in tempo a casa). Carichiamo tutto, ricambi, motori, tenda, abbigliamento e gomme sul camion ed arriva il primo grande immenso sollievo. Il fatto di essere riuscito a spedire i ricambi era una cosa indispensabile e solo grazie ad Antonello della Bike Village e Camelia Liparoti sono riuscito a farlo, inoltre entrambi sono stati estremamente premurosi con me fornendomi importanti consigli.

Attendiamo qualche ora ed arriva il momento della mia convocazione per verificare la moto, installare i sistemi GPS ed Iritrack, attaccare i numeri di gara e mettere in cassa pronta per la spedizione. Che dire, neanche io credo a quello che sta succedendo, 3 mesi fa ero senza nulla e adesso sono lì a prepararmi per la Dakar, una delle gare più dure ed importanti al mondo. Tutti i sacrifici di quest’anno, le porte prese in faccia, i momenti difficili in un attimo si annullano ed i pensieri vanno solo a tutte quelle persone che mi hanno aiutato e supportato alle quali devo davvero molto!

Una volta installati il GPS ed Iritrack mi attaccano i numeri e porto la moto vicino alla nave dove viene fissata e legata all’interno di una cassa assieme alla moto di un altro concorrente. Davvero un lavoro incredibile da parte dell’organizzazione che in pochi giorni ha caricato e spedito ben 680 mezzi totali tra camion, auto, moto, furgoni e quad.

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Senza fermarci a dormire per risparmiare anche i soldi dell’hotel io e mio papà facciamo un bel refueling da Mc Donald's e ripartiamo subito per rientrare a casa. E’ fatta, le prime sfide sono andate, iscrizione, spedizione moto e biglietti aerei ci sono, mancano ancora diverse cose ma l’essenziale c’è e quindi siamo in attesa del 26 Dicembre, giorno nel quale partirò da Roma in aereo per Buenos Aires!

Queste "pazze" avventure che sto affrontando in questi mesi mi stanno regalando tantissime stupende emozioni, a volte forse proprio perché sono così difficili ed improvvisate che rimarranno per sempre nel mio cuore. La Dakar, sto scoprendo, è una sorta di metafora della vita, non bisogna mai mollare e crederci sempre perché anche solo riuscire a partire, trovare i soldi, preparare la moto e tutto è un duro lavoro. L’insegnamento più importante che sto ricevendo da questa esperienza è quello di non fermarsi mai, di darsi sempre da fare impegnandosi al massimo ma anche di non aver paura di chiedere aiuto agli altri, perché anche se ci sono tante persone che ti chiudono le porte in faccia il mondo è pieno di gente stupenda pronta a darti una mano ed aiutarti nei tuoi progetti per pura passione.

Nei prossimi articoli vi racconterò di come ho allestito la mia moto e di come mi sto allenando.

Manuel Lucchese

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Re: Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese

Messaggio » 26/12/2011, 16:06

Come ci si allena per la Dakar?

Questa volta affrontiamo un tema molto complesso. Come allenarsi per una gara di 14 giorni nei quali si sta in moto in media 9-10 ore al giorno?


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Questa volta affrontiamo un tema molto complesso, la Dakar è considerata la manifestazione sportiva più dura al mondo e non a caso la maggior parte di coloro che partecipano non riescono ad arrivare al traguardo. Come allenarsi per una gara di 14 giorni nei quali si sta in moto in media 9-10 ore al giorno? Bella domanda, la prima cosa che ho fatto è stata quella di contattare tramite Facebook alcuni dei piloti che avevano già partecipato per chiedere consigli ed informarmi sul tipo di allenamento svolto da loro.

Allenamento in palestra
Le informazioni ricevute, molto diverse e disparate tra loro, mi hanno fatto capire che ogni atleta deve personalizzare l’allenamento sulle proprie esigenze e capacità, perché degli esercizi che vanno bene per uno possono non andare bene per un altro. La decisione quindi che ho preso è stata quella di contattare diversi centri specialistici di fisioterapia (anche perché a fine settembre mi ero infortunato) presentando loro il mio progetto e chiedendo una sponsorizzazione nella quale loro si sarebbero impegnati a seguirmi e ad allenarmi.

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Ad aderire immediatamente al mio progetto è stato il centro di fisioterapia e riabilitazione Vesalius di Lugagnano di Sona in provincia di Verona. Subito interessati alla cosa, il giorno stesso che ho chiesto la sponsorizzazione al centro Vesalius, assieme al Dott. Ceschi, Dott. Lugli, ed i miei due personal trainer Orazio e Claudio ci siamo messi a studiare un piano di allenamenti nei quali avrei sviluppato forza, potenza, resistenza ed elasticità. Con i tempi molto stretti (45 giorni) abbiamo dovuto fare il possibile per intensificare gli allenamenti in palestra ed incredibilmente quasi tutti gli esercizi che mi facevano fare erano a corpo libero quindi senza utilizzo di macchinari o pesi. In tutta la mia carriera mi sono sempre allenato in palestra o da solo o con schede fatte dai pompati di turno che lavoravano all’interno ed ogni volta erano diversi gli esercizi che mi facevano saltare fuori dolori per via dei vari infortuni subiti nel corso degli anni. Ero sempre stato scettico nei confronti dei centri di fisioterapia ma dopo questa esperienza vi posso garantire che essere seguiti da specialisti laureati in materia è tutta un’altra cosa, la cosa più incredibile è stata che già dopo 1 settimana di lavoro il mio equilibrio e la mia stabilità era migliorata in modo considerevole, il tutto con semplici esercizi aerobici.
Con i tempi stretti e con tutte le corse che ho fatto per riuscire ad organizzare quest’avventura ammetto che ho “sgarrato” diverse volte e non sono riuscito a seguire alla lettera il calendario “palestra”.

Motocross Training
Parlando invece di allenamenti in sella, dopo un’attenta riflessione su come riuscire in 2 settimane a massimizzare l’allenamento in moto ho deciso per una mossa drastica ed inaspettata. Stando fermo così tanto la carenza che sentivo sul mio corpo maggiormente era la rapidità di movimento e la velocità di riflessi oltre ovviamente la resistenza fisica quindi, come sfruttare al meglio 2 sole settimane? La risposta che mi sono dato è stata 2 tempi! Tramite Husaberg sono riuscito ad avere in uso per queste due settimane una Husaberg TE 125cc 2 tempi, una moto perfetta per riuscire a sviluppare rapidamente gli aspetti sopra citati. Appena arrivata la bellissima TE sono corso subito il giorno dopo presso la pista privata da cross del mio amico Daniele Di Marzantonio (anche l’autore delle foto presenti qui nella gallery) per iniziare a riprendere confidenza.

Dal mio punto di vista il motocross è l’allenamento migliore per i rally ma anche per l’enduro perché ti permette di sviluppare un’incredibile rapidità di riflessi oltre a farti imparare ad essere padrone del mezzo. Tanti dicono che le moto da enduro non vanno bene per un uso crossistico ma semplicemente cambiando le regolazioni delle sospensioni la TE 125cc si è adattata subito ed i tempi si abbassavano giro dopo giro. Erano molti anni che non salivo su un 125cc e non mi ricordavo fosse così emozionante e divertente, con l’Husaberg non riuscivo a smettere di girare, sentire questa botta esplosiva di reattività che solo i 2 tempi ti fa letteralmente “eccitare”.

Questo weekend ho avuto anche l’immenso onore di avere a girare con me Emanuele Pirro (5 volte vincitore della 24 ore di Le Mans ed ex pilota di Formula 1). Lui ed i suoi figli Cris e Goofy sono venuti in pista a girare con me ed è stato non solo un grandissimo piacere conoscere un campione così importante, ma è stata anche un’occasione per chiedere consigli su come prepararmi fisicamente ma soprattutto mentalmente. Emanuele, gentilissimo ed estremamente disponibile, mi ha svelato diversi segreti che cercherò di applicare a breve durante la Dakar. Nella giornata nella quale sono venuti ci siamo anche divertiti a scambiarci le moto ed anche Emanuele, Cris e Goofy si sono divertiti come dei bambini sul 125 e chiacchierando mi hanno paragonato la TE ad un’auto da corsa con motore turbo!

Anche la mente va allenata
Chiudo dicendovi che in questi mesi mi sono reso conto che partecipare alla Dakar è una cosa così complessa e piena di migliaia di aspetti da curare che da persone normali bisogna lavorare un intero anno per riuscire ad arrivare organizzati ed allenati. Io ovviamente ho fatto praticamente tutto in neanche 2 mesi correndo in giro per l’Italia a rimediare tutto quello che riuscivo a trovare. Il mio approccio e da pazzi ed infatti sono stati 2 mesi così stressanti e duri che credo che quando partirà la gara sarà il momento nel quale potrò, per modo di dire, rilassarmi!
Al mio rientro dalla Dakar una delle mie pubblicazioni saranno le schede di allenamento e la spiegazione degli esercizi svolti in modo da poter condividere con voi delle informazioni che spero potranno esservi utili in questo periodo invernale nel quale tutti noi saliamo meno in moto ed andiamo di più in palestra, ma non mancherò anche di pubblicare la mia scheda di allenamento in pista con specifiche sulle durate dei turni.

Testo: Manuel Lucchese
Foto: Daniele Di Marzantonio

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fonte moto.it
A dar risposte sono capaci tutti, ma a porre le vere domande ci vuole un genio..
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