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Progetto C.E.R. Piemonte

Il nostro off-road

Progetto C.E.R. Piemonte

Messaggioda decored » 11 dic 2013, 00:28

Vi segnalo la seguente iniziativa (potete trovare in rete altre informazioni) :
La presentazione del "Progetto C.E.R. Piemonte" in data 17 dicembre 2013 alle ore 21.00 a Venaria Reale (Torino) in via Buozzi 4 presso il centro di incontro polivalente IQBAL .

Parteciperanno anche i promotori del C.E.R. emiliano, gli argomenti che verranno trattati riprenderanno quanto visto nella riunione di Parma e del nostro precedente incontro del I° ottobre a Miradolo.

Io vado a sentire ......
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Progetto C.E.R. Piemonte

Messaggioda bypaco » 11 dic 2013, 10:34

Verrei volentieri, ma da Varese nn è proprio a 2 pass. Magari scrivici 2 righe su cosa verrà detto.
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Re: Progetto C.E.R. Piemonte

Messaggioda Bu-BU EL Franz » 18 dic 2013, 00:38

.......:popcorn:



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Re: Progetto C.E.R. Piemonte

Messaggioda decored » 18 dic 2013, 12:34

Prendo una relazione esaustiva sulla serata di ieri sera da altro forum dove, chi è più bravo di me, ha spiegato bene cosa è successo; vi invito poi (se avete voglia...) ad andare a curiosare e leggere, per farvi una vostra idea, il link
www.enduroterapia.com
A voi:


Ieri sera sono andato Venaria (TO) per capire cosa sia il CER. In questo topic sono state scritte parecchie opinioni da parte di chi non sa cosa sia il CER, e i promessi "messaggi" definitivi da parte del Moderatore Enduro sul CER con minacce di ban e via andare, non li ho visti (forse non sa cosa sia il CER o aspetta che glielo dicano).
Premetto che ho 53 anni, sono nato in Piemonte e faccio enduro in Piemonte ininterrotamente da 40 anni mediamente due volte a settimana, quindi spero di conoscere la situazione meglio di chi è di fuori. In sala circa un'ottantina di persone, la metà enduristi, con età media sui 40/45 anni (media, eh...), molti amici, la FMI con i suoi massimi rappresentanti Regionali, la Protezione Civile, la FIF con il suo Presidente e alcuni appassionati, Presidenti di MotoClub, Campioni e Campionesse di enduro e semplici persone, fungaioli come me, venute per capire cosa, IN PIEMONTE, il CER possa fare per migliorare la situazione che, IN ALCUNE ZONE è diventata soffocante. Vabbè, comincio:

Si presenta Luca Giaroli ideatore e Presidente CER, emiliano, un ragazzone di circa 30 anni che parla molto bene, chiaro e forte (e tanto). Fa enduro da due anni, ed è venuto a conoscenza circa un anno fa, che nella sua Regione, l'Emilia Romagna, il CAI ha proposto una normativa regionale che, se approvata, vieterebbe piano piano tutti i percorsi, sentieri, tratturi, strade bianche, ecc., se non percorsi solo a piedi. Si è battuto appassionatamente assieme a pochi amici per "allearsi" con tutti coloro che frequentano le strade a fondo naturale su ruote e le loro associazioni (FIF, FMI, bikers, UISP, ACSI, ecc.) per evitare che tale proposta divenisse Legge Regionale, e - complimenti!! - fin'ora l'ha fermata (non evitata, ma per ora "congelata"). Afferma che una grossa mano sia politica sia economica INDISPENSABILE (parole sue) senza la quale i pochi che si sono presentati in Regione all'inizio sarebbero stati inutili, gliel'ha data la FMI intervenendo personalmente con i suoi Capi Federali e portando denaro, senza chiedere nulla in cambio e avendo nella vicenda un comportamento onorevole, leale e defilato: applausi alla FMI che io non amo spassionatamente, pur essendo tesserato, ma pare che senza la FMI non avrebbero combinato nulla e che il denaro per la costituzione dell'atto notarile l'abbia in gran parte portata FMI (sempre parole di Giaroli).
La sua idea è di formare dei "mini-comitati", formati financo da una sola persona, in ogni Comune per costituire una "rete" di delegati-CER per educare e far conoscere il fuoristrada come mezzo non invasivo e legale di fruizione dell'ambiente montano. Tutto ciò, ripeto, NON SOLO da enduristi (visto che siamo in un forum di enduristi, lo preciso), ma anche da 4X4, quad, biker, trialisti e chiunque percorra strade a fondo naturale su ruote, nei boschi. Tale associazione (CER) avrà un suo statuto, una sua quota annuale, un suo tesseramento che sarà, se ho ben capito, in parte o in toto recuperato mediante una serie di sconti/promozioni/agevolazioni, da parte di Banche (ora il Credito Emiliano) o soggetti simili o affini al fuoristrada con meccanismi ancora da studiare.
L'amico Giaroli, come ho scritto, è intelligente, preparato, combattivo e furbo; usa tecniche dialettiche studiate e sembra un fratellone, entusiasta e combattivo, che protegge il mondo (enduristico). Non entra mai nel discorso "politico" ma vorrebbe che tutte le figure fuoristradistiche si coordinassero sotto l'ala del CER, per portare a livello politico Regionale i nostri interessi, ma restando super-partes (e la vedo davvero dura). Fermo restando che molti luoghi resterebbero o diverrebbero VIETATI e il CER, paradossalmente, dovrebbe "far rispettare" ai suoi tesserati tale divieto. Ma tant'è: per ottenere qualcosa, qualcosa devi dare. Loro in Emilia hanno "rinunciato" al loro paradiso dell'enduro (parole sue) su un Monte Duro che è ora diventato infrequentabile e che il CER invita a non frequentare mai più. Questa la cronaca molto molto sintetica (siamo andati via dopo mezzanotte) dell'incontro, questo quindi il "messaggio" CER: dialogare con Amministrazioni locali, Provinciali e Regionali per fare "accettare" il concetto di enduro compatibile con l'ambiente e, in seconda analisi, modificare Leggi vessatorie; tutto ciò con una capillare rete di delegati-CER senza la quale finisce tutto.

Ci sono stati alcuni "distinguo" da parte di chi ha spiegato al giovane Giaroli, che in Piemonte esiste una LEGGE che lui (per sua ammissione) non conosce (la famigerata 32/82) da oltre TRENTA ANNI che vieta il fuoristrada, con distinzioni locali legate ai Sindaci, e che dà lo strumento a chiunque gestisca il territorio, di vietare e di multare chi la infrange (poi si può cavillare, ma il succo è quello). Detto ciò, tale Legge si potrebbe cambiare, certo, e in Piemonte un compito simile starebbe al CER. Poi c'è certo l'aspetto "educativo" che tale CER dovrebbe svolgere presso le autorità locali, facendo leva sull'apporto di denaro da parte del turismo enduristico in un periodo di depressione economica come questo.
La parte polemica (e non ero io, stavolta...) è stata portata da De Paoli, Presidente da oltre trenta anni di MC e persona stimata e corretta molto noto in Piemonte come intelligente appassionato, poi da parte di un combattivo rappresentante dei 4X4, tale Valerio, con suo gruppo di 4X4 che da vent'anni fa, nel suo piccolo, ciò che adesso ha "ideato" il CER, e senza pagare tessere o scomodare forum. "Bravo!!" - gli ha detto Giaroli - "sei tu il CER!!" (uno a zero per lui), ma l'amico Valerio non sembrava felice affermando che lui e il suo gruppo fanno ciò che Giaroli ha scoperto a Gennaio, da venticinque anni senza tessere, sigle o educatori. Poi l'amico e pluri-Campione Franco Rippa "El Diablo" intervenuto col Presidente del MC Alpimoto "El Topo" (sono fidanzati da tempo) ha posto i suoi dubbi sul fatto di far pagare una tessera ulteriore per questo "servizio", ma Giaroli afferma che non sia un "servizio" ma una specie di autofinanziamento dove i fondi vengono distribuiti (quindi fisicamente DATI I SOLDI IN MANO) ai rappresentanti locali del CER per pagare la manutenzione dei sentieri.
L'amico dei 4X4 non ha affatto torto: qui in Piemonte la realtà e MOLTO VARIEGATA. Ci sono zone dove l'enduro è tollerato, perché chi lo pratica ha "fatto amicizia" con i Sindaci e i locals, si comporta bene (che NON VUOLE DIRE TARGA MONTATA, ma rispetto dei luoghi, marmitta silenziosa, gruppi di pochi, evitare i giorni caldi come domenica e ferragosto, non sgasare sulle carrabili vicino alle case, non impennare in paese, e così via). Il rischio è, faccio un esempio che è stato fatto, che in zone "tranquille" si vedano arrivare orde di fuoristradisti su quad, 4X4, e forest che distruggono il lavoro pazientemente tessuto in anni, "perché lì si può girare". No no no..... non mi piace.
Lo stesso caro amico Aldo canale, deus ex machina della serata, si è inviperito ed ha organizzato la serata, perché multato e sequestrato (lui per tre ore e la moto per tre mesi) da ignoranti e talebani GEV (scusate se parlo chiaro, è un mio difetto: come Giaroli non prometto né mando "messaggi" o pizzini in codice e i miei dati sono pubblici da sempre) sia lui sia i numerosi enduristi con lui, e da lì è scaturita l'idea dell'appoggiarsi al CER Emilia. Quindi si è mosso dopo una pesante sanzione, a suo avviso ingiusta e vessatoria.

La mia opinione: a parte la dialettica intelligente e coinvolgente del simpatico neo-endurista Giaroli, al quale va tutta la mia stima per lo sbattone che da un anno lo impegna e non solo a parole, credo che in Piemonte sia impossibile da fare una cosa come in Emilia. Per una infinità di motivi, che vanno dalla LEGGE che qui è già operante da trent'anni (certo si può cambiare: non lo sapete che tutti i giorni cambiano le Leggi?), al "non svegliare il can che dorme", al "non voglio che i forest vengano in massa qui perché il CER ha migliorato la situazione", al "non vedo perché pagare i 30/40/50 euro per una tessera in più: lo faccia la FMI e la FIF".
Non sono d'accordo su tutto, ma non posso pensare che abbiano torto. Ma ho paura che tutto finirà in una bolla di sapone, e mi spiace per l'amico Aldo Canale e la sua deliziosa metà, ma abbiamo già fatto esperienza in tale campo (ed era molto più limitato, quindi più semplice) con l'AFI che si proponeva SOLO di modificare una normativa esistente.
Si può fare, ed è il mio pensiero, opera di "educazione" con i Sindaci e le Associazioni (tipo Pro Loco e ambientali) locali, cosa che facciamo qui da trent'anni, senza clamore, ma con rispetto ed educazione.

L'endurista, non nascondiamoci dietro al rametto, vuole girare dove vuole, quando vuole, alla velocità che vuole, con le gomme che vuole, senza che nessuno gli rompa le scatole. E avere la TARGA o meno poco importa ai locali, se cento moto ogni domenica passano sul sentiero, poi passano i quad, poi i Land Rover: la gente chiama la Forestale (e non i fanatici GEV che non hanno alcun potere). Ma l'educazione non è certo un neo-comitato che la può insegnare a tutti; la "netiquette" (Marco Fango docet, ora sparita da SE) è conosciuta da tempo.
In alcune zone, come la mia, c'è un equilibrio dato dal fatto che i trialisti (siano fatti Santi) hanno dialogato molto con i Comuni, noi un pochino abbiamo fatto lo stesso, e IN POCHI E CON RISPETTO, si fa enduro senza troppo disturbare.
Se si vuole, poi, andare con i forconi (oopps...) o meglio con un po' di cervello a cercare di modificare la LR32 GIA' ESISTENTE (a differenza dell'Emilia) o far modificare atti correlati a tale LR: io ci sto, come facemmo con un noto Avvocato Torinese qualche anno fa. Ma la maggioranza degli associati all'AFI (defunta) chiedeva di "farsi togliere la multa" o "dove posso girare in santa pace" con l'Akra e senza conoscere il territorio, of course. E c'era chi chiedeva di potere girare nei SIC o (da noi) in zona pre-parco senza avere rogne.
Bella serata, belle persone, ottima e costruttiva discussione. Idee vecchie, ma proposte in modo nuovo e piuttosto chiaro.
Persone che fanno e che non solo parlano: applaudo.
La FMI che sembra vedere l'endurista non tesserato non più come un gatto attaccato ai maroni, ma come una specie da tutelare. O forse solo obbligo di convenienza, ma va bene così.
E si sappia che, come scritto nel sondaggio, "AIUTARE IL CER" non vuole dire SOLO pagare una tessera, ma SOPRATTUTTO darsi da fare per: fare opera di "educazione" e "coinvolgimento", due-tre volte l'anno andare a pulire i sentieri, partecipare concretamente in prima persona alle iniziative CER e ACCETTARE DI RINUNCIARE AD ALCUNI PERCORSI che sono assolutamente vietati e che vietati restano, ma che se si è del CER non si potranno mai più percorrere, perché bisogna dare l'esempio ed essere coerenti. Non basta, quindi, solo parlare e, in questo, Giaroli da l'esempio: è uno che ha fatto e molto.

Vedremo.... se son rose fioriranno ....
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