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Comparativa maxienduro 2: la vendetta di KTM

katana
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Comparativa maxienduro 2: la vendetta di KTM

Messaggio » 26/07/2013, 8:15

Sul numero di agosto 2013 di Motociclismo si rinnova l'eterna sfida tra la BMW GS e la KTM LC8. Una sfida delicatissima: a marzo, in Grecia, tutti i tester, nessuno escluso, avevano indicato la BMW R 1200 GS come vincitrice della comparativa ad otto. Eravamo partiti sperando che vincesse qualsiasi altra, perché il monopolio BMW ci ha stufato. Non può vincere sempre la stessa moto, dai! Al limite ci può stare bene che in MotoGP vinca sempre Rossi, ma tra le moto l'alternanza è bella. Per me non sarebbe stato un problema, perché non ho mai avuto feeling con le grosse bavaresi. Ma poi, una volta in Grecia, la cosa s'è fatta imbarazzante: persino io giudicavo la BMW superiore a tutte le altre nella somma comfort-piacere di guida-prestazioni. Oh, tanto di cappello ai tedeschi. La BMW era completamente nuova e, a nostro giudizio, andava meglio della vecchia, già vincitrice nel 2012. Anche la KTM era completamente nuova, ma ci aveva lasciati perplessi. La 1190 Base, rispetto alla 990, da enduro era diventata una sportiva stradale, con l'avantreno talmente piantato a terra da far credere che la gomma anteriore fosse forata. Non era affatto una cattiva moto, solo che non sembrava una maxi enduro. Con una potenza e un avantreno da superbike, ci aveva spiazzati completamente. E ci domandavamo: KTM è impazzita del tutto, oppure la 1190 Adventure R – con ruote da 21" e 18" – sarà diversa? Ovvero: avranno pensato a diversificare la base dalla R, come sarebbe saggio? Per mesi ho aspettato curioso di guidare questa benedetta R e adesso che mi sono tolto lo sfizio lo posso dire: no, alla KTM non sono impazziti. Hanno fatto una base da strada e una R da fuoristrada. Le due moto sono diversissime. E se in Grecia ci fosse stata la R, per quel che mi riguarda quest'anno non avrebbe vinto una BMW.

AMMORTIZZATORE DI STERZO
Attenzione: quelle che seguono sono le mie considerazioni personali sulle quattro moto (poi scoprirete quali sono le altre due) e io spesso vengo giudicato balordo per le idee che esprimo. Per i giudizi più scientifici e obiettivi, leggetevi il pezzo sul Motociclismo cartaceo di agosto, quello scritto dall'ottimo Fabio Meloni.
La prima cosa che ho fatto, al cospetto della R, è stata andare a vedere dentro la carena se anche lei aveva l'ammortizzatore di sterzo. E ce l'aveva. Ho detto: "Mannaggia!". Perché il confronto delle quote ciclistiche tra la BMW e la KTM è bizzarro. Alla guida, la BMW davanti sembra leggerissima, mentre la KTM base, come ho detto, sembra avere la ruota anteriore forata, da quanto è pesante. Poi guardi la bilancia e scopri che non solo la tedesca pesa, in assoluto, più dell'austriaca, ma anche che è gravata dalla maggiore percentuale di kg sull'avantreno. Eppure, sembra una bicicletta! Potenza delle geometrie (angolo di sterzo, avancorsa, ecc.) ma anche dell'ammortizzatore di sterzo della KTM, tarato troppo duro? Non lo so. Posso solo dire che anche la 1190R ha l'ammortizzatore di sterzo, ma davanti è molto più leggera della base. Sembra una moto normale. La posizione di guida mi sembra perfetta per una maxienduro da fuoristrada e anche qui non sembra avere nulla a che fare con la postura della base, che mi metteva a disagio. Insomma, fin dai primi metri mi sono trovato a mio agio, è come dev'essere una maxienduro: non la trovo molto diversa dalla mia Africa Twin come feeling. Lo strapotente motore è tale solo se lo spingi sopra i 5.000 giri. Al di sotto è tranquillo e fluido, facile, amichevole, perfetto per le salite viscide in fuoristrada. Mentre i precedenti 950 e 990 non mi sono mai piaciuti, perché ai bassi li ho sempre trovati "isterici", difficili da tenere buoni sulle radici bagnate.

UNA VERA COMPARATIVA
In Grecia le moto erano otto, qui sono solo due. Ma, in realtà, dietro le quinte abbiamo vissuto questa come una vera comparativa, non troppo diversa da quella. È vero che in Grecia le moto erano otto, ma io sono sbilanciato verso il fuoristrada, quindi non ero troppo interessato alla Ducati Multistrada e all'Aprilia Capo Nord, moto 100% stradali: l'ho vissuta come una comparativa a 6 e non a 8. Mentre qui, oltre alle due sfidanti, avevamo anche due moto d'appoggio molto interessanti: la Triumph 1200 Tiger XC, che in Grecia ci aveva conquistati per comfort, erogazione e precisione avantreno e la BMW F 800 GS Adventure, una novità che aspettavamo da anni. Quindi, dietro le quinte è stato inevitabile confrontare continuamente le quattro moto, anche se solo due erano destinate alle luci della ribalta del servizio su Motociclismo.
Devo anche dire che io non amo alla follia questi enormi motoni da 1.200 cc con potenze da 130/150 CV. Tant'è che, appena tornato dalla Grecia, sono salito sul Passo del Sempione in sella a una BMW F 800 GS e l'ho trovata immensamente più agile e divertente delle 1200. Sicché, nel partire per questa comparativa avevo già la mia classifica in testa: avrebbe vinto la F 800 GS Adventure. Invece, sono rimasto spiazzato ancora più che in Grecia.
Abbiamo percorso un fantastico anello con base a Conegliano Veneto, che si trova dove la Pianura Padana va a sbattere contro le montagne. 550 km di strade di montagna, sia asfaltate sia sterrate. Personalmente, questo è il mio nirvana motociclistico: lunghe traversate di regioni montane, su strade di qualsiasi tipo, dall'asfalto alla mulattiera con sassi e solchi.

DUE MOTO NON PARAGONABILI
Se dico che in Grecia avrei fatto vincere la KTM 1190R, lo dico da appassionato di moto, coi suoi gusti. Ma, da tester, devo essere obiettivo: posso dire che mi piace di più la KTM, ma non che sia meglio della BMW. Ciò perché le due moto sono troppo diverse, sono diversissime, non c'entrano nulla.Hanno due personalità fortissime, al punto che richiedono di adattarsi e poi, quando inizi a trovartici, se passi all'avversaria ti sembra un cesso. Esempio: ti siedi sulla KTM e, subito, cerchi di capire se la sella da enduro è più comoda di quella della sorella base. Quella ha un'imbottitura che cede subito, questa l'imbottitura non ce l'ha proprio. Due selle diverse, un solo effetto: sembra di stare seduti su un muretto di marmo. E, solo per questo motivo, una maxienduro mangiastrade come questa non può vincere alcuna comparativa, perché avere la sella di marmo non ha senso. Posso anche passare sopra al fatto che il cupolino ripari poco, ma non sul fatto che già dopo un'ora di viaggio hai le chiappe in fiamme e non fai altro che calcolare quanto manca all'arrivo. Vabbé, ma facciamo finta che la sella sia comoda. La posizione di guida a me piace, è perfetta, però anche la BMW è messa bene. Ciò che rende queste moto diverse come il sole e la luna sono due cose: l'avantreno e la risposta ai bassi e medi regimi. La KTM sembra perfetta, se la provi da sola: erogazione fluida e avantreno che è un azzeccato mix tra stabilità e maneggevolezza. Ci prendi la mano, ci fai 20 km di passo dolomitico, godi tantissimo e poi salti al volo sulla BMW. E ti ammazzi. Se imposti la curva come facevi con la LC8, ti sdrai per terra, perché la moto è agile come una mosca. Scende in piega troppo in fretta! Non ti piace, rimpiangi la KTM. Per non parlare di quando apri il gas come facevi con l'austriaca: qua non puoi, perché ai bassi la differenza di potenza è enorme, ti metti veramente la moto per cappello. Sembra una moto sbagliata, con lo sterzo troppo verticale, che prende sotto e un motore ingestibile. Fai altri 20 km di curve, impari a dosare le forze e ti rendi conto che questa moto è una meraviglia che curva da sola, senza alcuna fatica. E per andare forte basta dare un filo di gas. E che dire della sella stracomoda? Capisci perché questa moto ha vinto in Grecia: va fortissimo col minimo impegno, ti fa macinare milioni di km divertendoti e senza stancarti. Allora decidi di tornare sulla KTM e ci resti malissimo: sella di marmo, avantreno pesantissimo (mai ai livelli della sorella base, eh!) e motore che non spinge per niente, a meno di non tenerlo su di giri. Ci devi fare qualche km prima di adattarti e di tornare a considerarla una meraviglia. Per me, alla fine, sono le migliori moto che abbia mai guidato su strada, anche se non hanno nulla a che fare una con l'altra.

F 800 GS ADVENTURE
Io sono un fan della F 800 GS e adesso che è uscita la versione Adventure sono ancora più contento. Ha la sella più comoda, in autostrada protegge veramente e supera i 400 km con un pieno, addirittura i 500 guidando felpati. Ma questa ci ha lasciati un po' così. BMW dichiara che il motore è quello di serie, ma sicuramente non lo è quello che hanno dato a noi. Fa un rumore meno affascinante ed è molto più pigro a prendere i giri. Cosa gli hanno fatto? Lo hanno mappato per la pioggia (anche se la moto non prevede mappature)? O per i 90 ottani (cosa che fanno i concessionari, su richiesta)? Insomma, non sembrava lei.
E poi c'è la Triumph Tiger 1200, una moto straordinaria, come tutte le Triumph, ma camuffata da un'estetica che non tutti digeriscono. Posso dirlo? Neanche io. Ma la moto non si discute. Apri a 1.000 giri e spinge in modo meraviglioso (mai quanto la BMW), è comodissima e ha un avantreno molto caricato in avanti, più della KTM 1190R ma meno della 1190 base, che la rende molto precisa. Questa moto va guidata in maniera fluida e rotonda e anche lei fa percorrere un sacco di km senza stancarsi. Però, sempre parlando per me, mi sono accorto che non riesco ad amarla, perché... non pistona. Non posso farci nulla, i tre e i quattro cilindri non hanno quella cosa lì, la pistonata, il pum pum. E poi sono in conflitto con quel manubrio che viene indietro, non mi piace, eppure è comodo e permette di controllare bene la moto, quindi che voglio da lui?

FUORISTRADA, LE SORPRESE
Il fuoristrada è una specialità affascinante, perché presenta mille sfaccettature. Nulla è assoluto. Una moto che va bene in Grecia non è detto che lo faccia anche in Cadore! Infatti, qui abbiamo trovato una specie di Via del Sale con tanti sassi smossi, un fondo completamente diverso da quello degli sterrati che abbiamo fatto in Grecia, che erano dei gommosi lasagnoni di terra bagnata e scivolosa. Laggiù, la BMW andava benissimo. Impostavi il computer di bordo su Enduro e le sue sospensioni diventavano soffici e, grazie anche alla lunga escursione, la moto carezzava quelle strade viscide come su un cuscino d'aria, senza perdere trazione. Ma qua abbiamo trovato i sassi smossi e la regina di Grecia ha abdicato. Abbiamo scoperto il suo punto debole: le sospensioni non riescono a copiare le asperità vicine e pronunciate. Ci rimbalza sopra, fibrilla, perde aderenza, spacca i polsi del suo pilota. Mentre la 1190R è a casa sua. Lo ribadisco: mi sembra la mia Africa Twin, mi dà quel feeling lì. L'avantreno segue le mie traiettorie, le sospensioni copiano, il soggiorno a bordo è piacevole. Usandola tra i 2 e i 4.000 giri è docile, facile, piacevole. Tutto sembra, tranne che una moto da oltre 130 CV alla ruota per circa 250 km/h effettivi. E allora, smetto di inveire come sto facendo da quando le 1190 sono uscite: non m'importa se hai 150 CV, ti amo lo stesso.
A questo punto, mi diventava inevitabile provare la F 800 GS di BMW, che a bocce ferme indicavo come probabile vincitrice della prova. Eh, che dire, non sembra la moto con la quale ho fatto la prima Hardalpitour. Basta fare due conti: la Adventure pesa ben 20 kg in più rispetto alla base e, di questi, 15 sono tutti dietro (telaietti, serbatoio maggiorato, telaietto reggisella irrobustito, sella più imbottita). Poi aggiungete il peso degli 8 litri di benzina in più (circa 6 kg), quello delle borse in alluminio che montavamo e pure quello dei bagagli. Stiamo parlando di una moto che in versione base è stata concepita con una certa distribuzione dei pesi e che qua si trovava con 30 kg aggiuntivi concentrati sul retrotreno: è ovvio che aveva un avantreno leggerissimo. Non è settando l'Esa su "Enduro" che ci metterai una pezza. Qui si va a gusti. I fuoristradisti veri, che guidano in piedi col peso del corpo in avanti, apprezzano questo avantreno leggero. Riescono a tenerlo a bada con la loro postura e fanno meno fatica a indirizzare la ruota anteriore in curva. Ma se uno guida seduto, come me, allora non riuscirà a imporsi molto, su quell'avantreno. Lo sentirà andare dove vuole lui, prossimo a una scivolata.
E poi c'era lei, la Triumph. Quella che Meloni ha guardato dicendo "se avesse i cerchi a razze sarebbe un'altra Speed Triple", dubitando delle sue doti fuoristradistiche. Non la volevamo usare, in fuoristrada. Peso oltre i 250 kg, avantreno pesante, scarsa luce a terra. Si faceva lo scaricabarile per non guidarla. Ma, di noi quattro tester, Paolo Trevisan era troppo concentrato a provare la KTM e la BMW (dato che ha posseduto entrambe); Luca Bono è un bel ragazzo dal sorriso accattivante, con il quale ti ammalia per fregarti e arraffarsi le moto migliori; e Fabio Meloni, avendo poca esperienza in fuoristrada, preferiva usare la F 800 GS col suo avantreno leggero. Vabbé, datemi 'sta Tiger e facciamola finita. Ed ecco la svolta della gita: questa moto mi ha sconvolto, in fuoristrada va benissimo! Certo, in Grecia era arrivata seconda su asfalto e terza in fuoristrada, quindi in realtà l'avevamo già apprezzata. Ma non avrei mai pensato che su questi sassi smossi mi avrebbe dato lo stesso feeling della KTM! Baricentro basso, avantreno pesante che schiaccia i sassi ma non scarta, sospensioni che copiano senza entrare in risonanza: questa sì che è una sorpresa. Ci farei una Hardalpitour, giuro! Gli altri mi guardavano come se fossi pazzo.

ODIO L'ELETTRONICA
Lo posso dire? Mi ha stufato! Queste moto è come se avessero dei pc sul manubrio e io mi sono rotto le p... di smanacciare sul "mouse" montato a sinistra per cercare il menù con cui togliere l'ABS e il controllo di trazione. Ogni volta che infilo uno sterrato con un 1.200, regolarmente mi dimentico di togliere quei cosi e me ne accorgo in salita perché la moto ammutolisce e in discesa perché in frenata vado lungo e finisco nel burrone. Tutte e tre le moto richiedono di premere più volte diversi tasti e di scorrere sul menù alla ricerca delle opzioni desiderate, ma sono cose da assimilare con calma, non mentre guido in sterrato! Allora vorrei tanto un unico tastone, illuminato di rosso, da premere al volo per disattivare ABS e traction control.

MILLE INCONTRI
In comparative di questo tipo s'incontra tanta gente, è il bello di viaggiare. Già in autostrada facciamo benzina e arriva un tipo di Alba (CN), ma che lavora a Conegliano Veneto, che ci sgama subito. "Non siete turisti, siete tester di qualche rivista". Ha l'occhio fino, ha riconosciuto Fabio Meloni, è uno di quelli con la passione viscerale, possiede sia una BMW Megamoto sia qualche tre cilindri Triumph e mi pare di avere capito pure una KTM supermotard, che usa per girare a Castelletto di Branduzzo. Affrontiamo il Passo San Boldo, che ha una sfilza di tornanti dentro le gallerie e, una volta in cima, cerchiamo un bel prato per fare le foto statiche. Prendiamo uno sterrato nel bosco e finiamo in paradiso, una baita con pratino all'inglese. I proprietari stanno prendendo il sole sulle sdraio e credo che l'ultima cosa che vorrebbero è essere disturbati da quattro moto da fuoristrada. Allora Paolo Trevisan, uno di noi quattro, va subito da loro a spiegare il problema: stiamo cercando un prato per fare delle foto e il loro è perfetto. Oh, questi avrebbero tutto il diritto di cacciarci a pedate, invece sono rilassati, ci dicono "fate pure" e ci danno pure una bottiglia di acqua fresca...

CHE FIGURA!
Arriviamo a Valmorel, un idilliaco villaggio sui monti sopra Belluno cui Dino Buzzati ha dato l'immortalità con i suoi racconti sugli ex voto. E qua facciamo una spaventosa figura di cacca. È Luca Bono ad avere l'intuizione: "C'è un campo che sembra di grano, ma sono erbacce: perché non ci fotografi con le moto che emergono da tutto quel giallo?". Ci sto, è una buona idea: il giallo fa da contrasto col verde del prato retrostante. Analizziamo la situazione. Sembra un prato di nessuno, ricoperto da erbacce. Intorno ci sono campi recintati, ma nessuna casa. Ok, facciamoci un passaggio a bassa velocità. Appena finiamo, mi trovo faccia a faccia con un uomo che mi urla contro in dialetto veneto (per me incomprensibile): è il proprietario del campo e mi dà del deficiente quando gli spiego che pensavamo che fosse un campo abbandonato, pieno di erbacce. "Non è abbandonato, è nostro, domani dobbiamo falciarlo, ma le senti le cazzate che stai dicendo? E poi perché diavolo siete passati di lì?". In effetti, vista da fuori la cosa appare strana: siamo entrati per venti metri in un campo per poi uscirne subito dopo. Allora gli spiego tutto: siamo di Motociclismo, cercavamo una cornice per fare una foto, ci piaceva l'idea della moto immersa nel giallo con il verde dietro, pensavamo veramente che fosse un campo di erbacce. Gli mostro pure la foto e lui si calma. Per fortuna, è una persona ragionevole. Nel momento in cui si calma, si capisce in pieno il problema che abbiamo noi fuoristradisti nel farci accettare dal prossimo. L’etichetta che noi fuoristradisti in moto ci portiamo addosso è quella di gente che non rispetta le proprietà altrui, che va troppo forte, fa troppo rumore e scappa se qualcuno cerca di dire loro qualcosa. Ci dice che un tempo faceva fuoristrada anche lui, ma non sopporta i trialisti che gli passano in casa senza chiedere permesso e quando ci ha visti nel suo campo gli si è chiusa la vena. Una volta che ci siamo chiariti, vuole vedere le moto, è rilassato, ci dice che le moto non hanno danneggiato il campo, era solo una questione di principio, se gli avessimo chiesto il permesso ce lo avrebbe accordato. “Abbiamo pensato che fosse un campo incolto anche perché non è recintato” gli dico e lui risponde che lì non usano recintare i campi, a meno che non siano i pascoli per gli asini. Mi sa che avremmo dovuto girare dentro un campo recintato, allora...

IL SENSO PER GLI AFFARI
La strada che collega Valmorel al Nevegal è strettissima e completamente deserta. Non passa nessuno. Si incontrano pochi villaggi, piccoli e tranquilli. Verrebbe voglia di comprarsi una casetta e passare il tempo a leggere libri. Arriviamo a Tassei, minuscolo paesino con tre case e con la bella chiesetta di San Giuseppe Lavoratore. Qui ci sono quattro ragazzini di 8-10 anni che hanno messo su un bel business: vendono acqua ai viandanti. Un bicchiere d’acqua costa 10 centesimi. Se vuoi, ci mettono anche un po’ di limone con lo zucchero. Ma gli affari vanno male, dicono. Non passa nessuno. Ci credo, rispondiamo noi. Tre di questi fanciulli sono in villeggiatura, mentre il quarto (una ragazzina) vive qui. D’inverno nevica tanto, ma il minibus della scuola passa comunque a prenderla. Finalmente, si sente un rombo e dal fondovalle si vede arrivare una Ducati Monster. “Clienti, clienti!” gridano speranzosi i bambini, come nella prima puntata di “Cars”. Ma il Ducatista si ferma 200 m prima e, col casco in testa, si mette a guidare un aratro su e giù per un campo. Corro a chiedergli se posso fotografarlo, ma mi manda a quel paese. Oggi è una tappa così, con gli agricoltori abbiamo alti e bassi.

LA FOTOGRAFA
Sopra Cortina, salendo al Passo Tre Croci, prendiamo lo sterrato per Malga Lareto, che si trova sulla strada per il rifugio Mietres. Questa malga ha una veranda che offre una curiosa vista di profilo sul Passo Giau, è un gran bel posto, ci sediamo a bere un caffè. Nella parte interna della veranda c’è un’anziana signora che si lamenta che le stiamo coprendo il panorama. Lo dice come se fosse una battuta, ma poi lo ripete. Non deve avere un carattere facile. Poco dopo, vedendo che scatto foto al Passo Giau, mi dice: “Ho fatto tantissime foto, in passato. Non è per dare consigli, ma perché non fotografa quella montagna lassù? Guardi che bella”. Come montagna è bella, ma è completamente controluce e avvolta nella foschia estiva: verrebbe uno schifo, in questo momento. Non sono contrario ai controluce, anzi, ma questo è davvero troppo mesto. Lo spiego alla signora, che ci rimane male: “Guardi che in passato ho fatto tantissime foto”, insiste lei. Io sento che dobbiamo andare. Paolo Trevisan interviene a sua difesa: “Un vero fotografo sa scattare anche contro luce”. Ma cos’è, un complotto? Andiamo via!

IL CICLISTA
Sterratona di montagna, parliamo con un ciclista che s’è appena sparato 1.300 m di dislivello in salita. Andare in moto è bello, ma non ti darà mai la soddisfazione di quando, in bicicletta, arrivi al termine di una salita lunghissima. Se hai la testa, il cuore e le gambe per farcela. L’uomo si guarda intorno, sa che ha due versanti di discesa da scegliere e ci espone i suoi ragionamenti: “Se scendo di lì poi passo di là... Se invece scendo di là...”. Lo invidio.

IL CRUCCO
Sella di Razzo, in Carnia, arriva il tipico mototurista “crucco come quelli di una volta”, ovvero fermi agli anni 80: moto vecchia (la BMW R 80 ST), borse Krauser, tuta in pelle marrone. È di quelli che gira da solo, va piano e ha una gran voglia di fare amicizia con gli altri viaggiatori a due ruote. Mi piace, questa razza! Altro che gli smanettoni del lungo lago di Lecco. Il tipo ci ferma, ci fa delle domande in inglese storpiatissimo, non capiamo nulla, allora scuote il capo, ci dice di lasciare perdere e dice “Vado a bere una birra a Sauris”. Credo che sia un invito, ma noi siamo di fretta, il sole sta per tramontare e vogliamo fare le ultime foto nel ghiaione del Meduna. Peccato, per questa volta niente amicizia col crucco come quelli di una volta.

LA BENZINAIA SEXY
Mentre scendiamo ad Ampezzo, mi viene in mente che, nel 2012, ho fatto benzina in questo paesello e alla pompa c’era una donna in canottiera e calzoncini: mai vista una benzinaia in abiti così succinti. Non era giovanissima e non era magrissima, ma se ne fregava, stava al fresco ed era simpatica, per lo meno per quel poco che c’ho parlato in tre minuti di pieno col casco in testa. Adesso torniamo proprio a quella pompa... e lei è ancora lì, in canottiera e calzoncini. Anche questa volta non mi levo il casco, ma lei mi guarda e dice: “Ehi, ma io ti conosco. Un anno fa hai fatto la benzina qui da me!”. Ci resto secco. D’accordo, adesso siamo in Carnia dove i turisti sono pochi, mentre nel vicino Cadore sono troppi, ma che razza di memoria ha questa donna? “Forse avrei dovuto fare la criminologa” mi spiega.

IL PASSANTE
Scendiamo dalla Forcella di Rest, una strada strettissima e selvaggia ed entriamo in Tramonti di Sopra (PN). Ho in mente un ponte vicino a Sequals, dove la valle del fiume Meduna sfocia nella Pianura Veneto-Friulana e si allarga così tanto che sembra di essere in una hammada marocchina di colore bianco, con le ghiaie che si estendono a perdita d’occhio. Lì vogliamo fare le ultime foto della comparativa, per omaggiare Fabrizio Meoni che lì sviluppò la KTM 950 LC8. Mancano ancora 25 km, ma ci fermiamo per controllare la mappa. Sto per estrarla dalla borsa della F 800, quando da un bar esce un avventore e ci urla: “Fermi, niente mappa, vi dico tutto io”. Questa è una figura tipica di quando si viaggia: il tipo del posto che vede che stai guardando la mappa, pensa che tu ti sia perso e interviene per salvarti. Ma non ti sei perso, non stai cercando una località precisa, stai solo vedendo quanto manca a un punto che hai in mente, ma che non ha neanche un nome, quindi non è neanche facile spiegare. Non ti serve, questo passante. In questi casi non so mai se è un lodevole esempio di gentilezza, o se è un’ansia che deriva dal fatto che un forestiero sta cercando di muoversi dentro le tue terre e, quindi, vuoi fargli vedere che tu ne sai. “Dove dovete andare? Io so tutto”. “Niente, stiamo andando al punto in cui il Meduna entra nella Pianura Padana, allargandosi a perdita d’occhio”. “Perfetto, ho capito dov’è, andate avanti e vedrete che, tra 7 km, la valle si allarga”. Finirebbe lì: ovviamente non ha capito dove stiamo andando, ma non fa nulla, solo che vede che noi insistiamo con il voler guardare la mappa, allora si offende e se ne rientra nel bar. Ogni volta che mi succede una cosa simile mi domando: io ho buone intenzioni, lui ha buone intenzioni, ma finisce che io mi scoccio e lui si offende: è come un matrimonio!

IL BRAVO FIGLIOLO
Finiamo a cena in una griglieria dove lavora il figlio di Paolo Trevisan, a Preganziol. Mangiamo divinamente e, a mezzanotte, me ne riparto per Milano, con la BMW F 800 GS. Rispetto ai miei standard, sono in carrozza: moto velocissima, in neanche tre ore sarò a casa. Io amo guidare di notte, mi capita spessissimo, o perché torno tardi dalle trasferte, o perché faccio le notturne. Ma il figlio di Paolo è stupito, perché lui ha un principio: non si guida la moto dopo il tramonto. L’ha sempre avuto. E l’unica volta che ha trasgredito questo principio è stato falciato da un tipo che non gli ha dato la precedenza e s’è rotto un braccio, quindi per lui la cosa è diventata un principio matematico: se guidi di notte ti ammazzi. Mi fa venire in mente quel mio amico che voleva la moto, ma i genitori gli dicevano: “La moto è pericolosa, ti compriamo lo scooter”. Lo so che è una cazzata immensa come ragionamento, ma lui in scooter non ha mai avuto problemi, mentre appena s’è comprato la moto ha fatto un frontale e s’è rotto una vertebra. Adesso ci crede pure lui, che gli scooter sono sicuri e le moto no!

fonte motociclismo.it
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sangio
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Re: Comparativa maxienduro 2: la vendetta di KTM

Messaggio » 26/07/2013, 12:49

mah?! a me sembrano tutte stronz@te.

ho smesso di leggere quando iniziava il papitolo della 800GS Adv perche' mi annoiavo pure.

Dire che non spinge poi mi sembra ridicolo, si puo' dire che devi usare il cambio piu' spesso (e' fatto per quello o sbaglio?) che con il boxer ma capito che deve stare un po' piu' basso di marce e un po' piu' alto di giri secondo me vai come un missile.

Sella scomoda? Si potrebbe migliorare e se non vuoi spendere per la sella PP con 70 euro da un sellaio la fai imbottire.

Pesante davanti. A me non dispiace perche' si va piu' spesso su starda che in off, anche perche' voglio vedere quanti tengono spalancato il gas quando vanno sulle buche e sulla sabbia per far galleggiare l'avantreno.

Scende meno in piega, vero. Ho provato il vecchio GS di un amico che aveva le Anake (per cui non so dire se erano le gomme) ma mi sembrava che mi cascasse all'interno. A me piace doverla spingere un po' per avere l'impressione di farle fare cio' che voglio e non quello che vuole lei.

Premetto che NON sono legato ad un brand e ho anche una BMW ma l'articolo sopra mi lascia perplesso pero' io sono un profano (che guida da 40 anni tutti i tipi di moto) e non scrivo sulle riviste.

lucajudoka
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Re: Comparativa maxienduro 2: la vendetta di KTM

Messaggio » 26/07/2013, 13:42

dal mio punto di vista l'avantreno leggero era un 'problema' insito nel 990 e risolto con il 1190. Se problema dir si voglia: quando è leggero è per l'off e viceserva. Per me l'off è tutto quello che si fa con le racing/dual, il resto sono belle scampagnate (senza nulla togliere a quei 2-3 che usano le ciccione come MTB).
Il 1190 è più on che off, ergo è più pesante davanti che leggero. Fine.
Sinceramente non ho capito il passaggio dove dice che lui in off guida seduto. Sino a quel punto avevo creduto di leggere le impressioni di uno che in fuoristrada ci va, ma dopo quella affermazione ho dovuto dare una chiave di lettura diversa all'articolo e a chi l'ha scritto.
Se non ho capito male bmw ha un assetto più da fuoristrada (ballerino di anteriore) però poi alla prova dei fatti ci va meglio il 1190 (che è peso davanti!) e che comunque lui guida da seduto.
Boh, strani test.
In Garage: KTM 1190 R; Scorpa 250 Long Ride; Yamaha Tricker 250; Yamaha Tènèrè xt 660 z; Vespa Primavera 125 1975. Honda Dominator Special

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Re: Comparativa maxienduro 2: la vendetta di KTM

Messaggio » 26/07/2013, 17:48

due moto non paragonabili

Questo ho detto dopo averle provate entrambe..

sono salito sul Passo del Sempione in sella a una BMW F 800 GS e l'ho trovata immensamente più agile e divertente delle 1200.

io avevo l'800GS giengù....
forse più agile.. forse... perchè più leggero/gestibile... ma più divertente... ma NNNNOOOOOOOO :!: nemmeno paragonando l'800 da solo.. alla R con passeggera valigie e gatto nella borsa serbatoio non è più divertente il gs 800...

Bravo @katana hai fatto bene a postarla qui.. io sul cartaceo non la leggevo di sicuro :mrgreen:
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..taca su da lavàr zò n'tant che la fornasèla la se smòrza..


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