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KTM Factory 2011 | Sul tetto del mondo con le SX-F di Cairol

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KTM Factory 2011 | Sul tetto del mondo con le SX-F di Cairol

Messaggio » 26/09/2011, 23:24

KTM Factory 2011 | Sul tetto del mondo con le SX-F di Cairoli e Roczen!

Finito il Motocross delle Nazioni siamo stati sulla pista di Saint Jean d’Angely in sella alle KTM di Nagl, Herlings, Roczen e Cairoli. E’ arrivata la conferma che Tony è il numero uno. Anche nel mettere a punto la moto


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Il test delle KTM Factory 2011 SX-F 250 e 350
Saint Jean d’Angely (Francia)

La pista del Nazioni è ancora “calda” quando parcheggiamo l’auto a fianco dell’hospitality della KTM. Il viaggio è stato tosto: 1.200 km d’auto fatti tutti d’un fiato per arrivare puntuali all’appuntamento con le moto protagoniste dei mondiali di motocross del 2011.
Si respira ancora l’aria della fantastica edizione vinta dagli Stati Uniti d’America col trio Bagget, Dungey e Villopoto. Ma le emozioni più intense le hanno regalate quei due pazzi della KTM, Tony Cairoli e Ken Roczen. Che sarebbero poi i Campioni del Mondo della MX1 e della MX2. E già questo basta a creare una certa apprensione in chi scrive.
Il Tonino nazionale ci ha fatto sognare – nonostante i due zeri rimediati – con un giro assatanato nella manche riservata alla MX1-MX2; la stessa gara che ha mostrato al mondo intero di cosa è capace il giovanissimo Ken Roczen, autore di un sorpasso su Ryan Dungey (con una 250 ai danni di una 450!) che entra di diritto nelle pagine di storia del motocross.
E oggi siamo qui, sulla stessa pista, per provare le moto dei magnifici quattro: le 250 SX-F di Herlings e Roczen, e le SX-F 350 di Nagl e Cairoli.
La salivazione è alle stelle. Da una parte ci sono loro, i mezzi ufficiali portati in gara dai nostri beniamini (chi non tifa per Tony abbandoni subito il PC!), dall’altra c’è la splendida pista francese, un continuo saliscendi inframmezzato di doppi, tripli, wave e panettoni in discesa da urlo.
Non so se essere più teso per la pista o per l’onore di provare la moto di Antonio Cairoli. È una bella lotta.

KTM Factory. Come un abito di altissima sartoria
Le factory bike sono schierate davanti a noi. Siamo di fronte allo stato dell’arte del cross mondiale: le quattro tempi di Mattighofen hanno fanno piazza pulita degli allori messi in palio nel 2011 dalle classi MX2 e MX2. L’emozione e la voglia matta di saltare in sella e pigiare start si impastano come la terra nera e il fango di Saint Jean d’Angely.
Le K dei campioni non differiscono strutturalmente dalle moto vendute nei concessionari, troviamo quindi il collaudato telaio in acciaio ad alta resistenza, l’avviamento elettrico (a cui nessun pilota pare più voler rinunciare per questioni di peso), la sospensione posteriore dotata di cinematismo progressivo e i potenti motori a 4 tempi, bialbero, alimentati per mezzo dell’iniezione elettronica.
Le moto sono equipaggiate con i completi di scarico Akrapovic in titanio, le sospensioni provengono dal reparto corse WP e gli pneumatici sono i Pirelli Scorpion dotati delle mousse specifiche da motocross. Sono presenti i mozzi alleggeriti in ergal anodizzato e non mancano i pezzi in carbonio, chiamati a proteggere la corona, i dischi dei freni e le pinze. Non ci sono però vistosi codini in carbonio o telai speciali (come visto su alcune concorrenti giapponesi schierate nel Mondiale), gli ingegneri austriaci hanno preferito lavorare di fino sulle moto provenienti dalla normale produzione. E i risultati sono a dir poco esaltanti.

“Non ci sono vistosi codini in carbonio o telai speciali (come visto su alcune concorrenti giapponesi), gli ingegneri austriaci hanno preferito lavorare di fino sulle moto provenienti dalla normale produzione. E i risultati sono a dir poco esaltanti”

Vi anticipiamo una particolarità emersa con evidenza nel corso del nostro test. Delle quattro moto provate, due rispecchiano i gusti molto particolari dei loro piloti (Nagl e Roczen) e non possono certo definirsi “moto per tutti”; le altre due KTM (di Cairoli ed Herlings) si lasciano invece guidare sorprendentemente bene, praticamente come le SX-F standard, solo che in questo caso le prestazioni sono elevate all’ennesima potenza. Performance del motore, frenata, risposta delle sospensioni: è impossibile non lasciare il cuore sulla 250 di Herlings e sulla 350 di Tonino.

Nel nostro video vi mostriamo i primi giri di riscaldamento all’interno dello splendido scenario di Saint Jean d’Angely. Purtroppo la registrazione si è interrotta prematuramente, quando la nostra videocamera – all’atterraggio corto di un doppio - ha deciso di superarci in volo, danneggiando i file.



KTM SX-F 250 Herlings

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Che motore! È la prima cosa che urliamo sotto il casco quando spalanchiamo il gas in fondo al rettilineo. Prima avevamo già apprezzato la bella ergonomia della duemezzo di Jeffrey. Manubrio dalla piega standard, leve alla giusta altezza, solo quella del freno attacca subito e mostra poca modulabilità. Segno che l’olandese non ci va piano coi freni, e dà delle belle strizzate al comando anteriore.
Il motore mostra un’ottima progressione già ai medi regimi, aggancia il rapporto superiore anche prima di aver espresso la massima coppia di cui dispone e allunga molto bene. Non mi resta che scegliere tra farlo urlare agli alti (la cosa ha un suo perché) o giocare col cambio, sempre preciso e rapidissimo, e snocciolare le marce in rapida sequenza. La moto è una vera biscia nei cambi di direzione, rapida e precisa nell’assecondare i desiderata del pilota.
Il monoammortizzatore e la progressione del link garantiscono una trazione fenomenale in uscita di curva, tanto che risulta difficile persino provocare la classica derapata a uso e consumo del fotografo.
E proprio la trazione costituisce un denominatore comune di tutte le moto protagoniste del nostro test: la taratura si dimostra infatti molto simile sia su 250 che su 350; la sospensione copia alla perfezione le piccole asperità del terreno, ma mostra poi la corretta reazione anche all’atterraggio del lungo panettone da quarta che si percorre in discesa.
La forcella della moto di Herlings vanta un’ottima risposta sulle buche e nella percorrenza dei canali, mentre si rivela cedevole sulle wave e all’atterraggio dei salti. Ma non ci sentiamo certo di fare una critica al velocissimo olandesino, che pesa parecchi chili meno del sottoscritto.

KTM SX-F 250 Roczen

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“Ma come diavolo guida ‘sto qua?”. Passatemi la franchezza, ma è stato il mio primo in pensiero in sella alla moto del funambolo tedesco. Manubrio stretto e basso che ancora un po’ ricorda una Moto2, leva della frizione che punta terra e leva del freno in stile trial. E poi l’erogazione, appuntita come una fiocina.
Ma il campione ha sempre ragione. E non mi sento certo nelle condizioni di suggerire a Roczen un setting differente. Tant’è, non ci resta che entrare in pista e vedere come va la moto campione del mondo della MX2, la stessa moto – ve l’abbiamo già detto, ma siamo ancora esaltati dall’impresa – che ha sverniciato la 450 di Dungey durante la prima manche del Nazioni.
Affronto le salite di Saint Jean d’Angely e, abituato alla moto di Herlings, butto le marce una dopo l’altra rapidamente. Solo che qui non succede nulla, la moto non fa strada. Anzi si pianta a metà salita, qualcosa non va. E non è certo la moto. Esco dal tornante successivo e cambio strategia, provo a insistere con la seconda marcia inserita. E scoppia il finimondo!
La 250 di Ken prende i giri come una indemoniata, sfoderando una potenza massima terrificante. Butto la terza e sono pronto per il decollo dalle rampe. In una parole: impressionante.
Certo, fatico a guidare con quel manubrio lì che mi obbliga a stare piegato come l’orso Yoghi e prendo qualche fondo corsa di troppo quando atterro dai salti, ma l’SX-F è plasmata sul fisico di Roczen (169 cm per 65 kg), assai lontano da quello di chi sta ora guidando la sua moto (185 cm per 84 kg).
In compenso la frenata anteriore è assai più pastosa e modulabile rispetto a quella della moto di Herlings, mentre la ciclistica ci ha regalato le stesse, ottime sensazioni della moto del pilota olandese.

KTM SX-F 350 Nagl

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Max è famoso nel circus della MX1 per essere un pilota tosto, che ama una guida di potenza. Spettacolare certo, ma anche molto dispendiosa.
La sua 350 rispecchia in pieno queste caratteristiche. Il manubrio ha una piega alta, anche troppo se pensiamo che Nagl è alto 172 cm; meglio così, non fatico ad adattarmi. Tutto è esattamente dove vorrei che fosse, solo la leva del freno anteriore ha una corsa molto ridotta che ne limita la modulabilità.
La manche di 20 minuti si rivela più impegnativa del previsto. La SX-F è infatti tagliata su misura di Max, che ama guidare una moto rigida e reattiva, a gas sempre aperto.
Per questa ragione la forcella evidenzia una taratura assai dura, il nostro passo fatica a farla lavorare correttamente. E il motore non conosce le mezze misure, ai medio-bassi è lineare e progressivo, ma non vanta una schiena troppo consistente.
Bisogna tenerlo su di giri e dagli le marce, in queste condizioni sfodera la sua potenza massima che nulla ha da invidiare ai 450 della MX1, tutt’altro.
Proprio per questo motivo la treemmezzo di Nagl è una belva da prendere a piccole dosi, assetto ed erogazione ne fanno un’arma per pochi. Ben allenati e con la voglia di stracciare il gas a una moto che supera abbondantemente i 50 cavalli alla ruota.

KTM SX-F 350 Cairoli

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Abbiamo lasciato la regina della MX1 per ultima, ma vi diciamo subito che è lei la grande sorpresa della nostra prova. Tony Cairoli la guida come un gatto, agile sulla sella, inimitabile nell’inventarsi nuove traiettorie e nel far sembrare i suoi rivali del mondiale vittime di un imbarazzante slow motion.
Ci siamo avvicinati alla tabella rossa della 350 con una bella dose di timore reverenziale, che fortunatamente è andato scomparendo lungo i saliscendi della pista francese.
Tonino, più che cucirsi la moto addosso adottando soluzioni estreme, ha portato alla perfezione l’ottima base tecnica già presente nella SX-F 350 standard.
La triangolazione sella-manubrio-pedane è semplicemente perfetta e si adatta a piloti di taglia diversa (Cairoli è alto 175 cm per 70 kg).
La piega del manubrio segue le ultime tendenze in voga tra i piloti (che vincono), ha le estremità rivolte moderatamente verso il basso, al pari delle leve. Quella del freno anteriore è morbidissima, ma non manca il mordente, tanto che con un dito ci si può mettere la moto per cappello.

“La moto di Tony ha una progressione favolosa, con la terza marcia si percorre tutto il circuito del Nazioni. La prontezza in prima apertura rende superfluo chiamare in causa il rapporto inferiore, mentre l’allungo pare interminabile”

Giù lo stivale, inseriamo la prima e vediamo se la 350 paga effettivamente lo scotto della cilindrata ridotta.
Niente affatto! Ai bassi manca la classica botta da quattroemmezzo, troviamo invece un’erogazione piena e lineare (il motore ha più schiena ai medi di quello di Nagl).
La moto di Tony ha una progressione in uscita di curva favolosa, con la terza marcia si percorre quasi tutto il circuito del Nazioni. La prontezza in prima apertura rende superfluo chiamare in causa il rapporto inferiore, mentre l’allungo pare interminabile. A pieni giri la potenza è davvero rilevante e non ci meravigliamo dei tanti hole shot di Tony.
La regina della MX1 sposa la maneggevolezza delle piccole 250 e si rivela davvero veloce sulle gobbe e nelle chicane del circuito. Non di meno conquista per il rigore sulle buche della pista e nei canali in uscita di curva, merito di una forcella WP semplicemente perfetta che toglie una bella dose di fatica dalle mani del suo pilota.
I venti minuti a mia disposizione sono già terminati, ma il ricordo della moto campione del mondo resterà vivo nella memoria ancora molto a lungo.


Andrea Perfetti

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fonte moto.it
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Re: KTM Factory 2011 | Sul tetto del mondo con le SX-F di Ca

Messaggio » 29/12/2011, 11:13

scusate ma cos'è quella specie di serbatoietto sul collettore??

jenk
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Re: KTM Factory 2011 | Sul tetto del mondo con le SX-F di Ca

Messaggio » 29/12/2011, 12:43

Il "bomboletto" serve a compensare i gas di scarico, così da avere (generalmente) una risposta ai bassi più corposa.
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Re: KTM Factory 2011 | Sul tetto del mondo con le SX-F di Ca

Messaggio » 29/12/2011, 12:58

beeeeellissimo!! perchè non ci pensano sulle grandi? servirebbe là dove col 990 si cerca di rispondere con i giri troppo in basso e la moto è poco regolare o è comunque meglio scalare una marcia?

trivella
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Re: KTM Factory 2011 | Sul tetto del mondo con le SX-F di Ca

Messaggio » 29/12/2011, 15:16

bellissime.....ne voglio unaaaaaa ugualeeeee in tuttooooooo 8) 8) 8) 8)
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