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KTM Gamma Enduro 2010

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jenk
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KTM Gamma Enduro 2010

Messaggio » 04/09/2009, 20:05

Maestre d'Enduro

Incredibili le prestazioni della 125, facili e divertenti la 300 2t e la 400 4t. E per puntare all’assoluta c’è la potentissima 450




Nella gamma enduro, in termini di ciclistica, troviamo il medesimo upgrade delle sorelle da motocross, con l’aggiunta di alcuni interventi specifici per questa disciplina come: un nuovo spillo nel PDS posteriore, adottato per migliorare la trazione in uscita di curva ed il ritorno più progressivo in staccata, l’utilizzo di una nuova pinza freno anteriore con pistoncini da 24mm (come sulle SX 2009) anziché da 28 mm in modo da renderlo più modulabile specialmente sul bagnato, cerchi Excel più leggeri, manubri di nuova curvatura, più bassi di 6 mm e leggermente chiusi per favorire l’inserimento in curva e una nuova catena X-ring della DID (520 VT2) più leggera e duratura della precedente.
Sulle 2T sono anche state abbandonate le marmitte a doppia parete in favore delle nuove, simili alle cross (a parete singola, spessore di 1,00 mm), più semplici da riparare e comunque in grado di rientrare nei parametri consentiti di rumore. Per i motori troviamo come novità 2010 la prima marcia per la 125 irrobustita, la testa per la 250/300 2T più solida, l’impianto di avviamento elettrico sulla 300 rivisto per eliminarne la manutenzione, un pistone più spesso per le grosse 4T per aumentarne la forza nelle condizioni pesanti e la durata, il decompressore rivisto sulla 250 e sulla 400 per migliorarne la messa in moto, la prima, seconda, quinta e sesta marcia sostituite integralmente e una guida della catena di trasmissione più efficiente.

125 EXC
Passando alle versioni enduro, possiamo affermare con certezza che la piccola 125 è decisamente il cavallo di battaglia per l’enduro tinta arancio. Per un’economia in continua crisi è a tutti gli effetti la scelta più divertente ed economica che possa esistere. Il mondo dell’enduro, dopo un boom di un paio d’anni di sole 4T, sta tornando velocemente ai motori a miscela. Le manutenzioni sono meno onerose, la fatica in sella è più contenuta e il divertimento è assicurato. La 125 ne è l’essenza in quanto è in grado di accontentare dal teenager alle prime armi al veterano più esperto, trasmettendo a ognuno la medesima sicurezza. Il motore è quasi simile a un trial nella prima parte di erogazione per poi esplodere vigorosamente una volta aperta la valvola di scarico. I cavalli non mancano, specialmente se si tiene presente che la moto pesa più o meno quanto il pilota. Per fare strada occorre spremerla e guidarla in maniera reattiva e con grande grinta, ma tutto ciò è possibile grazie alla sensazione di fiducia che è in grado di trasmettere. L’angolo di sterzo più aperto infine, sebbene sia stato modificato di poco, da una parte ne aumenta sensibilmente la stabilità (essendo la moto leggermente più lunga), dall’altro ne migliora gli ingressi in curva e senza limitare la maneggevolezza nei tratti stretti e tortuosi come in mulattiera.

300 EXC
Per convinzione personale la definisco la moto da enduro per antonomasia. Erogazione sorniona, potenza ai bassi e schiena progressiva sono le caratteristiche che lo confermano. E non dimentichiamo l’avviamento elettrico, interamente rivisto per cercare di portarne a zero la manutenzione, che le dona quel tocco finale che permette di affermare con fermezza quanto questa moto sia perfetta per l’uso off road tipico delle “mule” italiane. Il motore come accennato è tendenzialmente addormentato nella prima parte, nulla a che vedere con la prontezza della più piccola 250. Questa però è la dote migliore in quanto, con quella spinta, si riescono ad ottenere delle trazioni degne di una moto da trial.
Aumentando la richiesta di cavalli, il motore si sveglia, ma non è mai brusco e violento, anche se è sempre pronto a ricordarti che di cavalli ne ha da vendere!
La versione che ho provato aveva montato anche lo scarico Akrapovic, che esalta ulteriormente queste caratteristiche. La ciclistica supporta egregiamente il pacchetto motore/telaio e la sensibilità dei corpi ammortizzanti è facilmente paragonabile alla dolcezza di erogazione della potenza. Nei tratti più difficili questa EXC si arrampica con un minimo di gas, permettendo al pilota di concentrarsi solo sulla trazione e su dove mettere le ruote. Anche dalle zone estreme esce a punteggio pieno, in quanto la maneggevolezza unitamente all’elasticità del motore la rendono difficile da eguagliare.

400 EXC
Tornata lo scorso anno tra le file della gamma KTM, questa versione sta vivendo una seconda giovinezza. A metà strada tra la superpotente e dispendiosa 450 e la piccola 250 4T che richiede una guida grintosa, la 400 è un ottimo compromesso per chi si vuole divertire in tranquillità.
I pochi cc in meno rispetto alla sorella maggiore ne stravolgono il DNA. La quattrocento non spinge in staccata, non ti strappa fuori dalle curve se sbagli a dosare e con un filo di gas è capace di portarti ovunque. Il nuovo telaio le dona ancora più maneggevolezza all’anteriore e anche il nuovo manubrio, sebbene risulti scomodo per una guida prolungata in piedi sulle pedane, favorisce l’inserimento e i cambi di traiettoria. In alcune situazioni ho riscontrato però un comportamento particolare della forcella: nei tratti diritti e veloci tende a sottosterzare inducendo a una guida più cauta.

450 EXC
La quattoemmezzo arancione si conferma la più professionale del gruppo. Motore pronto sottocoppia, grande schiena a metà e allungo progressivo ed efficace fanno sì che questa KTM si classifichi tra le moto da competizione con cui puntare all’assoluta.
Per farla girare forte bisogna avere una bella esperienza di guida alle spalle ed essere allenati: la 450 ha potenza da vendere e i piloti più veloci con lei possono fare grandi cose.
Anche il semplice appassionato è in grado di apprezzarne le doti, ma sotto un'altro punto di vista: la cubatura di grandi dimensioni infatti consente di poter viaggiare quasi sempre sotto coppia, approfittando della dolcezza e dell’elasticità del monocilindrico austriaco.
In ordine di marcia il setting ciclistico ricalca quello della 400; il manubrio più basso è un po’ più scomodo nella guida in piedi, ma agevola parecchio l'inserimento in curva. Le sospensioni lavorano bene, la forcella e il mono sono bene in sintonia tra di loro. La prima parte di corsa della forcella è molto scorrevole e trasmette un buon comfort, anche se nei tratti veloci tende un po' a scartare e a prendere sotto, probabilmente a causa del nuovo bilanciamento dei pesi. Il mono da parte sua copia alla perfezione gli impatti con le pietre scalinate e le radici, semplificando la vita al pilota.

I modelli da Enduro proposti da KTM per il 2010 sono un’ottima base di partenza
per la scelta della vostra nuova compagna di avventure. Ma, se questo non bastasse ancora, sono pronte anche le riedizioni Six-days Portugal delle moto pronto-gara. Ancora più kittate, realizzate su misura per chi sogna le gare a occhi aperti.

Pregi
EXC 125: resa globale e divertimento di guida (chi l’ha detto che diverte solo i 16enni?!)
EXC 300: efficacia nell’Enduro estremo
EXC 400: fruibilità generale
EXC 450: prestazioni assolute impressionanti

Difetti
EXC 300: allungo del motore
EXC 450: cavalleria esuberante (spesso conviene sfruttarne solo il sottocoppia…)

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fonte moto.it

Gamma SX quì
A dar risposte sono capaci tutti, ma a porre le vere domande ci vuole un genio..
by Oscar Wilde
KTM Race LC Carbon Limited Edition

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Test KTM 2010

Messaggio » 27/11/2009, 1:08

Test KTM 2010
Orange County
Nessuno stravolgimento su tutti i fronti: lunga vita al PDS e al carburatore. Più vivo che mai il 2T


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Chi per il 2010 si aspettava qualcosa di rivoluzionario da Mattighofen, forse rimarrà deluso, ma in KTM hanno deciso di seguire la strada dello step by step.
Sulle Enduro e i Cross my 2010, quindi, niente leveraggi e nessuna iniezione elettronica. Le moto sembrano uguali, ma le novità ci sono e si sentono nel comportamento dinamico.
Degno di una speciale da Mondiale il banco di prova: terreno asciutto con pietre piantate con l'alternanza di tratti veloci e lenti, uniti a pezzi di fettucciato con curve di vario raggio.

Le enduro duettì
Partiamo dalla EXC 125 due tempi, il best seller indiscusso della categoria. Anche se tanti sedicenni la usano per andarci a scuola, la piccola ha un carattere corsaiolo. Sa essere divertente e velocissima e, nonostante la ridotta cubatura, ha coppia, spinge forte, grida come una matta e, anche nei cambi marcia, non accenna mai a calare. Il cambio è tipico Enduro, con la prima corta per poi distendersi. Il telaio è molto intuitivo e la nuova taratura delle sospensioni ha migliorato (come del resto anche nelle altre cilindrate) il comportamento dinamico. Ora trasmette molta più sicurezza e non dà più quella fastidiosa sensazione di perdere l'anteriore. Le novità ai freni si sono dimostrate valide sul fronte della modulabilità e della progressione, senza perdere mordente.
Le altre sorelle 2T, sono molto simili nell'impostazione: stessi freni e uguali sospensioni, anche se con una differente taratura. Il 300 è una moto molto richiesta per le caratteristiche di potenza e leggerezza. È divertente, intuitiva e facile, anche se la velocità che raggiunge in brevi spazi fa capire che tra le gambe si ha qualcosa di sostanzioso. Il motore, infatti, è prontissimo a ogni sollecitazione del gas. Rispetto al vecchio modello è più rapido e divertente. Rimane ottima e non ci stancheremo mai di ripeterlo, la soluzione dell'avviamento elettrico anche sul due tempi.

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L'invincibile armata quattro tempi
Le due tempi sono affascinanti, ma il quattro tempi è la moto di tendenza. La 250 EXC-F è la più divertente: ti permette di fare cose incredibili, avendo una coppia esagerata, un peso ridotto e una potenza da prima della classe. Insomma, è la moto che fa felici tutti. La cosa che più sorprende è il suo cambio marcia. Le sospensioni si sono dimostrate più in "ordine" rispetto agli anni passati, è migliorata sia la trazione, sia la stabilità.
Tre cilindrate una moto: 400, 450 e 530. La modifica al telaio le ha rese più guidabili ma, soprattutto, è aumentata la stabilità che, in alcune situazioni, mancava. Le sospensioni che le equipaggiano, sono le stesse, anche nella taratura. Nonostante le somiglianze però, i motori conferiscono alle moto tre caratteri diversi.
Il 400 non strappa mai, rende la guida fluida e tende poco a intraversare: quando si mettono le marce spinge, ma senza mai mettere in crisi la ciclistica. Tipico da Enduro il cambio, con la prima corta, comodo nelle ripartenze incarognite. La leva è abbastanza alta e questo permette di non urtarla inavvertitamente. Morbidi e precisi gli innesti. La frizione, comandata dalla pompa Brembo, è precisa e modulabile in tutte e tre le motorizzazioni.
La 450 è la regina. A ogni colpo di gas la risposta è piena e brillante. Rispetto al 400, il "primino" si utilizza meno, visto che il motore è più reattivo e vigoroso.
La grossa 530 è ancora un oggetto impegnativo, il monoalbero spinge molto e in alcuni casi può mettere in difficoltà, perché l'inerzia del motore si fa sentire e rende la moto meno intuitiva. Il grosso mono tende a vibrare un po' di più rispetto alle altre EXC, anche se spinge e allunga all'infinito. Non si può dire che una sia meglio di un'altra, è solo questione di gusti... e di gas.

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fonte xoffroad.it
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Tomac
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Re: KTM Gamma Enduro 2010

Messaggio » 27/11/2009, 8:48

Bella la SixDays........per il resto trovavo più belle le grafiche 09, ma..................e la 530?
Tira........Molla........Geppo (seinovanta)

tassellato
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Re: KTM Gamma Enduro 2010

Messaggio » 07/12/2009, 9:53

Anche a me piacevano di piu' le grafiche 2009.
Ho gia' provato il 530.
Il motore sembra abbia una curva di erogazione ancora piu' dolce e gestibile rispetto alla '09.
Rispecchia la tendenza degli ultimi anni.


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