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HM Honda CRE 480 Jolly Racing

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HM Honda CRE 480 Jolly Racing

Messaggio » 31/05/2011, 15:54

Il biondo e la rossa
Fanno coppia fissa dal 2006 e, dopo 4 titoli in 2 diverse classi, ora provano a sbancare la E3. Il test della 480 di Mika Ahola


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Non capita spesso di testare una moto ufficiale ad inizio campionato, quando ancora deve disputare una stagione di gare che dirà alla fine, se si trattava di una moto vincente. Noi lo abbiamo fatto con la HM Honda CRE 480 del Team Jolly Racing con la quale Mika Ahola andrà alla caccia del titolo mondiale della E3.
E' il meccanico di Ahola, Luca "Cidu" Pidutti che ci guida alla scoperta della moto. "Come nostra tradizione abbiamo lavorato in un'ottica di endurizzazione della moto da Cross, con un affinamento del prodotto di serie, senza andare a cercare l'esasperazione."
Girando intorno al 480 ci si accorge subito che è cambiato qualche cosa a livello di look, rispetto alle Honda degli scorsi anni. Le grafiche, infatti, sono tutte nuove, con motivi "tribal" che ben si addicono all'animo metal di Mika Ahola. E poi c'era bisogno di una svecchiata: da troppo tempo, infatti, le moto del Team Jolly Racing erano simili a quelle delle stagioni precedenti. Ma non è solo questo. L'anteriore ha una nuova luce, più dorata: il merito è della forcella ufficiale Kayaba che, inisieme al mono, forma la nuova coppia di sospensioni per la CRE. Ma attenzione, questa chicca è un'esclusiva dedicata al solo Mika Ahola, una sorta di regalo concesso dalla Honda in premio per i suoi quattro titoli mondiali.
Su questa Honda CRE 480 è proprio il pacchetto sospensioni a entusiasmare il nostro tester Angelo Maggi. "Il mono fa un lavoro pazzesco - racconta Angelo - proprio come la forcella che funziona davvero da urlo. È progressiva, sveltissima a partire e morbida dove serve. Sulle pietre e sul brecciolino, dove di solito si guida sempre in punta di fioretto, ti dà tantissima sicurezza. Oltre alla bontà della forcella, è anche la taratura a fare la differenza. In tutte le situazioni lavora bene, anche quando trova una improvvisa situazione di impatto, assorbe in maniera eccezionale". Di certo, un'arma in più per Mika, comunque capace di vincere mondiali a ripetizione anche con materiali meno nobili. A differenza di Botturi e Mossini, che negli anni scorsi si erano schierati nella E3 con la "X", Ahola rimane fedelealla scelta di correre con la Cross endurizzata.
Per incrementare la cubatura della CRF 450R si è optato per un kit Vertex, pistone e cilindro, da 480 cc. La testa rimane quella di serie, anche se ovviamente lavorata. "Stiamo ancora sperimentando diverse soluzioni (con differenti rapporti di compressione) - racconta Luca Pidutti - con lo scopo di trovare il compromesso ideale tra termica e testa. Come sempre per Mika, si è cercato di arrivare a un motore che sia abbastanza gestibile da guidare, nonostante la cilindrata importante. Qualcosa che non lo ammazzi, soprattutto ora che con il 480 abbiamo guadagnato tanto dal punto di vista del tiro, la cilindrata serve sempre...e poi, in questo, ci ha aiutato anche lo scarico Leovince".
Parole subito raccolte da Angelo Maggi: "Appena ci sali, ti rendi subito conto che Mika ha scelto tutta una serie di dettagli che lo aiutano a stancarsi meno e, di conseguenza, a sbagliare il meno possibile. È una moto bilanciata in tutto, che va bene in ogni situazione. Anche sul 480 ha portato avanti il concetto di svilluppo della moto che ha sempre intrapreso in passato con le altre cilindrate. Lui, del resto, guida in agilità, per cui ha bisogno di una moto che gli permetta di fare questo, cioè essere veloce senza usare troppa forza. È vero quello che dice Luca, il motore non è bestiale come altri cinquecento provati in passato (il KTM di Tarkkala nel 2008, ndr). Ai bassi è pastoso ma, comunque, spinge forte: quando gli dai la marcia di strada ne fa, eccome se ne fa... anche rispetto al 450, ai bassi, quando vai a dare il gas ti porta fuori dalle curve con grande facilità. Detto questo però, nonostante sia molto sfruttabile, vista la linea di coppia bella tonda, se inizi a darglielo con disinvoltura ti strappa via le mani dal manubrio".
Tutte le volte che abbiamo messo le chiappe sulla moto del biondo siamo tornati a casa sempre con la solita frase: "Di spaziale la moto di Ahola non ha niente". Sì, quest'anno ci sono le sospensioni ufficiali, ma il concetto rimane. È sempre la sua semplicità a sorprenderti: che sia un duemmezzo o un quattroeottanta, la moto di Ahola potrebbe essere la bellissima special di un privatone o di un amatore. "Niente a che vedere - riattacca Angelo - con altre ufficiali provate in passato. Penso alla Yamaha di Johnny Aubert o all'Husqvarna di Juha Salminen dello scorso anno, talmente dure da essere quasi inguidabili. Mettersi in sella alla 480 di Mika è come salire su una macchina lussuosa: è silenziosa e confortevole, ma capace di trasformarsi quando si inizia a calcare la mano. In questo le sospensioni sono davvero eccelse, perché sono ottime sul lento e perfette sul veloce, così come richiede una special da mondiale. È una moto che non ti stanca, che non ti distrugge".
La sella è stata leggermente rialzata lavorando sulle spugne e, di conseguenza, ci si ritrova con il manubrio più in basso, ma queste sono cose soggettive, tipichedi ogni pilota. Cosa, invece, ben più oggettiva è la morbidezza dei comandi, a partire da quello del gas. L'acceleratore è montato su un cuscinetto e ha un solo cavo, visto che è stato eliminato quello di ritorno. La stessa morbidezza caratterizza la leva della frizione. Il comando idraulico after-market Magura stacca subito: non serve tirarla tutta, il primo tratto è più che sufficiente. E basta un dito. In più Mika usa la leva corta e, anche questa soluzione aiuta, non poco, a evitare gli spegnimenti, davvero rarissimi. A proposito di frizione: da inizio 2010 quelli del Jolly utilizzano la Rekluse (a 6 molle rispetto alle 4 della serie). La cosa ha risolto quei problemi che la frizione standard del CRF evindenzia nell'uso smaccatamente enduristico. Del resto è nata per il Motocross... Parlavamo di morbidezza e i freni non sono da meno, soprattutto il posteriore, con il disco Braking Wave liscio, le pastiglie realizzate ad hoc e la lunga corsa della leva, il tutto al fine di scongiurare i bloccaggi.

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fonte xoffroad.it
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